COMMERCIALISTI

Adc e Anc chiedono la sospensione degli Isa e il ritorno (per il 2018) agli studi di settore

di Federica Micardi


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1' di lettura

Serve un provvedimento urgente per sospendere l’applicazione degli Isa nel 2018. La richiesta arriva dai sindacati dei commercialisti Adc-Anc che ieri hanno scritto al presidente del consiglio, ai due vicepresidenti e al ministro dell’Economia. Questa necessità sorge a causa del ritardo da parte dell’agenzia delle Entrate nel rilasciare gli strumenti necessari ad applicare i nuovi Indici sintetici di affidabilità: il software di elaborazione e lo schema
di specifica delega che il contribuente deve firmare al professionista.
«In qualità di rappresentanti sindacali di Categoria» scrivono il presidente di Adc Enzo De Maggio e il presidente di Anc Andrea Cuchel «non possiamo
sottrarci dal nostro compito istituzionale di portare alla Sua pregiata attenzione un disagio diffuso e crescente dei commercialisti di fronte ad una situazione di totale ed imbarazzante incertezza, oltre all’impossibilità di dare risposte alle imprese che assistono».

Tra le problematiche legate agli Isa, oltre ai ritardi, i sindacati segnalano la spesa aggiuntiva che ogni professionista dovrà sostenere per aggiornare il proprio software. Adc e Anc propongono una soluzione definita da loro stessi “il male minore”: «Per scongiurare l’ennesimo caos che deriva dalla perdurante situazione di incertezza operativa, e che si aggiunge ai problemi legati alla fatturazione elettronica si è arrivati alla paradossale situazione di dover chiedere il ritorno agli studi di settore, sistema che da sempre consideriamoinadeguato e inefficace».

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