San francisco

Addio al poeta, editore e pacifista Lawrence Ferlinghetti

Il fondatore di “City Lights” e primo editore della “Beat Generation” aveva 101 anni

di S.Bio.

Lawrence Ferlinghetti (Reuters)

3' di lettura

A lui tanto debbono la poesia, l’America letteraria, la Beat Generation e il movimento pacifista e non solo. Figura “mitica” della controcultura,è morto alla veneranda età di 101 anni Lawrence Ferlinghetti.

Fondatore di un faro dell'editoria indipendente come City Lights con cui sconvolse l'America non solo letteraria, pubblicando libri come “Urlo” di Allen Ginsberg, per cui fu processato con l'accusa di aver diffuso oscenità. Il figlio Lorenzo ha riferito che a causare il decesso è stata una malattia polmonare.

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Nel 2019 aveva pubblicato l'autobiografia “Little Boy” (Piccolo ragazzo) per il suo centesimo compleanno.

Era nato il 24 marzo 1919

Nato il 24 marzo 1919 a Yonkers, nello Stato di New York, da padre italiano (Carlo Ferlinghetti era originario di Chiari, in provincia di Brescia e morì sei mesi prima della nascita del figlio) e madre franco-portoghese, Lawrence Ferlinghetti trascorse l'infanzia in Francia, a Strasburgo, affidato a una zia dopo il ricovero della madre in manicomio; e si trasferì negli Usa quando la zia fu assunta come governante a New York.

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Dopo aver intrapreso studi da giornalista (completati alla Columbia University di New York nell'immediato dopoguerra), Ferlinghetti venne arruolato nella Marina statunitense durante la seconda guerra mondiale prendendo parte alla sbarco in Normandia. Quando vide Nagasaki a pochi giorni dallo sgancio della bomba atomica, decise di diventare un “pacifista radicale” e di concentrare i suoi studi a Parigi, ottenendo un dottorato alla Sorbona, e dove incontrò il poeta statunitense Kenneth Rexroth, che in seguito lo persuase a recarsi a San Francisco, in California, per sperimentare la nascente scena letteraria della città.

Il pensiero che per tutta la vita ha accompagnato Ferlinghetti ha riguardato la storia della sua famiglia. Morto prima della sua nascita, il padre non gli lasciò altro che il proprio nome sul quale effettuare ricerche: Carlo Leopoldo Ferlinghetti. Solo nel 1955 il poeta decise di prendere ufficialmente il proprio cognome italiano e di firmare con quello tutta la sua opera letteraria e artistica. In precedenza aveva usato il cognome “Ferling”. Utilizzò l'originale cognome Ferlinghetti a partire dalla pubblicazione della sua prima raccolta di poesia del 1955, “Pictures of the Gone World”.

Beat Generation

C'è voluta una vita intera per trovare la sua città d'origine e finalmente, nel 2004, a 86 anni il poeta della Beat Generation è arrivato a Brescia, che in seguito gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

Nel 1953 fondò City Lights, la prima libreria al mondo a vendere esclusivamente tascabili, che ben presto diventò anche casa editrice, pubblicando fra l'altro nel 1956 uno dei libri di poesie più venduti al mondo, “Howl and other poems” (“Urlo e altri poemi) di Allen Ginsberg, manifesto poetico della Beat Generation (con l'incipit divenuto celeberrimo: “Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla follia,/ affamate isteriche nude/, trascinarsi nei quartieri negri all'alba in cerca di un sollievo astioso”). Ferlinghetti finì in prigione per aver pubblicato il volume dopo una condanna per oscenità. City Lights ha avuto un ruolo determinante nella diffusione dell'opera degli scrittori della Beat Generation, conosciuti in Italia principalmente grazie all'americanista e traduttrice Fernanda Pivano, grande amica di Ferlinghetti.

“A Coney Island of the Mind”

Lo stesso Ferlinghetti fra l'altro fu un bestseller con il suo libro “A Coney Island of the Mind” (pubblicato nel 1958 da New Directions) che nel giro di poco tempo superò il milione di copie vendute, con traduzioni in nove lingue.

Come agitatore culturale e intellettuale, Ferlinghetti ha preso parte alle battaglie politiche del proprio tempo, osservando con sguardo poetico e libertario la rivoluzione a Cuba e in Nicaragua, oppure la sua degenerazione nella Russia sovietica.

La bibliografia di Lawrence Ferlinghetti in italiano comprende tra gli altri titoli: “Americus” (Interlinea, 2009); “Poesia come arte che insorge” (Giunti, 2009); “Storia dell'aeroplano (e altre poesie scritte dopo l'11 settembre)” (Edizioni L'Obliquo, 2008); “Il lume non spento” (Interlinea, 2008); “Pianti degli animali che muoiono” (Nicolodi, 2005); “Poesie” (Guanda, 2005); “Poeta cieco” (Giunti, 2003); “Scene italiane. Poesie inedite” (Minimum Fax, 1995); “Shards - Cocci” (City Lights Italia, 1998); “Pianti degli animali che muoiono - Cries of animals dying” (Nicolodi, 2005); “Poesie” (Guanda, 2005); “Blind Poet” (Giunti, 2003); “Cos'è la poesia. Sfide per giovani poeti” (Mondadori, 2002); “Un luna park del cuore” (Mondadori, 2000); “L'amore nei giorni della rabbia” (Mondadori, 1999); “Il lontano moto del cuore” (Mondadori, 1999); “Poesie. Testo originale a fronte” (Guanda, 1978).


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