I 75 anni della convenzione di Chicago

Aerei, Icao: la sfida della sicurezza con il nuovo presidente italiano

L’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile ha 75 anni. Da gennaio il presidente sarà Salvatore Sciacchitano, per la prima volta un europeo. Dibattito a Roma sul ruolo dell’organismo di Montreal, dalla sicurezza alle richieste di un accordo globale Open Sky

di Gianni Dragoni

Inghilterra, allarme per boom sonico: erano due aerei della Raf

L’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile ha 75 anni. Da gennaio il presidente sarà Salvatore Sciacchitano, per la prima volta un europeo. Dibattito a Roma sul ruolo dell’organismo di Montreal, dalla sicurezza alle richieste di un accordo globale Open Sky


4' di lettura

L’Icao, il braccio dell’Onu creato verso la fine della seconda guerra mondiale per affermare la libertà dell’aviazione civile, può avere un ruolo per rafforzare la sicurezza del trasporto aereo. E l’Italia potrà incidere di più nel nuovo governo dell’Icao con la nomina a presidente dell’organismo internazionale di Salvatore Sciacchitano, che entrerà in carica dal primo gennaio 2020. Improbabile invece che si arrivi a un unico trattato mondiale «Open sky» per la libertà dei collegamenti su scala planetaria.

Conferenza internazionale
Questi i temi emersi in una conferenza internazionale organizzata a Roma, presso la Luiss, per celebrare i 75 anni della Convenzione di Chicago e dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile. «L’Icao è il bambino della Convenzione di Chicago», ha detto Jiefang Huang, direttore degli affari legali e delle relazioni esterne dell’organizzazione a Montreal.

Loading...

Roosevelt e Churchill
Jeffrey Shane, segretario generale della Iata a Ginevra, dopo un’esperienza di avvocato e al ministero dei Trasporti (DoT) americano, dal 2003 al 2008 è stato sottosegretario ai Trasporti nominato dal presidente George W. Bush, ha ripercorso i passaggi della costituzione dell’Icao. Ha messo in evidenza la diatriba tra l’allora presidente americano Franklin Delano Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill, che minacciava con il sigaro i partecipanti alla riunione.

Interessi contrapposti
Gli interessi dei rappresentanti dei 52 governi che si riunirono a Chicago il 7 settembre 1944 erano contrapposti. Gli americani volevano ampliare il mercato per la loro industria che costruiva aerei. Alla fine riuscirono a firmare la Convenzione sull’aviazione civile internazionale, per assicurare che tutte le nazioni avrebbero beneficiato di uno sviluppo dei servizi di trasporto aereo internazionale sicuro, sostenibile e pacifico.

L’incidente del Boeing 737 Max
Si è parlato di sicurezza e del doppio incidente del Boeing 737 Max che ha causato 346 morti . I voli del Max sono bloccati da metà marzo e non si sa quando il jet potrà tornare al trasporto commerciale. Sotto i riflettori c’è il ridisegno dell’aereo fatto da Boeing e il funzionamento del software anti-stallo Mcas. Da quanto emerso dalle indagini, il funzionamento del Mcas non era stato comunicato in modo chiaro ai piloti, almeno a quelli delle compagnie che hanno avuto l’incidente (l’indonesiana Lion Air e l’afrcicana Ethiopian) per non aumentare i costi della formazione e quindi per rendere meno costoso l’acquisto di questo aereo. Sul Max il segretario generale della Iata, Shane, ha glissato. Si è limitato a confermare che «non volerà entro Natale». Sulle cause ha tirato in ballo la formazione dei piloti. «Hanno detto che era anche una questione di addestramento». E ha liquidato l’argomento dicendo che «si sta facendo un clamore eccesisvo». Da notare che la Iata, in quanto associazione delle compagnie mondiali, cerca di evitare di entrare nel merito di problemi che riguardano le compagnie.

I trattati «Cieli aperti»
Gli aderenti all’Icao oggi sono 193 Stati. È stato chiesto se sia possibile stimolare attraverso quest’organismo un trattato «Cieli aperti» unico su scala mondiale, per far uscire i collegamenti bilaterali tra Stati dai vincoli degli accordi bilaterali? Oggi solo alcune aree nel mondo godono di libertà di volo al proprio interno, come per esempio l’Unione europea, a patto che le compagnie siano controllate da soggetti dell’Ue. Shane ha spiegato che non è possibile avere un unico Open Sky mondiale. «Gli Stati Uniti hanno 125 accordi Open Sky», ha detto.

Pierallini: «Icao club dell’aviazione»
Nella conferenza è stato chiesto se l’Icao abbia ancora un ruolo nel contesto più moderno in cui ci sono altri organismi internazionali. L’avvocato Laura Pierallini, organizzatrice della conferenza e docente alla Luiss, nel riassumere i lavori ha osservato: «Nel valutare la Convenzione di Chicago bisogna considerare il periodo in cui è stata firmata. C’era ancora la guerra, i rappresentanti che si sono riuniti erano dei visionari, altrimenti non sarebbero riusciti nell’intento. La Convenzione contiene dei principi di alto livello, lasciando agli Stati l’attuazione pratica con norme ulteriori. Non è l’accordo Open Sky che molti vorrebbero. L’Icao ha un ruolo più per la moral suasion perché non ha reali poteri sanzionatori».

La normativa per limitare le emissioni
«Le decisioni dell’Icao _ ha osservato Pierallini _ hanno una valenza politica, per esempio la regolamentazione per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica degli aerei, nota come Corsia. In Europa avevamo gli Ets che non erano opponibili a Usa e Cina. Invece 80 Stati hanno sottoscritto la normativa Corsia, anche l’Italia e anche il Qatar». Quanto alla capacità dell’Icao di incidere anche sulla sicurezza e su altri temi dell’aviazione, Pierallini osserva: «La domanda non vale solo per l’Icao, ma anche per altri organismi che sono una sorta di club dell’aviazione in cui si discute e ci si confronta. Questi club se me li togli non ci parliamo più. Sono gli unici baluardi di un tentativo di avere una visione globale. Dopodiché bisognerebbe rafforzare la cogenza delle norme Icao con la possibilità di applicare sanzioni».

Sciacchitano presidente
Da gennaio i comandi dell’Icao andranno all’ingegnere Salvatore Sciacchitano, 65 anni, il nuovo presidente eletto il 25 novembre, per il triennio 2020-2022. È il primo europeo a guidare l’Icao. Sciacchitano è stato direttore generale del Rai (Registro aeronautico italiano), inglobato nel 1997 nell’Enac, di cui Sciacchitano è stato per circa dieci anni viedirettore generale. Nella lotta per le nomine Sciacchitano ha perso la corsa al vertice Enac ed era andato a Bruxelles, all’autorità europea della sicurezza (Easa). Adesso la rivincita a Montreal.

Per approfondire

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti