Impatto del coronavirus

Aerei, la Iata stima 314 miliardi di dollari di ricavi in meno (-55%)

Peggiorate i conti delle compagnie mondiali nel 2020. Si studia un piano di ripartenza

di Gianni Dragoni

Coronavirus, Iata: "Perdite settore aereo tra 60 e oltre 100 miliardi"

Peggiorate i conti delle compagnie mondiali nel 2020. Si studia un piano di ripartenza


2' di lettura

L’impatto del Coronavirus sul trasporto aereo continua a peggiorare. I ricavi da passeggeri delle compagnie aeree mondiali quest’anno diminuiranno di 314 miliardi di dollari, -55% rispetto al 2019. La Iata, associazione mondiale dei vettori, ha aggiornato le stime sull’impatto del virus con un sensibile peggioramento rispetto alle precedenti, che indicavano un calo dei ricavi di 252 miliardi di dollari.

Aerei, la Iata stima perdite

Un piano per la «fase 2»
Malgrado la situazione stia peggiorando, le compagnie si preparano alla «fase 2», sperando in una graduale ripresa del traffico che potrebbe avvenire nell’ultimo trimestre dell’anno. La Iata ha annunciato un piano per una ripresa del traffico coordinato a livello internazionale con i governi e tutti gli operatori. «Pensiamo che prima riapriranno i mercati domestici, poi ci dovrà essere una graduale riapertura a livello internazionale», ha detto il direttore generale, Alexandre de Juniac.

Il «restart plan»
«Vediamo che sono state prese alcune decisioni per la fine del lockdown, ma non per la ripresa dei viaggi. La ripresa deve essere coordinata, non deve avvenire Stato per Stato. Bisogna agire per punti. Il primo punto è riconquistare la fiducia dei passeggeri. il secondo è fare un piano di ripartenza», ha detto de Juniac. Il «restart plan» annunciato dal d.g. della Iata preevde un «approccio regionale».

Incontri con tutti gli operatori
La Iata ha programmato una serie di videoincontri che coinvolgeranno tutti gli attori, le compagnie, gli aeroporti, le autorità dell’aviazione. «Avremo tutti gli attori al tavolo, regione per regione, per dicutere le misure di sicurezza per la ripartenza quando le condizioni sanitarie lo consentiranno». Secondo de Juniac «si potrebbe ricominciare con il mercato domestico, poi a livello regionale, quindi continentale. Infine ci sarebbe la fase della riapertura a livello intercontinentale. È il nostro approccio, ma deve essere negoziato con i governi. Se i governi non sono d’accordo non si può fare niente». Il capo economista Iata, Brian Pearce, ha spiegato che «una riapertura dei mercati domestici sarebbe importante, perché rappresentano circa un terzo dei ricavi passeggeri per kilometro globali delle compagnie».

Le misure di sicurezza
La «fase 2» per la ripresa del voli prevederà una serie di misure di sicurezza che cambieranno profondamente le abitudini precedenti. «Dovremo discutere misure per mantenere la distanza tra le persone negl iaeroporti, nelle sale d’attesa, procedure d’imbarco e sbarco dei passeggeri nuove. Ci potranno essere dei posti in aereo inutilizzati per rispettare le distanze di sicurezza», ha detto de Juniac.

In Cina ripresa lenta
Mentre i danni anche economici del Coronavirus aumentano, i paesi che sono usciti per primi dall’emergenza non mostrano progressi per la ripresa dei voli. «Perfino Cina e Corea del Sud non riaprono i voli internazionali, temono il contagio di ritorno. In Cina _ ha osservato de Juniac _ c’è attività solo sul mercato interno, ma la ripresa è molto lenta. I voli cancellati sono più del 55%, il coefficiente di occupazione dei posti (load factor) è circa il 60%».

Aerei, Iata chiede aiuti pubblici per le compagnie per 200 miliardi

Aerei, Iata stima perdita 252 miliardi di dollari di ricavi per le compagnie

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti