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Aerei, Boeing taglia dell’11% stime di mercato: 2.260 aerei in meno in 10 anni

L’impatto del Coronavirus sarà «significativo» nel breve e medio-periodo. Crisi superata solo dal 2024. Tengono difesa e spazio

di Gianni Dragoni

Coronavirus, Iata: "Perdite settore aereo tra 60 e oltre 100 miliardi"

L’impatto del Coronavirus sarà «significativo» nel breve e medio-periodo. Crisi superata solo dal 2024. Tengono difesa e spazio


4' di lettura

La pandemia del Coronavirus avrà un «impatto significativo» sull’industria aeronautica nei prossimi 10 anni. Boeing, il principale gruppo aerospaziale mondiale, ha rivisto al ribasso le previsioni sul mercato. Il gruppo stima una riduzione dell’11% della domanda e delle consegne di nuovi aerei commerciali fino al 2029, pari a 2.260 aerei in meno rispetto alle previsioni precedenti. Il calo colpirà soprattutto gli aerei più grandi. La stima riguarda tutto il mercato e tutti i costruttori, non solo Boeing.

Domanda per 18.350 nuovi aerei fino al 2029

Nel rapporto «2020 Boeing market outlook» (Bmo), in cui viene esaminato tutto il settore, compresa la difesa e i servizi, il gruppo americano stima che nei prossimi dieci anni (2020-2029) ci sarà una domanda per 18.350 nuovi aerei commerciali, «l’11% in meno della previsione paragonabile del 2019», per un valore di 2.900 miliardi di dollari. Solo nel lungo periodo l’industria stima di poter fare un parziale recupero, con una domanda di 43.110 nuovi aerei commerciali nell’arco di 20 anni, dal 2020 al 2039. Nelle previsioni pubblicate l’anno scorso, Boeing stimava che ci sarebbero state consegne di 44.040 nuovi aerei commerciali in 20 anni: adesso la proiezione nei 20 ani è di 930 velivoli in meno.

Per l’aerospazio minori ricavi per 200 miliardi di dollari

Il rapporto prevede un mercato totale del valore di 8.500 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, comprendendo anche i prodotti per la difesa e spazio e i servizi. «Questa stima è inferiore di 200 miliardi a quella di 8.700 miliardi fatta un anno fa a causa della pandemia Covid-19», dice il gruppo.

Difesa, spazio e servizi resistono

Il valore previsto del mercato totale comprende, oltre ai menzionati 2.900 miliardi di dollari di aerei commerciali, 2.600 miliardi per la difesa e spazio (aerei militari, sistemi autonomi, satelliti, navi spaziali e «altri prodotti per la difesa nazionale e internazionale»): questa domanda _ osserva Boeing _ continua ad essere globale «con il 40% delle spese previste originate al di fuori degli Stati Uniti». Inoltre si stima un mercato del valore di 3.000 miliardi per servizi commerciali e governativi, tra i quali emergono le «soluzioni digitali». Nel complesso, anche nei prossimi dieci anni la domanda nel settore della difesa e dei servizi (eccetto quelli commerciali) sarà più stabile e aiuterà l’industria a far fronte alla crisi. «Mentre quest’anno è stato devastante senza precedenti i per la nostra industria, riteniamo che l’aerospazio e la difesa riusciranno a prevalere sulle sfide di breve termine, torneranno alla stabilità ed emergeranno con forza», è il commento di Marc Allen, il giovane dirigente di Boeing da poco nominato capo delle strategie.

Crisi superata solo nel 2024

Insieme al rapporto per i prossimi dieci anni, Boeing ha diffuso anche il tradizionale Cmo (Commercial market outlook), che fa una proiezione a 20 anni, fino al 2039, solo per il trasporto passeggeri e merci. Secondo l’analisi di Boeing nell’aviazione commerciale quest’anno i passeggeri totali per km trasportati nel mondo saranno al livello del 2004, cioè un ritorno indietro di 16 anni. Ci vorranno 4 anni perché la domanda superi quella del 2019. E dunque anche l’industria ha davanti 4-5 anni molto duri.

Le flotte aumenteranno dell’86% in 20 anni

Il rapporto prevede che il totale delle flotte commerciali mondiali salirà dai 25.900 aerei di fine 2019 a 48.400 aerei nel 2039 (+87%). Tra 20 anni ci sarebbero però 2.260 aerei in meno rispetto alle stime fatte un anno fa, che prevedevano 50.660 aerei a fine 2038. Questa riduzione nella crescita attesa delle flotte coincide con la perdita stimata di nuovi aerei per l’impatto del Coronavirus.

Aumenta l’incidenza delle sostituzioni

Nella domanda di nuovi aerei ci sarà una quota maggiore del passato per la sostituzione di vecchi velivoli, anziché per la crescita delle flotte. Boeing prevede che nei prossimi dieci anni il 56% della domanda di nuovi aerei sarà per la sostituzione dei vecchi (e il rimanente 44% per la crescita delle flotte), mentre in un arco di 20 anni la quota sarebbe del 48 per cento. In ogni caso la crescita delle flotte mondiali si ridurrà rispetto alle stime precedenti, un anno fa si stimava che fino al 2038 la sostituzione dei vecchi aerei avrebbe assorbito il 44% della domanda di nuovi aerei (e il 56% sarebbe stato per la crescita).

Colpiti gli aerei più grandi

Secondo le stime di Boeing nei prossimi 10-20 anni aumenterà il peso degli aerei a un solo corridoio, i modelli come il Boeing 737 o la famiglia Airbus 320, utilizzati per i voli a breve e medio-raggio. La stima è che nei prossimi dieci anni vengano consegnati 13.570 aerei a corridoio singolo su un totale di 18.350 velivoli nuovi, 3.060 velivoli a doppio corridoio o «wide body» usati per il lungo raggio (come Boeing 777, 787 e 747, Airbus 350 e Airbus 330), 1.240 regional jet (prodotti dalla brasiliana Embraer e dall’ex Bombardier rilevata da Airbus), 480 aerei dedicati solo al trasporto merci , il settore che ha risentito meno della crisi pandemica. Nei prossimi 20 anni la stima è che su una domanda totale di 43.110 nuovi aerei ne saranno consegnati 32.270 a corridoio singolo (la stima di un anno fa era di 32.420), 7.480 «wide body» (860 in meno rispetto agli 8.340 stimati un anno fa), 2.430 regional jet (2.240), 930 aerei tutto merci (1.040). La flotta cargo mondiale aumenterà di circa il 60%, da 2.010 aerei del 2019 a 3.260 nel 2039.

Cresce di più l’Asia

Darren Hulst, vicepresident commercial marketing di Boeing, ha detto che «la storia ha mostrato che il trasporto aereo è resiliente». La stima alla base delle proiezioni del rapporto Cmo è che nei prossimi 20 anni il traffico passeggeri aumenterà in media del 4% all’anno, scontando anche il periodo di flessione. L’Asia continuerà ad espandere la sua quota della flotta mondiale e raggiungerà il 40% del totale rispetto al 30% di oggi.

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    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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