ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTendenze

Addio ai ristoranti affollati, ora il locale dev’essere esclusivo

La ristorazione riparte e si affermano nuove proposte: dalla cena in cucina al fianco di uno chef stellato, al pranzo di lavoro per un solo tavolo

di Maria Teresa Manuelli

Cena sul laghetto di ninfee del Romantik Hotel Stafler a Vipiteno (Bz)

3' di lettura

Desiderio di esclusività, ambienti intimi, un tavolo tutto per sé. La ristorazione diventa per pochi: un po’ le conseguenze del Covid, un po’ la ricerca dell’esperienza unica, i consumatori non si sentono più a proprio agio in luoghi affollati e con tanti coperti. E i ristoratori colgono la tendenza offrendo tavoli appartati o direttamente in cucina, a fianco dello chef. I prezzi vanno da 100 fino anche a 1.200 euro. E c’è anche chi è andato oltre e ha aperto il primo ristorante per ospiti unici.

Beata solitudine

Grand Love Milano, nella suggestiva cornice del Naviglio Grande, è un vero e proprio ristorante privato: un solo tavolo, una sola prenotazione a sera, per un solo cliente con i suoi ospiti, fino a un massimo di dieci persone.

Loading...

Un posto che richiama l’elegante salotto di casa, un club privato ai tempi de “Il Grande Gatsby”. L’idea nasce da Carlos Valdes Ciampi, argentino, metà italiano e metà spagnolo. Il ristorante ha aperto nel 2020, con un occhio particolare al business: «Un luogo dove manager e imprenditori possono sentirsi liberi di negoziare e parlare di business consapevoli di trovarsi in un luogo “protetto”, discreto ma al tempo stesso accogliente, elegante ed esclusivo, ed è anche per questo motivo che siamo aperti a pranzo». La cena al Grand Love Milano prevede un menu completo, che ogni ospite può “comporre” come desidera. Tutto è personalizzabile, anche la colonna sonora.

Invece a Mauls, Vipiteno (Bz), nella Gourmetstube Einhorn dello storico Romantik Hotel Stafler, con la bella stagione le coppie di buongustai possono concedersi un tavolo esclusivo e molto romantico, sulle rive del laghetto delle ninfee, dove gustare un menu a cinque portate.

Instaurare un rapporto unico con lo chef, la sua cucina e la sua filosofia è la tendenza che anima le “tavole dello chef”, ovvero tavoli separati dal resto della sala, solitamente adiacenti alla cucina o comunque in posizioni privilegiate per farsi raccontare direttamente dall’autore le varie preparazioni.

Tavole dello chef

Il castello trecentesco dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (Pr) dedica tutta la sua filosofia alla cucina gastro-fluviale dello chef stella Michelin Massimo Spigaroli. Lo Chef’s Table per due viene apparecchiato direttamente in cucina, per vedere padelle sfrigolanti o nell'orto giardino, sotto un pergolato di rose.

Sempre nella Food Valley si trova anche Alto, l’innovativo e sofisticato rooftop restaurant dell’Executive Spa Hotel di Fiorano Modenese (Mo). Questo è il regno del talentuoso chef Mattia Trabetti. Il suo tavolo esclusivo confina con la sua cucina, ed è lui stesso a servire e presentare i suoi piatti.

«Puntiamo a creare un’esperienza totale, unica nel suo genere, coinvolgendo il cliente e raccontandogli il luogo magico in cui ci troviamo, visto con occhio giovane e innovativo», spiega lui stesso.

I wine club

L’idea di un appartenere a una élite esclusiva si sta facendo sempre più strada nel mondo del vino, sotto forma di un vero e proprio club: una cultura che ha iniziato a diffondersi in California negli anni 70 per creare e mantenere un legame tra produttori e clienti. Anche in Italia, secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, le ricerche di wine club sono aumentate del +12% lo scorso anno.

Il progetto del Relais San Maurizio – pionieristico in Italia e voluto da Giuditta e Arianna Gallo – raccoglie e rielabora gli spunti di scoperta, viaggio, accoglienza e appartenenza, e unisce la propria conoscenza nel settore wine, rappresentata dalla sua cantina che riunisce etichette tra le più pregiate al mondo, con la volontà di lanciare produttori d’eccellenza proponendo le loro offerte direttamente all'interno del Club (quote da 1.900 a 3.600 euro/anno).

Anche Poggio Torselli ha inaugurato a fine 2020 il proprio wine club, uno spazio di condivisione e dialogo tra la tenuta di San Casciano in Val di Pesa di proprietà della famiglia Zamparini e l’appassionato, che avrà così modo di indagare l'identità dei vini selezionati e inviati direttamente a casa sua. Le formule di adesione sono due: Poggio Membership, la linea base che prevede l'invio di sei etichette, e 1427 Membership, la proposta premium con la spedizione di dodici bottiglie e una più ampia gamma di benefit.

Ultimo nato è il Wine Club Loredan Gasparini. Provveditore, Savio e Doge sono i tre livelli di affiliazione (prezzi vanno dal singolo acquisto fino a mille euro), grazie ai quali accedere a vendite en primeur delle nuove annate, acquistare vini in edizioni limitate e produzioni da collezione e conservare le proprie bottiglie presso la cantina, organizzando le consegne a casa con spedizioni scalari.

È anche un modo per conoscere il territorio di produzione e scoprire il legame con la Serenissima attraverso eventi mirati.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti