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Smart working e coronavirus: pioggia di richieste a Consip per pc portatili

Negli ultimi tre anni con gli strumenti centralizzati della società del Mef risparmi medi del 15% sui prezzi di acquisto delle forniture Pa

di Marco Rogari

(Agf)

2' di lettura

Pubblica amministrazione e istituzioni provano a organizzarsi operativamente per fronteggiare le ricadute del Coronavirus. Dalla Corte dei conti è arrivata alla Consip la richiesta di 600 personal computer portatili in “convenzione” per avviare lo “smart working”. La conferma indiretta viene dall’ad della società controllata dal Mef, Cristiano Cannarsa, che sottolinea come la principale “centrale” per gli acquisti Pa sia pronta a rispondere alle sollecitazioni che arriveranno dalle singole amministrazioni. Anche se una richiesta in massa di dotazioni tecnologiche per innescare un “telelavoro” a tappeto potrebbero creare problemi (basti pensare alle migliaia di postazioni dell'Agenzia dell'Entrate) così come il rallentamento della produzione di componentistica in Cina che potrebbe mettere in crisi eventuali richieste a tappeto di approvvigionamenti di pc.

Sale a 14,8 miliardi la spesa gestita direttamente da Consip
Proprio i pc continuano a essere tra le forniture su cui il metodo Consip funziona maggiormente. Cannarsa, approdato in Consip nel 2017 e vicino con tutto il Cda alla conclusione del mandato, evidenzia che tra tra il 2016 e il 2019 la spesa per acquisti Pa gestita direttamente con strumenti centralizzati della società del Mef (il cosiddetto “erogato”) è cresciuta dell'80% passando da 8,2 miliardi ai 14,8 miliardi dello scorso anno.

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In tre anni risparmio medio del 15%
Il risparmio sui prezzi d'acquisto registrato (anche se non ancora in via definitiva) nel 2019 ha raggiunto i 3,3 miliardi (9 miliardi in tutto dal 2017). In media il risparmio si è attestato sul 15%, passando dallo sconto superiore al 50% per gli acquisti di Pc fatti attraverso la piattaforma Consip per arrivare al 9% delle forniture di energia. E un ruolo decisivo, ha fa notare Cannarsa, lo sta giocando il Mepa, il mercato elettronico della Pa per gli acquisti in rete sotto soglia comunitaria.

Sbloccati 5 lotti per 780 milioni della gara «F M 4»
L'ultimo triennio dell’attività Consip con Cannarsa al ponte di comando è stato caratterizzato da una forte riorganizzazione interna e ha portato a una significativa riduzione dei costi per la gestione del contenzioso, anche grazie all'introduzione del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato, con un esborso ridotto da 2 milioni a 800 mila euro per il solo costo degli avvocati.
È scattato, tra l'altro, il primo sblocco per le gare Consip di Facility Management che erano state bandite nel 2014-16 per un valore complessivo di 5,3 miliardi e si erano fermate per l'apertura di molte inchieste penali, civili e amministrative. La società che gestisce gli acquisti centralizzati dalla Pa ha infatti aggiudicato i primi 5 lotti per un valore complessivo di 780 milioni di euro.

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