grandi stilisti

Addio a Karl Lagerfeld, il «Kaiser» della moda

di Giulia Crivelli


Karl Lagerfeld si racconta disegnando

3' di lettura

Come lui nessuno mai. C’è una ragione se da moltissimi anni lo chiamavano “Kaiser Karl”: l’imperatore della moda se ne è andato a 85 anni dichiarati (ne avrebbe compiuti 86 in settembre), anche se c’è chi sostiene da sempre che ne avesse qualcuno in più, almeno due. Ragione in più per considerarlo, oltre che kaiser, highlander. Immortale, si potrebbe tradurre, ma più propriamente, dovremmo dire personaggio leggendario (le radici di questa figura sono nei racconti e nelle fiabe delle highland scozzesi) che non invecchia mai. O forse: personaggio condannato a non invecchiare mai. Karl Lagerfeld sembrava proprio così: fuori dal tempo fino all’ultimo, una condizione che quasi certamente non ha vissuto come una condanna.

FOTO / Karl Lagerfeld, addio al direttore creativo di Chanel e Fendi

Direttore creativo di Chanel (incarico ricoperto dal 1983), di Fendi (la partnership più lunga mai avuta da uno stilista con una maison, arrivata a 50 anni nel 2015) e del marchio che porta il suo nome. Impegnato in decine di collaborazioni nei settori più diversi, dall’arredo agli strumenti di scrittura, dalla cristalleria all’art de la table. E poi fotografo (da anni firmava le campagne pubblicitarie di Chanel), ideatore di eventi di comunicazione e marketing, talent scout per il mondo della moda. Pioniere nel mischiare “alto e basso”, fu tra i primi a collaborare con il colosso svedese del fast fashion H&M per una capsule che andò esaurita in pochi giorni.

Perfettamente quadrilingue (nato in Germania, conosceva perfettamente anche francese, inglese e italiano), personaggio spigoloso (famoso per esternazioni poco diplomatiche), ma anche capace di grande lealtà, come dimostrano le partnership insolitamente longeve con Chanel e Fendi. Schietto e coerente in ogni stagione della sua vita, mondano ma non troppo, bibliofilo e, nell’ultima parte della sua vita, innamorato della gatta Choupette, diventata protagonista di accessori e capi di abbigliamento del marchio Karl Lagerfeld, oltre che di libri e campagne pubblicitarie.

Curata come una nipote prediletta (Lagerfeld non si è mai sposato né ha avuto figli), Choupette ha cuochi, veterinari e dame di compagnia. Ma l’aspetto più stupefacente di Lagerfeld, più che questo tardivo amore per i piccoli felini (i preferiti anche da moltissimi altri stilisti, Giorgio Armani in testa), è la sua capacità aver mantenuto, anche da quasi novantenne, lo spirito di un pioniere.

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Un uomo che ha attraversato il secolo “breve” da testimone e protagonista e verrà ricordato come un protagonista pure del ventunesimo. Amante delle macchine reflex e allo stesso tempo ossessionato da iPod e iPhone.

Ha colto lo spirito di ogni tempo, pur avendo vissuto almeno tre rivoluzioni culturali e sociali. Ammirevole infine la sua capacità e volontà di “mettersi al servizio” di maison storiche: l’energia profusa in Chanel e Fendi lo ha sicuramente distratto dal suo marchio, che avrebbe potuto raggiungere altri risultati. Al servizio di Chanel e Fendi e allo stesso tempo stilista star. Per questo sarà difficile, forse impossibile, trovare un suo erede.

Intanto la maison Chanel, nel porgere le sue condoglianze più sincere alla famiglia e ai parenti di Karl Lagerfeld, ha annunciato che Virginie Viard, direttrice di Chanel Fashion Creation Studio e stretta collaboratrice del
couturier scomparso, prenderà le redini creative della maison. Con il placet del designer che lo scorso 22 gennaio aveva voluto che a prendere gli applausi del parterre della sfilata haute couture di Chanel fosse proprio lei, suo braccio destro da oltre 30 anni.

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