i luoghi del sisma

Ad Amatrice montagne di neve e macerie

di Mariano Maugeri

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2' di lettura

«Così abbiamo risparmiato i fondi per abbattere il campanile di Sant'Agostino». Pietro Bizzoni, un amatriciano purosangue sfollato a San Benedetto del Tronto, ride per non piangere. Amatrice e tutte le zone terremotate sono seppellite da un metro di neve e bersagliate da uno sciame sismico che oramai ha assunto le modalità di un bombardamento. Rimane in piedi la torre civica, ultimo baluardo di una resistenza che in queste ore appare solo simbolica. Amatrice caput sisma. Montagne di neve e di macerie.

Stavolta il terremoto ha colpito quasi a metà strada tra Amatrice e l'Aquila: Montereale, Capitignano e Campotosto, le aree in cui si sono concentrate le tre scosse di questa mattina, sono i paesi più importanti dell'Alto Aterno. Campotosto è sotto osservazione dal 24 agosto, così come lo era stata nei giorni seguenti il terremoto dell'Aquila del sei aprile 2009. In cima al lago ci sono le tre dighe dell'Enel, accerchiate da una serie di scosse senza precedenti. In paese, sommerso da due metri di neve, le cose non vanno meglio. I tre terremoti di stamattina hanno provocato danni pesantissimi al Municipio, con il cedimento del solaio.

Da Campotosto a Montereale, che ha l'originalità, se cosi si può dire, di essere inserita di diritto in due crateri sismici: quello dell'Aquila del 2009 e l'altro di Amatrice dell'agosto scorso. Terra ballerina, dove i bambini giocano a sfollati e soccorritori. Giancarlo Colangeli è un imprenditore della distribuzione alimentare colpito due volte dal sisma: il suo negozio di Amatrice fu completamente distrutto. E in queste ore corre a Montereale per verificare i danni dell'altro punto vendita: «I miei cinque dipendenti sono in salvo. Il paese è sommerso dalla neve e per fortuna al momento delle scosse in negozio non c'erano clienti».

Nuovo sisma, emergenza neve nelle zone già colpite

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Pure i mezzi dei vigili del fuoco hanno difficoltà ad arrivare a Montereale. Mai nella storia recente c'era stata una combinazione così disastrosa. Per fortuna da tre mesi sulla strada provinciale per l'Aquila c'è un piccolo distaccamento di 12 vigili del fuoco del comando aquilano che lavora al puntellamento degli stabili pericolanti. Sono loro che soccorrono i 2.500 abitanti di questo paesino dell'Alto aterno. Il distaccamento dei volontari di Montereale è stato operativo a singhiozzo per mancanza di fondi. Si decise di aprirlo con mezza dozzina di volontari dopo lo sciame sismico post terremoto del 2009 che avvolse in una ragnatela di scosse Montereale, Amatrice e Accumoli. Poi ci si rese conto che era troppo povero di mezzi e fu chiuso “temporaneamente”.

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