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Aerei, eliminato l’obbligo di distanza di un metro tra i passeggeri

Il Dpcm 11 giugno negli allegati stabilisce che non è necessario il distanziamento di 1 metro se ci sono filtri che purificano l’aria. Si possono occupare tutti i posti

di Gianni Dragoni

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(AFP)

Il Dpcm 11 giugno negli allegati stabilisce che non è necessario il distanziamento di 1 metro se ci sono filtri che purificano l’aria. Si possono occupare tutti i posti


4' di lettura

Gli aerei possono volare pieni. Non c’è più l’obbligo di tenere una distanza di almeno un metro tra i passeggeri sugli aerei. Negli allegati al Dpcm dell’11 giugno l’obbligo è stato abolito, purché l’aria sia purificata ogni tre minuti con i filtri Epe, che praticamente sono installati su tutti gli aerei, anche quelli di Alitalia. I passeggeri devono avere la mascherina e i sedili devono rimanere in posizione verticale. Le nuove norme sono valide da lunedì 15 giugno.

La lobby delle compagnie
L’obbligo della distanza sugli aerei era stato contestato da quasi tutte le compagnie con un’azione di lobby planetaria, dall’associazione mondiale dei vettori Iata fino alle low cost come Ryanair, che stipano i passeggeri come sardine e avrebbero perso ricavi. Non si era unita alle proteste Alitalia (almeno non in pubblico). La compagnia guidata dal commissario Giuseppe Leogrande vola in pesante perdita ma a carico dei contribuenti, essendo totalmente sovvenzionata dallo Stato.

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Italia tra i pochi paesi con questa regola
L’Italia era uno dei pochi paesi che imponeva l’obbligo di distanza di un metro a bordo, con il Dpcm del 17 maggio. Ma già con una lettera del 26 maggio l’Enac aveva scritto a tutte le compagnie che si poteva derogare. L’Enac ha stabilito che la distanza di un metro si misura dal punto mediano del sedile e non dal bordo: in teoria sarebbe quindi bastato tenere libero il sedile in mezzo a ogni fila da tre. Ma i sedili sono larghi al massimo 80 centimetri, addirittura secondo la Iata la larghezza media è di 50 centimetri. E al Sole 24 Ore risulta che ci sono compagnie che in queste settimane hanno fatto voli pressoché piene, senza neppure il sedile vuoto in mezzo, come riferito da passeggeri di un volo Lufthansa da Francoforte a Malpensa nei giorni scorsi.

Allegato tecnico
L’«allegato tecnico» all’allegato 15 dell’ultimo Dpcm (11 giugno) dice che «per il settore del trasporto aereo vanno osservate specifiche
misure di contenimento per i passeggeri che riguardano sia il
corretto utilizzo delle aerostazioni che degli aeromobili». In particolare c’è l’«obbligo di distanziamento interpersonale di un metro a bordo
degli aeromobili, all'interno dei terminal e di tutte le altre facility aeroportuali (es. bus per trasporto passeggeri)».

La deroga alla distanza di un metro
Subito dopo l’allegato tecnico afferma però: «È consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, a bordo degli aeromobili, nel caso in cui l’aria a bordo sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi siano verticali e siano adottati i filtri EPE, in quanto tali precauzioni consentono una elevatissima purificazione dell’aria, nonché in caso in cui siano adottati specifici protocolli di sicurezza sanitaria, prevedendo in particolare la misurazione della temperatura prima dell’accesso all’aeromobile e vietando la salita a bordo in caso di temperatura superiore a 37,5 °C (...)».

I filtri per purificare l’aria
I filtri Epe (o Hepa nella definizione internazionale) sono su quasi tutti gli aerei. «I filtri Hepa sono installati sugli aerei da 25 anni», ha fatto notare giovedì scorso un dirigente della Boeing, Jim Haas, in una videoconferenza sui protocolli di sicurezza per i viaggiatori organizzata dall’associazione delle maggiori compagnie europee, A4E.

Le condizioni
L’allegato tecnico al Dpcm elenca altre condizioni per poter derogare all’obbligo di distanza di un metro sugli aerei: «garantire la durata massima di utilizzo della mascherina chirurgica non superiore alle quattro ore, prevedendo la sostituzione per periodi superiori; siano disciplinate individualmente le salite e le discese dall’aeromobile e la collocazione al posto assegnato al fine di evitare contatti stretti tra i passeggeri nella fase di movimentazione; sia acquisita dai viaggiatori al momento del check-in online o in aeroporto e comunque prima dell’imbarco specifica autocertificazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da patologia COVID-19 negli ultimi due giorni, prima dell’insorgenza dei sintomi e fino a 14 giorni dopo l’insorgenza dei medesimi; l’impegno, al fine di definire la tracciabilità dei contatti, a comunicazione anche al vettore ed all’Autorità sanitaria territoriale competente l’insorgenza di sintomatologia COVID-19 comparsa entro otto giorni dallo sbarco dall’aeromobile, divieto di portare sull’aeromobile bagagli a mano di grandi dimensioni, al fine di limitare al massimo gli spostamenti e i movimenti nell’ambito dello stesso aeromobile».

Imbarco e sbarco con i finger
Il provvedimento aggiunge che «nelle operazioni di sbarco e imbarco dei passeggeri va utilizzato, ove possibile, il finger in via prioritaria e in caso di trasporto tramite navetta bus, va evitato l'affollamento, prevedendo
una riduzione del 50% della capienza massima prevista per gli
automezzi e una durata della corsa comunque inferiore ai 15 minuti,
garantendo il più possibile l’areazione naturale del mezzo ».

Sensi unici in aeroporto
A terra rimane l’obbligo di « previsione di percorsi a senso unico all’interno dell’aeroporto e nei percorsi fino ai gate, in modo da mantenere separati i flussi di utenti in entrata e uscita». Il Dpcm si applica dal 15 giugno al 14 luglio 2020.

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    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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