1922-2019

Doris Day, addio alla ragazza acqua e sapone che stregò Hitchcock

di Cristina Battocletti

3' di lettura

Non bisognava lasciarsi ingannare da quel visino dai tratti sottili, la vita esile, il portamento da uccellino. Doris Day, morta quasi centenaria, a 97 anni di polmonite, era una donna tenace. E molto meno eterea di quella figuretta che passava indenne da un fusto all'altro, che fosse Rock Hudson o Kirk Douglas, Jack Lemmon o Cary Grant. Era il simbolo della moralità americana e respingeva, da brava ragazza e da buona madre di famiglia, ogni corteggiamento con il suo viso acqua e sapone.

Figlia di immigrati tedeschi, nacque in Ohio nel 1922 e dimostrò le sue prime doti nell'arte caparbia di vivere, quando un incidente le sbarrò la carriera da ballerina, che aveva intrapreso con successo. Cominciò allora a cantare e si scoprì assai dotata, tanto da venire ingaggiata da Barney Rapp, per la cui band spesso intonava il motivetto “Day by day”. Venne spontaneo ai musicisti della band di apostrofarla così “Doris Day”. Et voilà, quello divenne il suo nome di battaglia nel mondo nello showbiz. Cantò con Jimmy James, Bob Crosby e Les Brown, per cui interpretò la hit “Sentimental Journey”, divenuta il mantra dei soldati yankee, desiderosi di tornare a casa dopo la Seconda Guerra mondiale.

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La sua carriera cinematografica iniziò per caso. Stanca di Los Angeles, e soprattutto dei due matrimoni finiti male, come quello di suo padre e sua madre, prima di tornare a casa a Cincinnati fece una capatina a una festa hollywoodiana. E lì fulminò gli invitati cantando fuori programma un brano, per insistenza del padrone di casa. Venne introdotta al regista Michael Curtis che la volle nel film musicale “Sotto la coperta” (1948) in un ruolo marginale, che la fece però diventare pian piano reginetta del musical. La sua voce cominciò a entrare in tutte le case d'America con la canzone “It's magic” che faceva parte della colonna sonora del film. E poi con la radio in un programma condotto insieme a Bob Hope alla Nbc.

Addio a Doris Day, la diva acqua e sapone, che fece innamorare Hitchcock

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La Warner era pazza di lei, e non solo, anche l'America, tanto che divenne una delle professioniste più pagate di Hollywood. Fu memorabile in “Tè per due” e “Aprile a Parigi” di Butler e “Non sparare, baciami!”, dove, da fantastica Calamity Jane, stregò tutti cantando “Secret Love”.

Smise di essere l'ingenua, esuberante signorina d'America in “Amami o lasciami” (1951) di Charles Vidor, ma fu Alfred Hitchcock a capire che quel volto sorridente nascondeva una natura umbratile e intensa. In “L'uomo che sapeva troppo” Doris Day offrì forse la migliore delle sue interpretazioni, dove tenne a battesimo anche la famosissima “Que sera sera”. Sapeva giocare e ironizzare sulla sua immagine verginale incorruttibile, ma non volle mai venire a patti con essa, e quando gli anni cominciarono a essere troppi per il ruolo da fidanzatina non volle cambiare immagine. Rifiutò purtroppo la parte di Mrs Robinson nel “Laureato” che andò poi a una magnifica Anne Bancroft.

A 56 anni si ritirò dal grande schermo, per interpretare una fortunata serie televisiva “The Doris Day Show”, pensata su misura per lei dal produttore e suo terzo marito Martin Melcher. Fu instancabile lavoratrice: interprete di 39 film, 75 programmi televisivi e 650 registrazioni di brani. Per la sua grande abilità nel cantare, recitare e pur, anche se in tono minore, danzare ricevette un Golden Globe e un Grammy. Ma mai un Oscar. Peccato.

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