IL PROGETTO

Ad Ancona intelligenza artificiale per i neonati in terapia intensiva

Nasce Sinc, la culla dotata di microfono, antenna e telecamera per rilevare i dati

di Michele Romano


2' di lettura

L’intelligenza artificiale al servizio della terapia intensiva neonatale: nasce così Sinc, una culla che integra i dispositivi utilizzati nella normale pratica clinica con quelli per il rilevamento di alcuni parametri (frequenza cardiaca e respiratoria, ma anche altri oggi non misurabili dai dispositivi in commercio, ndr.) attraverso procedure di misura senza contatto. «Non esistono altre soluzioni del genere al mondo, tanto per i nuovi dispositivi senza contatto, quanto per l’integrazione di più parametri per la diagnosi precoce di patologie neonatali» spiega Ilaria Ercoli, product manager di Jef, azienda di Civitanova Marche fondata da un gruppo di giovani studenti di ingegneria, che opera nelle ICT applicate in particolare al settore della sanità. L’idea iniziale è stata di Virgilio Carnelli, primario di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Salesi di Ancona, che in prima battuta si è rivolto al Dipartimento di ingegneria industriale e scienze matematiche della Politecnica delle Marche. In un virtuoso effetto domino, il progetto ha poi coinvolto il dipartimento di ingegneria informatica, quindi Jef «perché i dati e gli algoritmi di una cartella clinica neonatale in digitale diventassero un prodotto utilizzabile in un reparto di terapia intensiva». Sinc, questo il nome della culla intelligente, è un progetto di partenariato da 2,6 milioni, finanziato dalla Regione Marche con 1,6 milioni: «Un supporto fondamentale perché ci ha permesso di investire in un’idea – sottolinea Ercoli – e realizzare un prodotto che ha grandi prospettive di mercato». Accanto alla capofila Jef ci sono Mac (Recanati) e R.i.c.o. (di Castelfidardo), che hanno lavorato alla realizzazione dei dispositivi senza contatto tramite una telecamera, un microfono e un’antenna elettromagnetica posta sopra la culla, e Ginevri (Albano Laziale), che ha deciso di aderire alla rete e aprire una filiale a Civitanova Marche sviluppando un nuovo strumento in grado - attraverso un algoritmo della cura dell’iperbiluribinometria - di agevolare la cura dell’ittero neonatale. A livello operativo, ogni azienda ha lavorato allo sviluppo del proprio dispositivo, che si è integrato nella culla, sia spazialmente che come scambio dati che confluiscono tutti nel server dell’ospedale.

Sono tre le culle che, dalla scorsa settimana e dopo aver ricevuto l’approvazione del Cerm, sono state allestite al Salesi per la sperimentazione in reparto, al termine della quale, se le prove confermeranno la bontà dei primi riscontri, andranno sul mercato delle neonatologie mondiali come prodotto unico, con il nome Sinc, o come singoli dispositivi. Ma è già pronto lo step successivo: «Sviluppare la strumentazione anche per i bambini in età pediatrica con problemi respiratori soprattutto per un primo monitoraggio a domicilio» anticipa Ercoli. Soluzione per la quale «si cercano risorse nel panorama regionale e nazionale dei progetti finanziati».

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