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Salute, addio al superticket ma cure salate per i redditi più alti. Conte frena sui tempi

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ribadito che la Sanità non subirà tagli e incasserà 2 miliardi nel 2020 (e 1,5 nel 2021), come previsto dalla manovra dell’anno scorso

di Marzio Bartoloni


Sanità, cambia il ticket: si paga in base al reddito

3' di lettura

Il menù della manovra sanitaria prende forma con l’addio al superticket, il balzello da 10 euro su visite ed esami, e la promessa di un riordino dei ticket - a gettito invariato - che promette di colpire i redditi più alti. Anche se il premier Conte frena sui tempi di attuazione.

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Il peso della compartecipazione dei cittadini (il ticket appunto) sarà cacolato - si legge nella bozza di un Ddl che sarà collegato alla manovra - in base al reddito familiare equivalente («rapportato alla numerosità del nucleo familiare»)  ricorrendo all’Isee secondo un criterio di progressività che dovrebbe aprire la porta a varie fasce ed esborsi diversi (come accade a esempio già oggi in Toscana), ma con un limite massimo di spesa annua superato il quale non si dovrà più pagare.

Un decreto Salute-Mef entro il 31 marzo del prossimo anno individuerà le «nuove quote di compartecipazione» per le prestazioni specialistiche e di diagnostica (i ticket sui farmaci al momento sono esclusi) identificando le prestazioni esenti e le esenzioni per «i soggetti vulnerabili privi di reddito».

Una disciplina che terrà conto della «presenza di malattie croniche e invalidanti o di malattie rare ovvero del riconoscimento di invalidità o dell’appartenenza a categorie protette», si legge nel Ddl. Che sembra far pensare a una esenzione che non sarà più automatica per tutte queste categorie di pazienti, ma dovrà calcolare appunto redditi e patrimoni.

Come detto il riordino dovrà «assicurare l’invarianza di gettito totale»: oggi la compartecipazione dei cittadini vale 3 miliardi l’anno, 1,6 miliardi dai ticket sui farmaci e 1,4 da quelli sulle prestazioni specialistiche, quest’ultimi interessati dal Ddl a cui lavora il Governo.

Il premier Conte tuttavia frena sui tempi di attuazione del riordino. «Gli interventi sul super ticket e sul ticket sanitario - ha detto - sono programmati non domani mattina ma in un arco di tempo più ampio. Ricordo che il nostro progetto non scade a dicembre ma è da attuare nel corso della legislatura, e anche i tempi degli interventi sono da dosare nel corso dei prossimi mesi e anche degli anni».

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ribadito che la Sanità non subirà tagli e incasserà 2 miliardi nel 2020 (e 1,5 nel 2021), come previsto dalla manovra dell’anno scorso, portando così il Fondo sanitario a 116,474 miliardi.

Vai all’articolo/ Speranza: non saranno toccati i fondi in più per la Sanità

Risorse in più che saranno assegnate alle Regioni che dovranno rispettare un doppio impegno: chiudere al più presto con il ministero il nuovo Patto per la salute 2019 -2021 che fissa le regole della governance della Sanità e utilizzare parte di quei fondi in più (ne servono circa 350-400 milioni) per cancellare il superticket e cominciare ad affrontare l’emergenza carenza medici e pagare i contratti della sanità privata (si veda il Sole 24 Ore di ieri).

Il ministro della Salute Speranza ha incontrato infatti il coordinatore degli assessori alla Salute Luigi Icardi con cui si è deciso di accelerare per chiudere il Patto per la salute in contemporanea con la legge di bilancio.

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Sarà subito convocato un tavolo Salute-Mef-Regioni che lavorerà ai vari dossier, a cominciare dall’emergenza carenza medici e infermieri che entra di fatto tra le priorità del Patto per la salute con una serie di proposte avanzate dalle Regioni. «Per noi questa è la priorità assoluta, bisogna intervenire subito o ci troviamo con dei Pronto soccorso sguarniti di medici», avverte Icardi che è assessore in Piemonte.

«Vogliamo un provvedimento ad hoc. Se serve anche un decreto legge», aggiunge ancora Icardi. Che tra gli altri dossier importanti affrontati con il ministro cita il riordino della continuità assistenziale sul territorio. Da definire ancora infine il finanziamento dei due fondi per finanziare l’acquisto dei farmaci innovativi che valgono 500 milioni l’uno.

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