cinema

Addio a Carlo Delle Piane, oltre 100 film da Alberto Sordi a Pupi Avati

Ancora provato dall’emorragia cerebrale che lo ha colpito nel gennaio 2015 e che lo aveva portato fino al coma, aveva festeggiato i 70 anni di carriera lo scorso anno alla mostra del cinema di Pesaro

di Luigi Paini


Addio a Delle Piane, 100 film da Sordi ad Avati

2' di lettura

Per molto tempo lo abbiamo creduto solo un attore comico. “Colpa” di Romolo Pellacchioni, detto Cicalone. È il personaggio che Carlo Delle Piane, scomparso ieri a Roma all'età di 83 anni, aveva interpretato nel lontano 1954, accanto ad Alberto Sordi-Nando Mericoni, in “Un americano a Roma”. Perfetto per lui: muoveva al riso solo a guardarlo, con quel suo naso così spropositato, la locuzione difficile ma, e non è una contraddizione, la favella bella sciolta. Come nella sequenza in cui Mericoni si lancia nel suo americano da canzonetta, con un soldato tedesco alle spalle, e Cicalone non esita a prenderlo in giro per quel suo grammelot farfugliato (e destinato a immensa fortuna con gli spettatori, quasi un marchio di fabbrica della commedia all’italiana).

Carlo Delle Piane, il caratterista che diventò protagonista

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Poi, però, è arrivato Pupi Avati. Che ha intuito in Carlo tutte le sue potenzialità drammatiche. Il film d’esordio della coppia è “Tutti defunti… tranne i morti”, del 1973, commedia giallo-grottesca ambientata in un fosco castello; e negli anni seguenti, fra gli altri, i fortunatissimi “Regalo di Natale” e “Rivincita di Natale”, con il secondo dei quali Delle Piane, nel 1986, si prende la bella soddisfazione di vincere la Coppa Volpi a Venezia per la migliore interpretazione maschile.Ma di tutte le pellicole girate con il suo grande mentore Pupi, quella che ci rimane più nel cuore è “Una gita scolastica”, del 1983. È qui che viene sviluppato al meglio il tema sempre sottotraccia delle “bella e la bestia” (absit iniuria verbis). Perché il timidissimo e oggettivamente non bello professor Carlo Balla, dal cuore ovviamente d’oro, ha una cotta clamorosa per la collega Serena. Durante la fatidica gita del titolo, che si svolge a piedi (!) da Bologna a Firenze, si illuderà di poterla conquistare.Il volto dell’attore smette di essere una maschera: diventa una superficie che si altera ad ogni sussulto dell’anima, ci fa partecipi del suo desiderio più intimo, ce lo mostra indifeso di fronte alla forza dell’amore che fa sussultare il suo animo sensibile. Ma, come prima di lui per Cyrano e tanti, troppi altri, quel sentimento con ogni probabilità non potrà mai essere corrisposto. Il tutto accompagnato dalla regia di un Avati in stato di grazia, come sempre quando si lascia andare alla magia dei ricordi.

Nato nel cuore vero di Roma, a Campo de' Fiori, nel febbraio del 1936, Carlo Delle Piane proveniva da una famiglia modesta, padre sarto e madre casalinga. Il suo arrivo nel mondo del cinema, come era prassi molto comune in quegli anni favolosi, fu assolutamente casuale. “Scovato” sui banchi di scuola da Vittorio De Sica e Duilio Coletti, nel 1948, per interpretare il ruolo di Garoffi nel film “Cuore”. Un'occasione, come ricordava parlando di quei giorni, vissuta soprattutto per il gusto di avere una scusa buona per non frequentare le lezioni.Sembra una gag dei suoi film comici. Ci permette di salutarlo con il sorriso sulle labbra. C'è da credere che gli farebbe piacere.

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