Trasporti

Aerei, Iata: tagliare del 40% il costo del lavoro. Slittano i test anti-Covid

Peggiorano le previsioni 2021. I ricavi delle compagnie mondiali stimati a -46% sul 2019 . In Europa 193 aeroporti rischiano insolvenza

di Gianni Dragoni

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Peggiorano le previsioni 2021. I ricavi delle compagnie mondiali stimati a -46% sul 2019 . In Europa 193 aeroporti rischiano insolvenza


3' di lettura

Slitta l’introduzione di test generalizzati anti-Covid prima della partenza dei voli e la ripresa del traffico è rimandata al 2021. Le compagnie dovrebbero tagliare almeno del 40% il costo del lavoro nel 2021 per avere la stessa produttività del 2019, ma questo non basterà ad evitare che brucino cassa anche l’anno prossimo. È il messaggio lanciato dalla Iata, che dice: «Se i governi non interverranno con nuovi aiuti alle compagnie, sono a rischio 1,3 milioni di posti di lavoro».

Il taglio del costo del lavoro

«Non stiamo chiedendo licenziamenti e tagli degli stipendi, ma le stime sul 2021 sono peggiorate. Se si vogliono salvare le compagnie bisogna intervenire con nuove misure di sostegno pubblico, senza appesantire i debiti», ha detto il direttore generale della Iata, Alexandre de Juniac. Secondo i calcoli del capo economista, Brian Pearce, «il costo del lavoro andrebbe ridotto del 40% rispetto al 2019 per avere la stessa produttività. Ma anche se ci si riuscisse le compagnie continuerebbero a bruciare cassa nel 2021, perché i costi unitari resterebbero più alti dei ricavi unitari» . Con i tagli fatti finora «le compagnie hanno ridotto il costo del lavoro del 30-35%», è la stima di Pearce.

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Peggiorano le stime del 2021

L’associazione ha rivisto al ribasso le stime per il 2021, mentre quest’anno è atteso un dimezzamento dei ricavi a 419 miliardi di dollari e una perdita netta aggregata di tutte le comapgnie mondiale di 84,3 miliardi. La Iata prevede che l’anno prossimo i ricavi totali delle compagnie saranno del 46% inferiori a quelli del 2019 (838 miliardi di dollari), mentre la stima precedente era di un calo del 29% sul 2019. In base a questi calcoli i ricavi totali l’anno prossimo dovrebbero essere pari a 452 miliardi, 33 miliardi in più di quest’anno.

Ritarda la crescita del traffico

La stima precedente di ripresa dei ricavi nel 2021 era basata su una crescita del traffico nel quarto trimestre 2020, che invece non c’è. Per l’intero anno l’associazione stima un calo dei passeggeri per km (Rpk) del 66%, con un dato del -68% in dicembre. Ad agosto il calo era del 75 per cento. Gli unici segnali positivi di ripresa, secondo la Iata, sono in Cina nel mercato domestico e nel trasporto merci.

Per i test l’ultima parola ai governi

Il mese scorso l’associazione mondiale delle compagnie aveva detto che si poteva arrivare «entro la fine di ottobre» a una definizione di regole per i test da fare su larga scala. La Iata ne sta parlando con l’Icao, l’associazione internazionale dell’aviazione civile, e direttamente con diversi governi. «Stiamo sempre aspettando che l’Icao emetta delle raccomandazioni per la fine di ottobre, questo dovrebbe avvenire», ha detto de Juniac. «Vorremmo avere una giusta raccomandazione e che fosse seguita da molti governi. Ma questa è un’altra cosa. Speriamo di avere qualcosa che possa essere applicato nelle prossime settimane, nella stagione invernale».

I controlli sperimentali

Al momento i test prima del volo si fanno in diversi paesi e aeroporti, ma sono casi molto limitati. «Ci sono vari esperimenti, in Francia, in Italia, in Germania, in Gran Bretagna, in paesi asiatici e del Medio Oriente», ha detto il d.g. Iata. Per l’associazione mondiale dei vettori i controlli prima dei voli su vasta scala «rimangono una soluzione chiave per far tornare i passeggeri sugli aerei , eliminare le restrizioni ai voli internazionali e riaprire le frontiere, senza quarantene».

Aeroporti europei, 193 a rischio insolvenza

Anche l’associazione europea degli aeroporti (Aci Europe) ha detto che 193 aeroporti rischiano l’insolvenza nei prossimi mesi s eil traffico passeggeri non cominica a riprendersi prima della fine dell’anno. «Questi aeroporti comportano 277mila posti di lavoro e 12,4 miliardi di Pil». In settembre il traffico negli aeroporti europei era inferiore del 73% all’anno scorso, cioè ulteriori 172,5 milioni di passeggeri in meno. Da gennaio a settembre i passeggeri “perduti” sono 1,29 miliardi. A metà ottobre il traffico passeggeri è inferiore del 75% rispetto allo stesso periodo del 2019.

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