cassazione

Adozione, stato psicologico ed evolutivo sotto la lente

di Silvia Marzialetti

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(Phanie / AGF)


2' di lettura

Non è sufficiente uno screening del genitore per valutare se è idoneo ad allevare il proprio figlio. Nel decidere se un bambino è abbandonato, e dunque “adottabile”, il giudice deve mettere in campo indagini attuali e concrete, scandagliare il presente - non il pregresso - del bambino.

La volontà positiva di recupero del rapporto genitoriale da parte dei genitori è fattore dirimente, ma i principali elementi di valutazione devono essere forniti da un'attenta osservazione dello stato psicologico ed evolutivo del minore.

Corte di cassazione – Sentenza 22933/2017

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Lo ha ribadito la Cassazione, con la sentenza 22933 del 29 settembre.
All'attenzione della Suprema Corte, una intricata vicenda giudiziaria, avente come protagonista un padre definito dal Tribunale per i minorenni di Palermo “inconsapevole dei bisogni della figlia e non in grado, per le patologie da cui era affetto - psicosi schizofrenica cronica paranoidea - di provvedere alle sue necessità”.

La pronuncia del Tribunale è stata riformata dalla Corte di appello, che ha revocato lo stato di adottabilità della minore, misura eccezionale, esercitabile solo in caso estremi e scongiurabile con la messa in campo di misure di sostegno alla genitorialità (obbligatorie, in questi casi, per legge).
Contro la sentenza ha presentato ricorso la tutrice provvisoria della bambina, lamentando una valutazione in astratto del caso.

Nessun accertamento sulle condizioni contingenti della minore e del suo stato psicologico, nonchè sugli effetti che l'affidamento al padre avrebbe potuto causare, le principali lacune denunciate dalla ricorrente. Che - aspetto non secondario - ha stigmatizzato il carattere a senso unico dell'indagine effettuata dalla Ctu, avente come unico punto di riferimento il padre.
Motivazioni che hanno colto nel segno, inducendo la Cassazione ad accogliere il ricorso.

È certo - si legge nella sentenza depositata ieri - che la valutazione di idoneità del genitore ad assicurare il minimo esigibile nei confronti del figlio minore, debba essere necessariamente compiuta attraverso un controllo della relazione intra-familiare e non esclusivamente sulla persona dell'unico genitore avente qualche risorsa educativa.

Nel caso siciliano, invece, poca attenzione è stata riservata ai problemi psicologici della bambina che - supportata in maniera adeguata - non avrebbe accumulato i ritardi cognitivi descritti invece nel ricorso.

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