lutto nella moda

Addio a Pierre Cardin, stilista-imprenditore e creatore di avanguardie

Si è spento a Parigi a 98 anni uno dei protagonisti della moda del Novecento. Aveva creato uno dei primi brand internazionali, portando la sua moda anche nell'arte e nel design

di Angelo Flaccavento

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Pierre Cardin (Epa)

2' di lettura

Anno funesto anche per la moda, questo 2020. Novantottenne, è scomparso oggi l'inimitabile Pierre Cardin, al secolo Pietro Cardin (tronco, con la i: era nato in provincia di Treviso) innovatore indefesso e autentico visionario - qualifica oggi abusata da astuti manipolatori e spregiudicati campionatori di altrui idee; titolo invece necessario per questo ometto dagli occhi vispi che non ha mai smesso di guardare avanti, di esplorare territori insondati, di ricercare una popolarità che era urgenza di contatto con il pubblico più vasto, non ossessione per la fama fine a se stessa.

Quando nei primi anni 60 creó una collezione per i grandi magazzini Printemps, la Chambre Syndicale de la Couture lo radiò prontamente dall'albo - per eccesso di democrazia e difetto di elitarismo, si direbbe - per poi riammetterlo altrettanto prontamente. Cardin non obbediva a schemi preordinati, e la sua meteorica traiettoria nella cultura degli ultimi settant'anni ne è la prova lampante: ha prefigurato non solo mode, dal look spaziale alle megaspalle, ma anche modi di fare il business.

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Addio a Pierre Cardin, couturier fra Italia e Francia

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Cresciuto in Francia, dove la famiglia si era trasferita, a diciassette anni fu assunto come apprendista da un sarto: aveva trovato la propria strada. Fu impiegato da Elsa Schiaparelli e diresse l'atelier di Christian Dior, ma già nel 1950 si mise in proprio. Gli anni Sessanta e poi i Settanta hanno rappresentato il suo apogeo: in un'epoca in cui la collettività intera guardava al futuro con entusiasmo, e i viaggi spaziali spalancavano gli orizzonti del possibile, Cardin diede al futuro prossimo panni irresistibili, di una purezza euclidea unita ad una energia pop. Era fieramente antinostalgico, quindi per nulla citazionista: disegnó abiti che erano forme geometriche pure, preferendo sempre la curva alla retta. Il suo era un futurismo accogliente, umano, mai algido.

Spettacolare sfilata Pierre Cardin sulla Grande Muraglia cinese

Alle donne diede calzamaglie e bubble dress, agli uomini calzamaglie e giacche senza collo, che i Beatles resero popolari. Anche quando questo genere di futurismo da innovativo è diventato vintage, Cardin ha continuato a sperimentare, a immaginare gli abiti di domani. E intanto diversificava il business, mettendo il proprio nome su ogni genere di prodotto, di fatto esplorando e inventando le possibilità del branding, dalla cartoleria alla ristorazione in società con Maxime's passando per l'Espace Cardin, lo spazio espositivo pensato per sè e per gli altri.

L'eredità di Cardin è in questa ampiezza autentica di vedute, nella capacità di andare oltre, senza pregiudizio alcuno. Sempre, con acume per gli affari ma anche con genuinità e slancio, lontano dalla rapacità e dal cinismo di quanti oggi sulle sue intuizione continuano a costruire planetarie fortune.

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