AVEVA 86 ANNI

Addio a Emanuel Ungaro, il più italiano degli stilisti francesi

Nato ad Aix en provence da genitori pugliesi ha fondato la sua azienda nel 1965, contribuendo a rivoluzionare lo stile femminile

di Marta Casadei

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(Imagoeconomica)

Nato ad Aix en provence da genitori pugliesi ha fondato la sua azienda nel 1965, contribuendo a rivoluzionare lo stile femminile


2' di lettura

Si è spento a Roma lo stilista Emanuel Ungaro, 86 anni, nato in Francia ma italiano d’origine. Nonostante avesse creato la propria maison a Parigi, con headquarter e boutique nella blasonata Avenue Montaigne, Ungaro ha sempre mantenuto fortissimi legami con l’Italia. A partire dalla famiglia, con la moglie e musa Laura Bernabei, e dai collaboratori: Giambattista Valli, italiano trapiantato in Francia e suo pupillo.

Italiani anche i gruppi nei quali la maison è transitata e le aziende con cui ha collaborato - Ferragamo, che rileva il gruppo negli anni Novanta, e Aeffe, che ha prodotto le collezioni in licenza tra il 2012 e il 2015 - e i più recenti successori di Ungaro alla direzione creativa: Fausto Puglisi, alla guida della maison Ungaro dal 2012 al 2017, dopo il francese Giles Deacon e, ancor prima, Lindsay Lohan; Marco Colagrossi, cui Puglisi passa il testimone.

Interprete delle rivoluzioni femminili
Ungaro, nato ad Aix en Provence da genitori pugliesi - sarti, emigrati durante il Fascismo - e cresciuto alla corte di Cristobal Balenciaga e Courreges, fonda la sua griffe a metà degli anni Sessanta. Cavalca appieno le due rivoluzioni che, parallele, stanno cambiando le donne: quella dell’indipendenza e dell’empowerment femminile, a livello sociale, e quella del colore, delle stampe, delle forme sul piano del costume. Che interpreta in chiave sensuale e opulenta, conquistando icone di stile internazionali come J ackie Kennedy e la sorella Lee Radzwill, Lauren Bacall e Ira Fürstenberg. Fino a raggiungere il picco del suo successo negli anni Ottanta, a Parigi, dove ha un posto d’onore nel calendario delle sfilate. Ad avere successo sono anche le licenze, in primis i profumi.

Negli anni Novanta l’azienda entra nell’orbita della Ferragamo e lo stilista e imprenditore fa un passo indietro sulla gestione. Nel 2005 il gruppo fiorentino cede la maison Ungaro al fondo Aimz di Asim Abdullah, imprenditore di origine pakistana che ha fatto la sua fortuna nella Silicon Valley e cercherà di far ri-decollare la maison alleandosi con produttori italiani come Aeffe (Alberta Ferretti) e, in seguito, all’azienda umbra Modalis. Nel 2018 viene annunciata la partnership con Roy Luwolt, imprenditore e creativo dietro il successo di Malone Soulier. La prima forma di collaborazione tra le due realtà è una collezione per l’autunno inverno 2018/19 che si chiama proprio «Emanuel Ungaro by Malone Soulier». Ungaro, intanto, si era già ritirato dalla moda da oltre 10 anni: ha lasciato nel 2004, scegliendo di concentrarsi sulla vita privata insieme alla moglie e alla figlia Cosima.

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