estate made in italy

Ad agosto tutto esaurito per la vacanza in barca


Il bisogno di libertà e di sicurezza spinge gli italiani a scoprire la bellezza della navigazione: così su mille barche disponibili si registra il pienone. E gli operatori salvano la stagione nonostante l'assenza dei mega yacht

di Serena Uccello

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(Cultura / AGF)


Il bisogno di libertà e di sicurezza spinge gli italiani a scoprire la bellezza della navigazione: così su mille barche disponibili si registra il pienone. E gli operatori salvano la stagione nonostante l'assenza dei mega yacht


4' di lettura

Allungando lo sguardo infuria ancora la tempesta e allora meglio ripiegare e volgere questo sguardo a quello che ci è più vicino. Se non si può andare per il mondo, allora tanto vale provare a conoscere meglio il proprio Paese. Sembra essere questo lo spirito con cui gli italiani stanno affrontando questa estate e queste vacanze. E così ci sono quelli che hanno scelto la campagna toscana (lo dicono i dati sulle locazioni) amata sempre, ma quest'anno ancora di più per la possibilità di affittare casolari isolati. O quelli che hanno scelto il mare, ma sempre optando per il soggiorno in villa. E la montagna quest'anno è la vacanza in baita.

Il sentimento comune è: godersi l'estate, farlo in sicurezza, farlo rispettando le regole sul distanziamento e se possibile provare a recuperare i piccoli piaceri del vivere semplice. Isolamento, certo, ma soprattutto libertà. E c'è forse qualcosa di più libero che andar per mare? Condizioni e percezioni: così grazie alla fusione delle une con le altre, la vacanza in barca a vela registra quest'anno il tutto esaurito.

«In passato – spiega Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas – abbiamo sofferto un po' l'allontanamento dei giovani. Con i voli intercontinentali a prezzi accessibili i nostri giovani erano più attratti dall'idea di sbarcare dall'altra parte del mondo e di sperimentare esperienze molto diverse. Da quest'anno l'impossibilità di muoversi e la prospettiva che per un paio d'anni sarà complicato farlo ha spinto molti italiani a considerare la bellezza delle nostre coste e a farlo dalla prospettiva di una barca. Il risultato è che quello che noi chiamo turismo di prossimità sta permettendo ai nostri operatori di salvare la stagione».

Ecco allora che quest'anno sul Mediterraneo si vedranno moltissime vele: l'Italia ha infatti circa un migliaio di imbarcazioni destinate alla locazione (barche cioè senza skipper) e al noleggio (barche con skipper) e «i dati di agosto segnano il tutto esaurito», dice Perocchio. All'idea della libertà quindi si è unita quella della sicurezza e del desiderio di riscoprire o di scoprire il bello che ci appartiene. «Bisogna dire che i nostri operatori hanno fatto un grande sforzo per garantire quelle condizioni di sicurezza sanitaria previste dai protocolli».

Quindi sì al mare, sì alle barche monoscafo, ma soprattutto sì ai catamarani a vela, che sembrano essere la scelta privilegiata dalle famiglie. Molta natura e poco glamour però. All'appello mancheranno infatti i mega yacht, quelli che superano i 24 metri. Non arriveranno quelli che fanno rotta dai Caraibi né quelli che arrivano da porti più vicini come dal Sud della Francia o dalle Baleari. E non arriveranno gli americani, i russi e gli arabi che venivano in aereo in Italia per poi imbarcarsi dai nostri porti sulle imbarcazioni qui noleggiate o affittate. Grandi assenti saranno anche molti dei 40mila stranieri che tengono le loro barche tutto l'anno nei nostri porti.

Il turismo del lusso resta bloccato, rimandato in attesa di schiarite. A salvare l'economia di un settore ci pensa un turismo più ridimensionato, locale, fatto di pacchetti settimanali. Fatto dal desiderio di usare questo momento come occasione per vivere il mare in un altro modo.

E resta la fiducia di molti operatori nella ripresa dei flussi internazionali e quindi la voglia di lanciare nuovi progetti per essere pronti quando torneranno gli stranieri. Sarà interessante osservare che cosa accadrà in ottobre al Salone Nautico di Genova. Intanto si continua a lavorare, ad investire, a creare. Un esempio? Il gruppo The Italian Sea Group ha presentato da poco Tecnomar for Lamborghini 63, il nuovo motor yacht della flotta Tecnomar. Un'imbarcazione che nasce dall'incontro tra l'eccellenza del mondo della nautica e quello delle super sports cars. La voglia di crederci quindi c'è sempre come spiega Giovanni Costantino, ceo di The Italian Sea Group che dice: «A maggio abbiamo annunciato di aver siglato l'accordo con Automobili Lamborghini. Ora presentiamo Tecnomar for Lamborghini 63, un motor yacht che sono certo diventerà un'icona futuristica come la vettura a cui si ispira. Selezionati armatori in tutto il mondo possiederanno non solo il motor yacht Tecnomar più veloce della flotta, ma un Tecnomar for Lamborghini 63 unico. Sono orgoglioso di aver scelto di realizzare con Automobili Lamborghini questo progetto innovativo e sfidante che coniuga tecnologia, eccellenza nel design, qualità e performance e che ci darà grandi soddisfazioni».

Due immaginari dell'italian style che si uniscono. La velocità su pista che diventa anima della velocità in mare: grazie infatti alla presenza di due motori MAN V12-2000HP il motor yacht potrà raggiungere i 60 nodi di velocità e sarà l'imbarcazione più veloce della flotta Tecnomar di The Italian Sea Group. Questo per dire che la voglia di primati della nautica italiana è sempre lì. D'altronde il nostro Paese, quando si parla di produzione, è leader nel comparto dei superyacht, oltre i 24 metri, con oltre il 45 per cento della produzione del totale mondiale delle barche di grandi dimensioni.

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