Aveva 82 anni

Addio a Bruno Ermolli, imprenditore e vicepresidente del Teatro alla Scala

È mancato nella notte tra domenica e lunedì

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

«È un grande dispiacere apprendere della scomparsa di Bruno Ermolli, imprenditore e vicepresidente del Teatro alla Scala. Il pensiero della città di Milano va lui, alla sua storia e al suo vissuto, così come alla sua famiglia». Così in un tweet il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato la morte di Ermolli, varesino di nascita ma milanese di adozione (era stato premiato con l’Ambrogino d’Oro nel 2001), mancato nella notte tra domenica e lunedì a 82 anni.
Grande appassionato di arte e di musica (sempre in prima fila sulle vicende che hanno riguardato La Scala di Milano), Ermolli è noto per essere stato il super consulente di Silvio Berlusconi, anche se, con il passare del tempo, la sua figura è diventata sempre più trasversale fino a farlo diventare un gran tessitore delle trame politiche e finanziarie della capitale economica d’Italia.

Un lunga carriera di successo

Certo, nella sua lunga carriera Ermolli ha fatto parte dei board di molte aziende della galassia Fininvest come Mediaset, Mondadori Finance, è stato presidente di Medusa Film, ma ha seduto anche nei cda di Politecnico, Bocconi, Fai e della fondazione Milano per la Scala è stato vice presidente. È stato anche presidente di Promos (azienda della camera di commercio di Milano) e membro di giunta e consiglio della Camera di Commercio di Milano. Tutti snodi cruciali della finanza, dei salotti buoni e del potere meneghino, in cui Ermolli è stato sempre presente oltre all’attività classica di consulenza, svolta dal 1970 attraverso la storica Sin&rgetica, una società di strategie d’impresa, finanza e management.

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Dall’80 all’82 ha presieduto l’Associazione Nazionale delle Società di Consulenza di Direzione ed Organizzazione ed in tale veste nell’82 è stato promotore della nascita della Federazione Nazionale del Terziario Avanzato della quale è stato Presidente per due mandati, dall’85 all’89.

Brunetta, «addio a un vero gentiluomo»

«Si è spento stanotte l’amico Bruno Ermolli, manager apprezzato, uomo colto e raffinato, amante della musica e dell’arte. Ricordo momenti preziosi di confronto con lui anche quando, nell'ultimo Governo Berlusconi, fu nominato dalla presidenza del Consiglio dei ministri in qualità di esperto economico. Indiscussa la sua grande professionalità, che gli è sempre stata riconosciuta dall'intero mondo dell'imprenditoria e che gli è valsa stima unanime. Un vero gentiluomo che l'Italia piange. Ciao Bruno, ci mancherai». È quanto dichiara Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione.

Sangalli: capace di visione strategica e concretezza

«Con Bruno Ermolli Milano perde un protagonista di primo piano della sua vita economica e culturale. Come Camera di commercio di Milano abbiamo avuto l'opportunità di portare avanti con lui molti temi di grande rilevanza per il nostro territorio e per il Paese. Penso a Expo 2015, alle iniziative per favorire l'internazionalizzazione delle nostre imprese e il rafforzamento del marketing territoriale». Così Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, a proposito della scomparsa di Ermolli che, continua, «era una di quelle rare persone capaci di visione strategica con la concretezza e la determinazione per realizzarla. Ci mancheranno queste sue qualità che erano anche umane, soprattutto in un periodo così difficile e sfidante come quello che stiamo vivendo».

Da Pozzo (Promos),lascia profondo vuoto

«La scomparsa di Bruno Ermolli provoca profonda tristezza in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e lascia un vuoto nel mondo imprenditoriale e istituzionale del nostro Paese». Lo sottolinea in una nota Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia. «Con la sua lungimiranza, unita alla capacità diplomatica e alla visione strategica, negli anni ha saputo tessere reti e relazioni che hanno permesso di realizzare progetti importanti per Milano, come Expo 2015, e strategici per l’Italia, come le numerose edizioni del Forum Euromediterraneo e delle conferenze Italia-America Latina», rileva Da Pozzo.

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