Trasporti

Aerei, ripresa lenta. A maggio traffico passeggeri in calo del 62,7% rispetto a prima del Covid

La Iata chiede la riapertura delle frontiere. Va meglio il mercato domestico (-23,9%), male l’internazionale (-85,1%)

di Gianni Dragoni

3' di lettura

È molto lenta la ripresa del traffico aereo mondiale dopo il crollo per la pandemia. In maggio il traffico passeggeri globale è stato inferiore del 62,7% al livello di maggio 2019, secondo i dati della Iata. Il calcolo è fatto con i passeggeri per chilometri trasportati (Rpk)Va meglio il traffico domestico (-23,9%), molto male l’internazionale (-85,1%). «La situazione dovrebbe migliorare nel secondo semestre grazie ai vaccini. Ma siamo tutti frustrati, le compagnie e i passeggeri, per le restrizioni al traffico decise dai governi. Li invitiamo a riaprire le frontiere», commenta Willie Walsh, direttore generale Iata.

Europa tra i peggiori

Il confronto viene fatto con il 2019, e non con il 2020, perché riferito al periodo prima del Covid. Il Nord America è l’area con il traffico più robusto a livello complessivo, anche se resta inferiore al 2019, -44% il calo dei passeggeri per km, rispetto a -59,5% dell’Asia-Pacifico e -77,9% dell’Europa. Ha fatto peggio solo il Medio-Oriente (-79,6%). A livello mondiale il coefficiente medio di occupazione dei posti («load factor») è del 65,8%, 15,9 punti meno dello stesso mese del 2019. In Europa il load factor è 59,3% (-24,4 punti).

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I passeggeri sui mercati domestici

Nei mercati domestici, all’interno delle frontiere nazionali, la situazione è migliore perché non ci sono restrizioni ai viaggi. In maggio i passeggeri per km sono stati a livello mondiale -23,9% rispetto al periodo prima della pandemia. Il load factor medio è 75,9 per cento (-8,1 punti sul 2019). In aprile il calo dei passeggeri era -25,5 per cento.

Russia e Cina sopra il livello pre-crisi

Alcuni mercati hanno superato i livelli del 2019, la Russia +22,6%, la Cina +6,3%; seguono gli Stati Uniti, che sono però ancora in negativo: -26,2 per cento. All’opposto sono ancora molto negativi i dati di traffico di Giappone (-68,5%) e India (-71%). In Australia il traffico è -30,6%, in Brasile -44 per cento.

Traffico internazionale

Il traffico passeggeri internazionale in maggio è stato inferiore dell’85,1% rispetto a maggio di due anni fa. Un piccolo recupero rispetto al dato di aprile (-87,2%). «Tutte le regioni tranne l’Asia-Pacifico hanno contribuito a questo modesto miglioramento», osserva la Iata. L’andamento migliore è il traffico delle compagnie africane (-71,4%) e del Nord America (-74,4%). Quindi l’America Latina (-75,1%). Le compagnie europee vanno male, traffico -84,7%, la capacità è diminuita del 75,7% e il load factor si è ridotto di tre punti percentuali al 52,9 per cento. La situazione peggiore è quella delle compagnie in Asia-Pacifico, -94,3% (-94,2% in aprile).

Le perdite 2021

Per il momento la Iata non modifica le previsioni sui risultati economico-finanziari dei risultati delle compagnie per l’intero 2021, diffuse in aprile. La stima era di una perdita netta aggregata di -47,7 miliardi di dollari per tutte le compagnie mondiali (-10,4% dei ricavi), rispetto alla perdita mostruosa del 2020, -126,4 miliardi (-33,9% dei ricavi). «Daremo un aggiornamento in ottobre. Potrà esserci un piccolo aggiustamento in più o in meno», ha detto Walsh.

I debiti superano i 650 miliardi di dollari

Le compagnie sono gravate da «650 miliardi di debiti, la somma potrebbe aumentare un po’ nel secondo semestre», secondo il d.g. della Iata. È peggiorata la previsione sul flusso di cassa, è rimandata dall’ultimo trimestre di quest’anno al 2022 la stima di un «break even di cassa» per tutte le compagnie, cioè un equilibrio tra la cassa generata e quella assorbita dalla gestione. Non è un segnale positivo per lo stato di salute del settore.

Il trasporto merci +9,4%

Continua invece ad andare bene il trasporto merci per via aerea. Anche in maggio i volumi trasportati, espressi in tonnellate per km (Ctk), sono stati più alti dello stesso mese del 2019, +9,4%, c’è un leggero rallentamento rispetto al picco di aprile (+11,3%). «Pensiamo che il miglioramento del traffico cargo continuerà nei prossimi mesi», ha detto Walsh. In Europa la variazione è +6%, mentre Africa e Nord America superano il 20 per cento.

L’impennata delle tariffe merci

«In questo momento il rapporto tra il costo del trasporto merci per via aerea rispetto alla nave è al minimo storico. È molto più conveniente spedire merci in aereo», ha detto la senior economist Ezgi Gulbas. Quello che non ha detto è che i prezzi del trasporto merci in aereo è alle stelle. Siccome ci sono meno voli e quindi meno capacità di trasporto, le tariffe sono molto aumentate rispetto al 2019. La Iata non dice di quanto.

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