strategie

Aedes si concentra sui grandi asset commerciali

di Evelina Marchesini

3' di lettura

L’ultimo tassello è l’annuncio dello sviluppo di The Market San Marino Outlet experience, il primo outlet a coprire tutta la zona del centro Italia che si affaccia sull’Adriatico, un totale di circa 150 milioni di investimento da completarsi in un arco di 24 mesi. Aedes Siiq si muove veloce verso la realizzazione del piano industriale 2018-2023, con due punti fermi: concentrazione sull’Italia e sempre maggior specializzazione sulle grandi superfici commerciali.

A parlarne in dettaglio a Casa24 Plus è il chairman, Carlo Alessandro Puri Negri, che chiarisce i particolari non solo di questa nuova importante alleanza con Borletti Group, ma dei piani a medio termine della società quotata in Borsa. «Borletti Group ha portato avanti tutta la parte autorizzativa e ora è nata una società, partecipata al 60% da Borletti (e i relativi partner operativi tra cui Dea real estate) e al 40% da noi, che sarà il general partner che realizzerà questo nuovo outlet», spiega. Circa la metà dell'investimento è finanziato, l’altra metà è equity. «Il progetto è in due fasi – continua Puri Negri – . La prima vale circa 100 milioni, la seconda circa 50». The Market ospiterà circa 130 marchi della moda insieme a un’offerta enogastronomica di eccellenza.

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L’impegno di Aedes si concentra su specifici grandi asset. «A Serravalle siamo proprietari di tutto il retail park, che abbiamo comprato quest’anno – dice – per un totale di 40mila mq già realizzati e 17mila in fase di realizzazione, già completata al 50% e già in fase di commercializzazione. A questo si aggiunge una quota dell’outlet vero e proprio di Serravalle. Poi abbiamo un retail park a Roero, ma soprattutto siamo pronti a ritirare i permessi per costruire 113mila mq a Caselle. Questo sarà il progetto più grosso in Italia dopo quello di Westfield». I 113mila mq di Caselle comprendono retail ed entertainment e a questi si aggiungeranno in futuro ulteriori 30mila mq a uso uffici. «Stiamo parlando di un investimento di circa 300 milioni, oltre al valore dell’area». Sia Caselle, sia San Marino sono sviluppi che la Siiq realizza per mantenere poi a reddito. «Semplificando, Aedes oggi ha circa 500 milioni di asset con 300 milioni di net asset value e si tratta di asset nuovi rispetto all’eredità della “vecchia” Aedes, perché di quella abbiamo tenuto solo tre immobili: a Catania, dove c’è Coin; San Vigilio (Mi) dove c’era il Cerved, che adesso ristrutturiamo; un immobile centrale a Milano. Tutto il resto è andato in una bad company, che è un fondo, che fa capo all’80% alle banche creditrici e al 20% a Aedes. Per il resto sono stati fatti nuovi acquisti. Abbiamo attualmente in pancia aree pronte per realizzare circa 600 milioni di asset. In sostanza, dunque, la pipeline è di crescere da 500 milioni a 1,1 miliardi. Abbiamo dichiarato al mercato che abbiamo come obiettivo quello di arrivare a 1,5 miliardi di asset in 5 anni, quindi andremo poi a cercare sul mercato circa 400 milioni di ulteriori investimenti». Per quale motivo Aedes esclude investimenti nelle high street delle grandi città? «Oggi i cap rate che si trovano nei centri di Milano e Roma – spiega Puri Negri – sono stati talmente compressi da non essere più prodotti adatti a una Siiq, che deve rispettare determinati parametri. In provincia, invece, si può ancora investire». Il focus rimarrà l’Italia? «Sì. Siamo talmente piccoli da non poterci ancora affacciare sui mercati esteri. La media delle Siiq europee è tra i 2 e i 2,5 miliardi, ma i big vanno ben oltre. Quando saremo arrivati alla media europea ci penseremo. L’interesse oggi è sull’Italia, soprattutto nel retail al di fuori da Milano e Roma». La relazione semestrale al 30 giugno evidenzia un capitale investito di 506,1 milioni (rispetto ai 460,1 milioni di fine 2016) e un patrimonio netto consolidato di 306,2 milioni. Il patrimonio immobiliare di proprietà si è attestato a un valore di mercato di 545,2 milioni, in aumento del 9% circa su fine 2016. I ricavi da affitti sono pari a 8,5 milioni e l’utile di gruppo è sceso a 3,2 milioni (da 17,2) per minori valutazioni a fair value.

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