SCULTURA

Addio a Di Modica, il siciliano che “conquistò” Wall Street

Scompare Arturo Di Modica, l’artista noto in tutto il mondo per aver creato il toro in bronzo simbolo della finanza mondiale.

di Rosalba Reggio

(Epa)

2' di lettura

Se non fosse che… La vita di Arturo Di Modica, artista siciliano di Vittoria, trapiantato in America nel 1970, è una storia piena di “se non fosse che”. Noto in tutto il mondo per aver creato la statua in bronzo simbolo della finanza americana, un toro da 3,5 tonnellate, la sua carriera avrebbe potuto forse scorrere a fianco di tante altre. Se non fosse che il suo coraggio e la sua audacia lo portarono a fare, nel 1977, un blitz notturno al Rockfeller Center di New York, dove scaricò otto sculture in marmo di Carrara del peso di 60 tonnellate. Un'operazione che mise in allarme la città, il sindaco Abe Beame fu svegliato in piena notte e dopo essersi recato nel luogo del “delitto” abbracciò Arturo e lo invitò a esporre le sue opere in pieno giorno, senza farlo svegliare nuovamente.

Negli anni che seguirono, Arturo non rinunciò a queste azioni spettacolari. La costruzione del suo loft a Crosby street a Soho, dopo aver arbitrariamente scelto uno “spazio vuoto” tra due palazzi, avvenne tutta di notte. Nel buio, facendo scivolare sopra tavolette di sapone le longarine in cemento che comprava da case in demolizione, Arturo costruì con calma la sua casa. Talvolta, quando il sapone si consumava e il rumore svegliava il quartiere, la polizia si presentava alla sua porta. “Arturo, lascia dormire i vicini, riprendi a lavorare domani”.

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Coraggio, creatività, enorme sensibilità, forse un pizzico di sana follia: queste le caratteristiche di Arturo. La sensibilità ha certamente motivato l’opera più famosa della sua vita, il toro di bronzo, simbolo dei mercati che salgono, nato proprio per consolare le numerose persone che erano finite sul lastrico per il crollo dei mercati. Così come il pizzico di follia lo ha portato a studiare i tempi delle ronde della polizia davanti a Wall Street, e a sfruttare un momento di assenza per depositare clandestinamente il suo enorme toro di bronzo. Poi rimosso dalla polizia e nottetempo ridepositato, sempre evitando i controlli, a Bowling Green.

Questo era Arturo, scomparso la notte del 19 febbraio dopo una lunga malattia. Ma quello che lascia, oltre alle numerose opere americane e a quelle ormai in giro per il mondo, è anche in Italia, dove a Vittoria, la sua città natale in provincia di Ragusa, ha avviato il progetto della scuola internazionale di scultura “Nuovo Rinascimento”. Dove due enormi cavalli fronteggianti di 40 metri, saranno posizionati tra una sponda e l'altra del fiume Ippari, nella pancia dei quali si apriranno grandi stanze per ospitare altrettanti musei archeologici, uno per Vittoria, l'altro per Ragusa.


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