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Addio a Internet Explorer, il vecchio browser che ha fatto la storia del web

Nato nel 1995, quando ancora ci si chiedeva quali fossero le potenzialità della rete globale, va definitivamente in pensione. In un mercato dominato da Chrome, il suo successore di casa Microsoft è Edge

di Franco Sarcina

Internet, nel 2021 un italiano su 5 si e' scollegato dai social

2' di lettura

Chi frequenta Internet da lungo tempo non può non averci avuto a che fare, e la sua definitiva dipartita, oggi 15 giugno 2022, affaccia alla sua memoria numerosi ricordi.
Stiamo parlando di Internet Explorer, il primo browser targato Microsoft. Un laconico messaggio nella pagina del download della software house fondata da Bill Gates e Paul Allen ne certifica la definitiva scomparsa, sostituito per tutte le versioni di Windows dalla 7 in poi da un browser moderno: Microsoft Edge, che la casa di Seattle suggerisce di usare in sua sostituzione.

La storia

Lo stesso nome Internet Explorer suggerisce che alla sua nascita, nel 1995, Internet era una cosa assai diversa dalla rete onnicomprensiva e globale che è ora. Il sostantivo “explorer” indicava la necessità di esplorare una novità, di cui gli stessi dirigenti di Microsoft di allora, Bill Gates in testa, non percepivano ancora appieno le potenzialità. In quel periodo, lo staff della società di Seattle stava cercando di capire quanto questa fantomatica rete globale, strutturata sul protocollo Tcp/Ip e in grado potenzialmente di connettere tutti i computer del mondo, si sarebbe sviluppata e se era veramente in grado di cambiare l’utilizzo dei computer, che a quel tempo erano del tutto sconnessi oppure “parlavano” quasi tutti solo con i loro immediati vicini, attraverso reti locali.

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Ma alla fine la decisione venne presa, e quindi fu deciso che un nuovo strumento software che fosse in grado di gestire il protocollo Http (Hypertext Tranfer Protocol), con la sua possibilità di saltare qua e là su Internet attraverso i link, sarebbe stato incluso gratuitamente nelle versioni di Windows allora in commercio. Esistevano già altri browser, Mosaic e Netscape Navigator i due più diffusi, ma l’inserimento di Internet Explorer all’interno del sistema operativo allora (e adesso) più diffuso lo trasformò in una specie di standard.

Il declino

Il predominio pressoché incontrastato di Internet Exporer durò diversi anni, ma cominciò ad essere scalfito abbastanza presto: nuovi browser più veloci e che meglio supportavano tutte le nuove funzionalità che man mano erano a disposizioni dei navigatori del World Wide Web cominciarono a nascere, e a contendere il predominio del programma targato Microsoft. Tre tappe fondamentali si ebbero nel 2003, con la nascita di Safari per i computer Macintosh, nel 2004, quando dalle ceneri di Netscape nacque Mozilla, e nel 2008, quando il colosso Google lanciò Chrome. La diffusione di Internet Explorer, un tempo assolutamente dominante, cominciò a calare.

Edge, il figlio

La stessa Microsoft, lasciata in eredità da Gates prima a Steve Ballmer e poi, dal 2014, a Satya Nadella, vero attore principale che ha consentito a una società nata dalla old economy di restare sulla cresta dell’onda anche ora, si rese conto che continuare a cercare di migliorare Internet Esplorer era una chimera. Troppe nuove funzionalità erano state aggiunte al web nel corso di 20 anni, e il primo browser Microsoft aveva da tempo perso il dominio del mercato. La sua lentezza, inoltre, era diventata proverbiale, e i meme sui social nascevano come funghi. Nel 2016 nacque quindi Edge. Il nuovo browser di casa Microsoft non è stato capace di diventare leader di mercato, che è dominato da anni da Chrome, ma si propone comunque come una valida e moderna alternativa.

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