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Iata stima perdite mondiali a 51,8 miliardi di dollari nel 2021. Impegno a ridurre l’inquinamento

Le previsioni presentate dal d.g. Willie Walsh. In tre anni 201 miliardi di perdite. In Europa le perdite più alte nel 2021 e 2022

di Gianni Dragoni

(REUTERS)

3' di lettura

«Abbiamo voluto fare quest’assemblea in presenza per mostrare che il business del trasporto aereo è tornato. Ma le perdite delle compagnie rimangono elevate e la profittabilità tornerà solo nel 2023». Con queste parole Willie Walsh, direttore generale della Iata dal primo aprile, ha commentato l’assemblea annuale dell’associazione mondiale del trasporto aereo, svoltasi lunedì 4 ottobre a Boston. Circa 150 delegati, molti assenti, in particolare le compagnie cinesi (dalla Cina non si può volare negli Usa). Si parla di ripresa del traffico, di vaccini, di necessità di ridurre le restrizioni ai viaggi internazionali e di nuovi impegni - zero emissioni nette nel 2050 - per ridurre l’inquinamento causato dagli aerei.

Stime peggiorate

Le stime sui conti delle compagnie aeree sono peggiorate rispetto ai dati precedenti. Walsh ha detto che quest’anno le perdite di tutte le compagnie mondiali si dovrebbero attestare a -51,8 miliardi di dollari. Un dato, questo, in peggioramento rispetto ai -47,7 miliardi di dollari previsti in aprile. La Iata ha rivisto in peggio anche le stime del consuntivo 2020: adesso si parla di perdite nette aggregate per -137,7 miliardi di dollari, rispetto ai -126,4 miliardi della comunicazione precedente.

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In tre anni 201 miliardi di perdite

Per l’anno prossimo la Iata stima perdite nette mondiali per -11,6 miliardi. «Tenendo conto di tutto questo, ci si aspetta che in tre anni le perdite dell’industria raggiungeranno i 201 miliardi di dollari», ha detto Walsh. C’è qualche spiraglio di ripresa per la riapertura del traffico dall’Europa agli Stati Uniti annunciata dal presidente Joe Biden da novembre. La campagna di vaccinazione ha dato dei risultati. Ma ancora ci sono troppe restrizioni e ci sono procedure sanitarie da semplificare, ha lamentato il d.g. della Iata.


La domanda

La domanda, misurata in passeggeri per chilometri (Rpk), è prevista quest’anno al 40% rispetto al livello pre-pandemia, del 2019. L’anno prossimo dovrebbe salire al 60 per cento. Quest’anno dovrebbero esserci 2,3 miliardi di passeggeri, nel 2022 3,4 miliardi, un valore simile a quello del 2014 e molto inferiore ai 4,5 miliardi miliardi di viaggiatori del 2019.

I ricavi

I ricavi totali delle compagnie quest’anno dovrebbero crescere del 26,7% rispetto al 2020 a 472 miliardi di dollari, un valore simile ai livelli del 2009. Nel 2022 dovrebbe esserci un aumento del 39,2% a 658 miliardi, simile ai livelli del 2011.

In Europa record delle perdite

A livello geografico ci sono differenze notevoli. In Europa i risultati peggiori. Quest’anno ci saranno perdite pari a -20,9 miliardi di dollari e l’anno prossimo la previsione è -9,2 miliardi. All’opposto la situazione nel Nord America: quest’anno perdite per -5,5 miliardi, nel 2022 è atteso un utile netto di 9,9 miliardi di dollari. Nell’Asia-Pacifico è prevista una perdita netta di -11,2 miliardi quest’anno e -2,4 miliardi il prossimo.

Zero emissioni nette nel 2050

L’altra decisione di rilievo dell’assemblea Iata è l’approvazione di una risoluzione per ridurre l’inquinamento causato dagli aerei, sebbene a distanza di 30 anni. Le compagnie di tutto il mondo si impegnano a raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni nette di carbonio entro il 2050. Walsh ha spiegato che non era «abbastanza ambizioso» l’impegno precedente, assunto nel 2009, di dimezzare le emissioni del 2005 entro il 2050. Con questo impegno si rispetta l’accordo di Parigi sul clima del 2015, ha detto Walsh.

Cosa significa

«L’obiettivo può essere raggiunto. Richiede una combinazione di carburanti per l’aviazione sostenibili (Saf), radicali progetti delle aerostrutture, sistemi di propulsione avanzati, recuperi di efficienza e compensazione», ha detto Walsh. Raggiungere l’obiettivo «sarà una sfida enorme», dice la Iata. Da notare che zero emissioni nette non significa azzerare le emissioni, ma avere un saldo netto zero tra ogni tonnellata di CO2 o di un altro gas serra che si diffonde nell’atmosfera e ogni tonnellata che viene rimossa.

I cinesi frenano

Le compagnie cinesi China Eastern e China Southern hanno proposto, con messaggi online perché non sono presenti a Boston, modifiche della risoluzione per posticipare l’obiettivo al 2060, ma l’assemblea non le ha accolte. Il trasporto aereo mondiale comunque guarda con interesse alla Cina, un mercato enorme. Anche per questo la prossima assemblea generale della Iata si terrà in Cina, a Shanghai, dal 19 al 21 giugno 2022.

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