guerra commerciale

Acquisti di tecnologia cinese: le società Usa devono avere l’ok del Governo

Il segretario al Commercio Wilbur Ross approverà personalmente tutte le transazioni quando i fornitori siano legati a entità estere «avversarie». Nel mirino i prodotti cinesi di aziende come Zte e Huawei

di R.Mi.


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Wilbur Ross

2' di lettura

Negli Stati Uniti gli acquisti di hardware e software e la fornitura di servizi di raccolta ed elaborazione dati che vedano come fornitori società legate ad «avversari esteri» dovranno essere approvati personalmente da Wilbur Ross, il segretario al Commercio. La decisione mira a combattere il presunto rischio che potenze straniere, Pechino in testa, possano introdurre con la loro tecnologia sistemi di spionaggio che rappresentano una potenziale minaccia per il Paese.

Offensiva americana sulla tecnologia cinese
La mossa, che limita fortemente la libertà commerciale delle società americane, è destinata ad acuire le tensioni tra Cina e Stati Uniti ed è solo l’ultima di una serie di decisioni dell’amministrazione Trump per contenere la tecnologia cinese, a cominciare da quella per la rete mobile 5G e non solo. D’ora in avanti il ministro Ross potrebbe bloccare qualsiasi acquisto/servizio quando siano coinvolti dati sensibili così come il potente Comitato per gli investimenti stranieri negli Usa (Cfius) può porre il veto ad acquisizioni societarie negli Usa da parte di aziende estere.

La minaccia per la sicurezza nazionale
Il controllo totale sugli acquisti di tecnologia per le telecomunicazioni colpirà soprattutto le cinesi Huawei e Zte, fornitori importante delle società statunitensi. Il regolamento emanato dal Dipartimento al Commercio prevede che ci sia un’approvazione caso per caso delle forniture e lo fa in applicazione di un ordine del presidente Donald Trump che a maggio aveva dato al suo ministro 150 giorni per emanarlo dopo aver fornito le linee guida. L’ordine infatti dichiarava un’emergenza nazioanle restringendo gli acquisti di equipaggiamenti per le telecom che possano essere considerati una minaccia per la sicurezza.
In particolare, il Dipartimento mira a rendere sicura la filiera degli Icts, ovvero l’Information and Communication Technology and Services. Nell’ordine del 15 maggo scorso Trump diceva che avversari stranieri stanno sfruttando le informazioni che arrivano da questi servizi e forniture per effettuare spionaggio e commettere crimini informatici.
La possibilità di intervento per Ross è legata al fatto che le transazioni commerciali rappresentino un rischio di sabotaggio o sovversione degli Icts negli Stati Uniti; un rischio di conseguenze catastrofiche per la sicurezza di infrastrutture critiche o per l’economia digitale. Infine, acquisti bloccati in caso di rischio inaccetabile per la sicurezza nazionale.

Spada di Damocle su Huawei
Nel mirino del Governo Usa c’è ancora il colosso cinese delle telecom Huawei, inserito a maggio nella black list commerciale insieme ad altri produttori. L’acquisto di prodotti e servizi americani potrebbe essere prima o poi sottoposto a controlli. Trump ha però esteso la scadenza inzialmente prevista per la decisione e di recente il Dipartimento di Stato ha autorizzato Huawei a comprare alcune licenze da Microsoft. Restrizioni su queste vendite in futuro potrebbero avere effetti gravi sulla società cinese perché metterebbero a rischio l’approvvigionamento di processori e servizi: gli smartphone, per esempio, potrebbero perdere l’accesso a Google maps a tutto favore dei concorrenti sul mercato.

Per approfondire:
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