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Addio a Sergio Rossi, genio e innovatore della calzatura italiana

Aveva 85 anni ed è stato uno dei padri fondatori del distretto della scarpa di San Mauro Pascoli. Addio anche a Silvano Cinelli, fondatore dei piumini Ciesse, per cause naturali

di Natascia Ronchetti

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Aveva 85 anni ed è stato uno dei padri fondatori del distretto della scarpa di San Mauro Pascoli. Addio anche a Silvano Cinelli, fondatore dei piumini Ciesse, per cause naturali


3' di lettura

Usando una metafora calcistica l'ex sindaco di San Mauro Pascoli Miro Gori, che lo conobbe bene, lo definisce il «centroavanti della squadra». La squadra è quel gruppo di industriali che hanno reso grande nel mondo il distretto delle calzature della cittadina romagnola. Lui è Sergio Rossi, uno dei suoi padri fondatori. Eclettico, estroso.

Se ne è andato il 2 aprile, all'ospedale Bufalini di Cesena, stroncato dal Covid- 19. Aveva 85 anni e una vita alle spalle passata a stringere nel pugno il saper fare, il know-how, lo spirito innovatore. «In questo Sergio Rossi fu un maestro assoluto: anche di fronte alle crisi ha saputo, come gli altri industriali calzaturieri del distretto, rispondere con l'arma dell'innovazione innestata su una lunga tradizione», dice Gori. Il nome di Sergio Rossi era già diventato da decenni un simbolo internazionale del made in Italy, capace di unire una straripante creatività alla capacità di capitalizzare un sapere artigianale antico.

Tutto nato negli anni Cinquanta, da una vocazione: San Mauro era un paese di calzolai che realizzava scarpe per i contadini e già si inventava nuovi materiali, come i copertoni delle biciclette per fare delle ciabatte. Costituiti in una cooperativa, con l'esplosione del turismo nella vicina riviera romagnola, gli affari, per i calzolai di San Mauro, procedono a gonfie vele: vanno avanti e indietro per portare scarpe ai negozianti che le vendono ai turisti. È il primo passo, l'embrione del grande salto verso l'industrializzazione.

Anche Sergio Rossi è un calzolaio, come il padre prima di lui. Ma ha una marcia in più. È quasi pirotecnico nell'inventare, non si ferma mai. Punta sulle scarpe da donna, che consentono maggiore innovazione. Sogna in grande, progetta in grande. Così nasce la Sergio Rossi, che diventa ben presto emblema di massima qualità anche dal punto di vista estetico. Per le prima campagne pubblicitarie chiama fotografi di statura mondiale come Helmut Newton. Le sua scarpe vanno a ruba tra le dive del cinema: le indossano Anita Ekberg, Silvana Mangano. Inizia l'ascesa. Apre negozi monomarca in Italia e all'estero (è tra i primi a sbarcare negli Stati Uniti), collabora con grandi brand della moda come Dolce&Gabbana e Versace. Insieme a Gimmi Baldinini, Quinto Casadei e Vittorio Pollini, fa crescere il distretto fino a farlo diventare un colosso costituito da oltre 240 aziende che esporta in tutto il mondo. Anche la sua azienda continua a espandersi, fino alla svolta del 1999, quando viene rilevata dal gruppo Gucci per il 70%, con la cessione della restante quota sei anni dopo. Sergio Rossi tenterà, dopo, di avventurarsi nell'immobiliare. Ma le scarpe le ha nel sangue. Dirige il Cercal, la scuola di formazione al servizio del distretto, sostiene il figlio Gianvito nella sua ascesa nell'industria calzaturiera con il marchio GGR. Senza mai perdere quell'originalità che lo ha portato ad essere riconosciuto come un genio della manifattura italiana.

Silvano Cinelli

Un lutto per tutto il sistema moda, che martedì scorso ha perso un altro storico imprenditore, Silvano Cinelli, fondatore del brand Ciesse Piumini: aveva 88 anni, la sua morte non è però riconducibile al coronavirus. Cinelli fondò l'azienda nel 1976 a Borgo Buggiano, in provincial di Pistoia. Il logo – il mitico Ligrone – è ispirato ai valori che hanno da sempre guidato la sua vita: la natura, l'autenticità e la libertà.

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