Industria DIFESA

Aerei, passo avanti nel dialogo tra Gran Bretagna, Italia e Svezia per il caccia Tempest

Via a un gruppo di lavoro trilaterale tra le industrie per proseguire il progetto. La svedese Saab investirà 50 milioni di sterline. L’Italia non ha ancora messo soldi

di Gianni Dragoni

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Via a un gruppo di lavoro trilaterale tra le industrie per proseguire il progetto. La svedese Saab investirà 50 milioni di sterline. L’Italia non ha ancora messo soldi


3' di lettura

Un passo avanti per il progetto del Tempest, il nuovo caccia che le industrie di Italia, Gran Bretagna e Svezia vogliono sviluppare per sostituire l’Eurofighter dal 2035. I soldi pubblici per lanciare il nuovo aereo ancora non ci sono, a parte lo stanziamento per la ricerca di 2 miliardi di sterline per 8 anni deciso da Londra due anni fa, ma intanto le industrie hanno deciso di rafforzare il dialogo con un gruppo di lavoro trilaterale.

L’annuncio

L’annuncio è stato dato con un comunicato dalle tre industrie capofila per ogni paese, Bae Systems, Leonardo-Finmeccanica e Saab. «Regno Unito, Svezia e Italia hanno avviato un dialogo industriale volto a rafforzare la loro collaborazione per lo sviluppo del futuro sistema di combattimento aereo di nuova generazione. Nel nuovo quadro trilaterale le industrie delle nazioni coinvolte apporteranno le proprie capacità e competenze nel settore del Combat air per collaborare alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia», dice la nota congiunta.

Otto industrie coinvolte

Il comunicato spiega che «le tre industrie nazionali comprendono le principali società di difesa di Regno Unito (Bae Systems, Leonardo Uk, Rolls-Royce e Mbda Uk), Italia (Leonardo, Elettronica, Avio Aero e Mbda Italia) e Svezia (Saab e Gkn Aerospace Sweden)». L’annuncio prende le mosse dai dialoghi bilaterali già avviati. «Le aziende valuteranno insieme le iniziative da intraprendere per lo sviluppo delle future capacità nel combattimento aereo». Secondo la nota «l’intesa di oggi è un passo avanti nel percorso verso l’accordo tra le industrie nazionali per la formalizzazione di aree di collaborazione congiunta sullo sviluppo del futuro sistema di combattimento aereo».

Londra è leader

L’amministratore delegato di Bae Systems, Charles Woodburn, ha commentato: «Abbiamo fatto importanti progressi con Saab e Leonardo nell’identificare obiettivi e competenze condivisi. Da oggi possiamo valorizzare questa collaborazione per esprimere tutto il potenziale delle nostre tre nazioni».

Leonardo ed Elettronica

L’a.d. di Leonardo, Alessandro Profumo, ha parlato di «passaggi storico». «Tempest infatti sarà la base di un sistema transnazionale di difesa comune che si estenderà ben oltre la difesa area. Garantirà enormi benefici economici e significativi progressi industriali e tecnologici per l'Italia e per i nostri partner». Da Roma c’è anche una dichiarazione dell’imprenditore Enzo Benigni, presidente e a.d. di Elettronica: «Il programma Tempest, il primo sistema d’arma pensato come sistema dei sistemi, è stato concepito in Uk ma rappresenta la più grande opportunità del secolo per la nostra industria che dovrà trovarvi la migliore collocazione. Si tratta di un’imperdibile opportunità per far compiere un importante salto tecnologico al nostro Paese, e da cui consegue un rilevante arricchimento del know-how e una crescita del sistema industriale nazionale. Elettronica - ha aggiunto Benigni - è pronta a portare il suo contributo forte di un consolidato track record di successi quale design authority per l’Electronic warfare nell’ambito dell’Eurofighter Typhoon e dei principali programmi avionici europei degli ultimi 30 anni».


Saab investirà 50 milioni di sterline

La svedese Saab ha annunciato un investimento iniziale di 50 milioni di sterline. «Accogliamo con favore la leadership del governo svedese e del Regno Unito, come mostrato nel loro protocollo d’intesa di luglio 2019, e siamo lieti di approfondire le nostre relazioni con l’industria italiana», ha detto Micael Johansson, a.d. di Saab. «Il nostro annuncio di un investimento iniziale da 50 milioni di sterline e un nuovo centro Fcas nel Regno Unito, contribuiranno a rafforzare le relazioni con gli altri partner industriali e il ministero della Difesa britannico».

In Europa ci sono due progetti

Dietro queste dichiarazioni trionfalistiche rimane però l’incertezza sull’effettivo futuro del programma di un nuovo aereo da combattimento europeo. Ci sono due progetti. Oltre al Tempest che ha leadership britannica (Leonardo è entrata per la presenza industriale Oltre Manica) c’è anche il programma Fcas di Francia e Germania concordato a fine 2017, a cui ha aderito la Spagna. Difficilmente l’Europa potrà permettersi di spendere i soldi per sviluppare due nuovi aerei da combattimento. Secondo analisti e osservatori le industrie e i governi dovrebbero convergere su un solo progetto. Ma nessuno dei grandi vuole cedere la sovranità.

L’Italia non ha stanziato soldi

La Brexit potrebbe complicare le cose, visto il ruolo trainante di Londra nel Tempest. Intanto il governo italiano non ha ancora stanziato soldi per il programma. E nelle cooperazioni internazionali nell’industria della difesa se un governo non mette soldi di solito non ottiene lavoro per le aziende del proprio paese.

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