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Acri vara il "salvataggio" di Fondazione Carife, scongiurata la liquidazione

di Gerardo Graziola


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(ANSA)

2' di lettura

La Fondazione Carife si salva dalla liquidazione. L'Acri, apprende Radiocor, ha varato un piano di sostegno temporaneo da oltre 2 milioni in attesa che arrivi la soluzione definitiva per l'istituzione emiliana con un'aggregazione, sotto qualsiasi forma, con un'altra Fondazione di origine bancaria. La piccola fondazione emiliana era entrata in difficoltà il 22 novembre del 2015, la notte dell'azzeramento delle azioni della Cassa di Risparmio di Ferrara, coinvolta nella risoluzione delle quattro banche dell'Italia centrale, di cui deteneva la maggioranza del capitale. Da due anni la Fondazione Carife non solo non ha più i mezzi per le erogazioni non profit sul territorio ma deve affrontare anche una crisi di liquidità che non le permette di sostenere i costi operativi. Al punto che nel febbraio scorso il presidente, Riccardo Maiarelli, in una lettera accorata inviata alle Fondazioni lanciava il suo ultimo appello: «Confidiamo nella sensibilità connaturata a codeste Fondazioni bancarie affinchè questo nostro ultimo appello sia accolto, scongiurando in tal modo la messa in liquidazione del nostro Ente».

L'intervento dell'Acri riguarda in generale tutte le Fondazioni bancarie in difficoltà per le crisi delle rispettive banche conferitarie. In Emilia Romagna ci sono altri casi, come le Fondazioni di Cesena e Rimini ma l'emergenza è quella di Ferrara. Nei mesi scorsi all'appello della Fondazione Carife aveva risposto la Fondazione Roma proponendosi come cavaliere bianco ma il proposito si è sciolto come neve al sole dopo che il ministero dell'Economia, autorità di Vigilanza sulle Fondazioni, ha imposto alla fondazione romana, da anni fuori dall'Acri e in polemica con l'associazione guidata da Giuseppe Guzzetti, di procedere con l'indifferibile rinnovo degli organi. Dopo dieci mesi dall'appello di Ferrara arriva quindi l'intervento a tempo dell'Acri; le risorse sono a disposizione solo per un triennio e servono a coprire le spese operative delle fondazioni in difficoltà. Per le erogazioni sui territori di riferimento delle Fondazioni ormai prive di risorse che prima affluivano grazie ai dividendi delle banche intervengono le consulte regionali. Nel caso di Ferrara è già partito il progetto della Consulta emiliana guidata da Paolo Cavicchioli.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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