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Ad aprile i Caf prevedono un calo di un terzo delle domande per il reddito di cittadinanza

di Giorgio Pogliotti


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(Fotogramma)

2' di lettura

Per le domande di richiesta del reddito di cittadinanza nella seconda “finestra” di aprile si registra un calo rispetto all’andamento di marzo, che pure si è chiuso ben al di sotto delle aspettative del governo, visto che sono state accolte 488mila domande dall’Inps, pari circa un terzo degli 1,3 milioni di nuclei familiari di beneficiari del sussidio preventivati in legge di Bilancio. La Consulta dei Caf segnala che al 15 aprile sono state presentate presso i propri sportelli 82mila domande (il 32,8% rispetto al 15 marzo) e fissati 60mila appuntamenti (34,6% rispetto al 15 marzo), per un totale di 140mila pratiche aperte.


Caf: il 95% dei richiedenti non conosce la misura

Anche se nel periodo preso come riferimento per fare la comparazione, i giorni lavorativi sono diversi - 8 a marzo (dal 6 al 15) rispetto agli 11 di aprile (dal 1 al 15) - alla Consulta dei Caf già appare manifestarsi una tendenza: «Le richieste per avere il reddito di cittadinanza continueranno, ma ad aprile si ridurranno notevolmente rispetto a marzo». Si tratta di un osservatorio importante, visto che 3 domande su 4 sono state presentate ai Caf che evidenziano alcuni limiti: «la partecipazione sotto le previsioni è determinata dalla non conoscenza della misura da parte di tutti i soggetti interessati - sostengono i due coordinatori della Consulta, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini -, anche per la decisione di chiudere gli uffici di informazione presso i comuni. Circa il 95% dei richiedenti ai nostri sportelli non conosceva la misura».

Quanto alle poche domande presentate dai giovani fino a 25 anni (3%), ma anche nella fascia fino a 45 anni (22%), secondo i due esperti la ragione è che «si è percepita più come misura di sostegno alla povertà che come strumento di politica attiva. Andrebbe migliorata l’informazione istituzionale, che non può essere affidata solo a spot». Sicuramente la scarsa partecipazione dei giovani è anche dovuta al fatto che la gran parte degli under 25 risiede ancora nei nuclei familiari e non figura, dunque, tra i richiedenti.

Polemiche per le somme accreditate nella Card Rdc
Segno della scarsa informazione sul tema e delle alte aspettative alimentate soprattutto dagli esponenti 5Stelle, sono le polemiche che hanno accompagnato il primo giorno di erogazione delle prime Card Rdc con la somma accreditata. L’Inps ha parlato di un’erogazione media di 520 euro a famiglia, ma a giudicare dalle lettere di protesta arrivate ai giornali, per ammissione anche dell’Inps c’è un gran numero di persone che ha ricevuto meno di 200 euro, o che lamenta somme tra 3-400 euro, ben al di sotto delle aspettative.

Questo malcontento è dovuto alle dichiarazioni di tanti politici che facevano riferimento alla somma di 780 euro, che in realtà rappresenta la soglia massima per un single con Isee pari a zero, non destinatario di alcuna forma di assistenza e non proprietario di casa.

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