MOTO ALLA SPINA

Addio sound Harley: la LiveWire avvia l’era del sibilo elettrico

Il modello in contrasto con il Dna del brand è il primo della gamma

di Federico Cociancich

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La LiveWire pur ridefinedo il concetto di moto Harley-Davidson mostra uno stile in linea con il marchio, mentre manca il tipico sound

Il modello in contrasto con il Dna del brand è il primo della gamma


3' di lettura

L’elettrificazione nel mondo delle auto è ormai un dato di fatto, ma nel mondo delle moto questo fenomeno, o moda, tarda a prendere forma. Ci sono un paio di proposte, peraltro piuttosto valide, ma al momento i grandi nomi hanno mostrato solo prototipi e nessuna idea concreta.

Fa eccezione il brand che più di ogni altro sembra essere in contrasto con questo tipo di motorizzazione, stiamo parlando di Harley-Davidson, le cui custom sono universalmente riconosciute come sinonimo di libertà e ribellione.

Harley-Davidson LiveWire, le foto della moto elettrica americana

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Eppure, la casa di Milwaukee ha caparbiamente perseguito il progetto di una moto elettrica e lo ha fatto partendo da un modello premium, la LiveWire, dallo stratosferico prezzo di 34.200 euro, alla quale farà seguito nei prossimi due anni un’intera gamma, più accessibile e pensata per un target più ampio. Solo il tempo dirà se sarà stato un azzardo o una scelta lungimirante che le darà un vantaggio competitivo in futuro.

Il motore elettrico “Revelation” è raffreddato a liquido, nominalmente mette a disposizione 105 cavalli e 116 Nm di coppia, ma paragonarli ai valori delle moto normali sarebbe un errore: la LiveWire fa da 0 a 100 Km/h in 3 secondi e da 100 a 130 km/h in 1,9 secondi. Una naked con prestazioni da vera sportiva, quindi, con ben sette Ride Mode disponibili, di cui tre personalizzabili.

Con il bilanciamento dei pesi, compreso quello “anomalo” delle batterie, Harley ha fatto davvero un ottimo lavoro, il telaio in allumino, le sospensioni Showa e i freni Brembo svolgono bene il loro compito: decelerando le batterie si ricaricano e solo quando si frena bruscamente si sentono tutti i suoi 250 kg. Finché non ci si sale sopra e si fa un giro non la si può capire a pieno: capite subito che è diversa, a partire dalla mancanza della leva e dei pedali del cambio a sinistra.

Ma la differenza vera è una volta accesa, questa Harley-Davidson ridefinisce, infatti, il concetto di guida di una moto: quando “aprite il gas” (tecnicamente non c’è alcun gas e non apri alcuna farfalla) non c’è rumore, non ci sono le vibrazioni ma rimangono solo l’incredibile spinta e la velocità immediata. L’erogazione della coppia, come in tutte le moto e vetture elettriche, è lineare, ma se non lo provate non capirete davvero cosa vuol dire: in modalità Sport, la più cattiva, la moto balza in avanti così velocemente che sembra lasciarti indietro. Se invece volete gustarla con un passo meno esasperato basta attivare la modalità Rain, per renderla docile ma scattante al tempo stesso e l’assenza del cambio consente di concentrarsi su guida e traiettorie. Certo, manca il sound della moto, quello che Harley ha persino brevettato, e per alcuni non sarà una mancanza da poco. Al suo posto un battito appena percettibile (da ferma) e un sibilo, obbligatorio per sicurezza, altrimenti i pedoni finirebbero per fare la fine dei birilli al bowling. La LiveWire non è solo una moto elettrica, ma grazie alla connettività, all’elettronica e alla componentistica di alto livello è già proiettata nel futuro: ha un display touch da 4,3 pollici chiaro e ben personalizzabile, mentre la connessione allo smartphone consente di avere un navigatore, gestire la ricarica e funge anche da antifurto di nuova generazione (avvisa appena viene spostata e con il Gps è possibile localizzarla in ogni momento). Il Reflex Defensive Rider Systems (Rdrs), è invece una tecnologia progettata per abbinare le prestazioni del veicolo alla trazione disponibile durante l’accelerazione, la decelerazione e la frenata.

L’autonomia massima dichiarata è di 235 km (urbana), le batterie sono garantite 5 anni e si possono utilizzare anche le postazioni in corrente continua Fast Charge (Dcfc), così da avere l’80% della carica in appena 40 minuti. La gestione di una moto elettrica meriterebbe un approfondimento a parte, se da un lato è più semplice per la mancanza di lubrificanti, benzina e candele, dall’altro l’autonomia limitata impone alcuni ragionamenti. Ovviamente va usata una certa programmazione nei propri spostamenti ma alla fine non è molto diversa da quella di uno smartphone: non serve che sia completamente scarico per collegarlo a una presa e se sai di dover uscire ti assicuri di avere autonomia sufficiente per la serata.

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