La fiera nella City

Acquisti vivaci a Frieze London

La settimana dell’arte è riuscita a creare fermento nonostante Covid e Brexit. Le gallerie hanno venduto anche ad istituzioni come la Tate, che ha acquistato guardando alla creatività globale

di Silvia Anna Barrilà e Giovanni Gasparini

Lo stand di Almine Rech a Frieze London 2021, Foto di Linda Nylind, Courtesy di Linda Nylind/Frieze

4' di lettura

Mentre l'attenzione si sposta su Parigi per la 47ª edizione della fiera Fiac (21-24 ottobre), a Londra si tirano le somme della prima edizione post-Covid di Frieze London, la principale fiera dedicata all'arte del XXI secolo, che per cinque giorni è tornata ad animare la vita culturale della city. Nonostante le difficoltà degli spostamenti dovuti alla Brexit e al Covid (tutti i viaggiatori, anche se vaccinati, devono sottoporsi ad un tampone entro il secondo giorno dall'arrivo in Gran Bretagna), Frieze London e Frieze Masters hanno catalizzato 80mila visitatori, che hanno visitato le 290 gallerie e le sculture a Regent's Park, sede della tensostruttura che oramai da anni occupa la fiera.

Lo stand di Gagosian a Frieze London 2021, Foto di Linda Nylind, Courtesy di Linda Nylind/Frieze

Pittura protagonista

Come oramai da tempo, la tendenza dominante continua ad essere il ritorno alla pittura, soprattutto, con tele di grandi dimensioni e dai colori sgargianti, siano esse astratte o figurative. L'ingresso principale, dominato da Gagosian con nove tele verticali di grandi dimensioni dell'artista di Los Angeles Jennifer Guidi, classe 1972, ispirate ai Mandala orientali e tutte venute per 350mila $, dava il tono anche ad altre gallerie come Kordansky, che pure ha venduto tutti e sette i dipinti dell'artista di Los Angeles Lucy Bull a prezzi tra 25mila e 85mila dollari, Sprüth Magers con George Condo e Ropac con Georg Baselitz, di cui sono stati venduti quattro dipinti tra 75mila e 1,2 milioni di euro. Tra le transazioni più elevate, David Zwirner ha venduto un importante dipinto di Kerry James Marshall ad una collezione americana a 2,2 milioni di dollari. Accanto a questi nomi affermati c'era la star delle aste del momento, Jade' Fadojutimi, classe 1993, da Pippy Houldsworth Gallery.

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Edgar Calel, The Echo of an Ancient Form of Knowledge (Ru k' ox k'ob'el jun ojer etemab'el) 2021 © the artist. Photo Tate Seraphina Neville. Opera acquistata dalla Tate a Frieze grazie ad un fondo da 150 mila sterline sostenuto da Endeavor

Gli acquisti della Tate

Solo nella sezione delle gallerie più giovani si trovava uno spirito sperimentale, con una riproduzione di un minaccioso drone in dimensioni reali da Athr di Jeddah e da Proyectos Ultravioleta un'installazione dell’artista guademalteco Edgar Calel (classe 1987) formata da pietre e frutta che costituiscono degli altari per i riti sacri dei Maya del Kaqchikel. Proprio questa opera è stata tra quelle acquistate dalla Tate.

In occasione di Frieze, infatti, il prestigioso museo inglese ha comprato le opere di cinque artisti grazie al fondo da 150mila sterline istituito per il sesto anno di seguito da Endeavor, la società globale di intrattenimento, sport e contenuti che nel 2016 ha acquisito la maggioranza della fiera londinese. Le scelte del museo rispecchiano la volontà di guardare al mondo dell'arte in prospettiva globale, considerando anche forme d'espressione alternative. Nel caso di questa installazione, il museo ha accettato che l'autore, Edgar Calel diventi custode presso il museo della sua opera, intitolata “Ru k’ ox k’ob’el jun ojer etemab’el”, (The Echo of an Ancient Form of Knowledge), 2021. Un atto significativo poiché, com'è scritto nel comunicato dell'istituzione: “accettando questa alternativa ad un'acquisizione convenzionale, il museo accoglie l’opportunità di ascoltare e apprendere dalla conoscenza che l’opera (e, più in generale, la cosmologia Maya Kaqchikel) trasmette”.

