innovazione

Addio perline inquinanti: Bio-On lancia i polimeri biodegradabili

di Natascia Ronchetti

2' di lettura

Con cinquanta brevetti già depositati e un piano industriale che prevede un fatturato di 140 milioni nel 2020, Bio-On ha aperto il cantiere del nuovo stabilimento di Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, dedicato alla produzione di biopolimeri speciali PHAs, naturali e biodegradabili al 100%, destinati principalmente all’industria cosmetica. Un investimento da 20 milioni di euro – dei quali cinque per il rafforzamento del centro di ricerca e sviluppo – che consentirà anche di creare 40 nuovi posti di lavoro.

Nata nel 2007, l’azienda di San Giorgio di Piano si è ritagliata un ruolo da protagonista della nuova chimica ecosostenibile dopo aver brevettato la bioplastica che deriva dagli scarti della lavorazione agricola e che può essere utilizzata nei più svariati settori produttivi: si va dalla cosmetica al mondo degli accessori per la moda e dei giocattoli per arrivare alla nanomedicina. Il nuovo impianto avrà una capacità di mille tonnellate all’anno di Minerv Bio Cosmetics, la bioplastica destinata a sostituire le micro perline contenute nei prodotti cosmetici che inquinano i mari, e sarà dotato delle più moderne tecnologie e di un avanzato laboratorio R&S dove verranno testate nuove fonti di carbonio da scarti agricoli per la produzione di altri tipi di bioplastiche biodegradabili.

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L’apertura del cantiere arriva a meno di un anno dall’accordo con una multinazionale – con un contratto di licensing del valore di 55 milioni di euro in tre anni – per lo sfruttamento dei brevetti di Bio-On in Europa e in Asia con una produzione che potrà arrivare fino a 100mila tonnellate all’anno. Con l’inizio dei lavori l’azienda emiliana inaugura anche, come spiega il presidente e amministratore delegato di Bio-On, Marco Astorri, «una nuova fase di informazione rivolta in particolare ai nostri investitori. Abbiamo attivato un servizio di riprese con droni e videocamere fisse che consentirà di seguire lo sviluppo dell'impianto». La fabbrica sorgerà in un’area di 30mila metri quadrati un tempo occupata da uno stabilimento della Granarolo, con una riconversione produttiva che ha rispettato la tabella di marcia fissata dal programma di sviluppo messo a punto dall’azienda grazie alla collaborazione del Comune di Castel San Pietro. «Tutte le autorizzazioni sono arrivate nei tempi previsti e in alcuni casi addirittura in anticipo», conferma Astorri, che ha già dato il via libera al piano di reclutamento del personale. L’impianto avrà superficie coperta di 3.700 metri quadrati – ma ne potranno essere edificati altri 6mila – e dovrebbe essere inaugurato entro la prima metà del prossimo anno.

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