Rene Matić, Group of fifteen photographs from the series flags for countries that don't exist but bodies that do 2018-2021 © the artist. Photo Tate Sera. Opera acquistata dalla Tate a Frieze grazie ad un fondo da 150 mila sterline sostenuto da Endeavor

Sung Tieu, The Earth And The Sky 2021 © the artist. Photo Tate Seraphina Neville. Opera acquistata dalla Tate a Frieze grazie ad un fondo da 150 mila sterline sostenuto da Endeavor

Il museo ha, poi, comprato presso la galleria di Londra Arcadia Missa un gruppo di 15 fotografie dell'artista queer di base a Londra Rene Matić, classe 1997, che esplora il tema dell'identità e appartenenza in Gran Bretagna. Dell'artista vietnamita di base a Berlino Sung Tieu, classe 1987, rappresentato da Emalin di Londra, sono state comprate due opere che rappresentano delle riflessioni sull'arrivo della comunità vietnamita nella Repubblica democratica tedesca, mentre del nigeriano Obiora Udechukwu, 74 anni, la Tate ha comprato quattro opere dalla galleria di Lagos Kó. Ma il museo ha prestato attenzione anche ad un artista inglese finora trascurato: Mike Silva, offerto da The Approach di Londra. “È stato un processo difficile perché ti rendi conto come diventi un momento decisivo per un artista entrare nella collezione”, ha affermato Grada Kilombà, prima artista ad essere coinvolta nella giuria. “È un momento molto importante per la carriera degli artisti, soprattutto, per coloro che producono opere rilevanti per la società”.

Obiora Udechukwu, The moon Has Ascended between us 1976 © the artist. Photo Tate Seraphina Neville. Opera acquistata dalla Tate a Frieze grazie ad un fondo da 150 mila sterline sostenuto da Endeavor

Mike Silva, Jason (Curtain) 2021 © the artist. Photo Tate Seraphina Neville. Opera acquistata dalla Tate a Frieze grazie ad un fondo da 150 mila sterline sostenuto da Endeavor

Gallerie soddisfatte

A fine fiera, l'opinione diffusa dei galleristi è stata positiva, sia sul piano delle vendite che dei contatti riallacciati, dopo il lungo periodo di digiuno fieristico. “È stato un momento gioioso vedere tutti riunirsi dopo così tanto tempo” ha dichiarato la direttrice di Frieze London Eva Langret. “La fiera di quest’anno è il risultato di due anni di riflessione su nuovi modelli, eventi ibridi, l’apertura di No.9 Cork Street e il lancio del nostro membership programme: tutte queste conversazioni sono ora andate a buon fine. Siamo grati alle nostre gallerie partecipanti per aver raccolto la sfida ed essersi unite a noi per celebrare tutto ciò che Londra ha da offrire”.

Lo stand di Sadie Coles a Frieze London 2021, Foto di Linda Nylind, Courtesy di Linda Nylind/Frieze

Nuovi modelli

In particolare, No.9 Cork Street è un hub per gallerie internazionali nel cuore storico di Mayfair, ospitato in due case a schiera convertite, distribuito su tre piani per ospitare mostre e progetti di breve termine organizzati dalle principali gallerie di tutto il mondo. Un concept simile è proposto da Cromwell Place, accanto al V&A, che – con 14 gallerie da ogni parte del mondo – è già un nuovo spazio di riferimento per Londra. Si tratta di nuovi modelli flessibili per riportare l'arte dal vivo dopo la lunga pausa del Covid, che sembra già quasi svanire nella memoria mentre ci si muove da una fiera all'altra e si è tornati ai ritmi frenetici del mondo pre-Covid. In effetti, in tema della sostenibilità in fiera è risultato trascurato. Oltre al programma dell'associazione Gallery Climate Coalition, solo due stand hanno meritoriamente preso sul serio il tema ecologista, fra cui spiccava il progetto “Platform Earth,” che ha messo in vendita opere di artisti come Tracy Emin (a 23mila £) e Brian Eno creati con uno speciale inchiostro prodotto dall'assorbimento dell'inquinamento, realizzando quasi 200mila £. Il coraggio della galleria Edel Assanti, una delle pochissime a proporre video arte, con un video sul disastro ambientale delle foreste, è stato premiato con la vendita di tutta l'edizione di cinque a circa 30mila euro.

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