Trasporti

Aerei, il traffico merci diminuito del 10,6% nel 2020

Il calo è molto più contenuto rispetto al crollo del traffico passeggeri, diminuito del 66 per cento. Le tariffe sono aumentate perché si sono ridotti i voli

di Gianni Dragoni

(foto Ansa)

3' di lettura

Il trasporto merci per via aerea nell’intero 2020 ha avuto una riduzione del 10,6% del le tonnellate per chilometro trasportate in tutto il mondo. Lo riferisce la Iata, associazione mondiale delle compagnie, sottolineando che «è il calo maggiore registrato dal 1990», da quando fa le statistiche sui risultati del cargo. Tuttavia, considerando il crollo mondiale del traffico aereo e la crisi dell’economia per il Covid, si può dire che il cargo in sostanza ha tenuto.

In dicembre recupero ai livelli pre-Covid

E infatti alla fine dell’anno scorso la domanda di trasporto merci per via aerea era tornata ai livelli pre-Covid. In dicembre la domanda globale era -0,5% rispetto a dicembre 2019. Il trasporto merci per via aerea ha dovuto far fronte anche alla più ridotta capacità di trasporto, a causa della forte riduzione dei voli passeggeri: la capacità globale è diminuita del 23,3% nel 2020, in termini di disponibilità di tonnellate per km. Questo perché la maggior parte delle merci vola nelle stive dei jet che trasportano passeggeri. La Iata fa notare che la riduzione delle merci trasportate, -10,6% come detti, ha superato la contrazione delle merci nel commercio globale, pari a -6 per cento.

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Aerei riconvertiti

Diverse compagnie pur riducendo i voli hanno riconvertito a cargo i velivoli per trasportare solo merci. Non è sempre necessario togliere i sedili, alcune compagnie hanno utilizzato delle reti per tenere ferma la merce durante il volo, bloccandola sui sedili al posto dei passeggeri.

Meno offerta di voli, su le tariffe

A causa della riduzione di capacità, il coefficiente di occupazione degli spazi è migliorato del 7,7%, al 54,5% complessivo. La minor disponibilità di velivoli per il trasporto merci ha fatto aumentare le tariffe per le spedizioni. Infatti per il business puro del cargo il 2020 è stato un anno positivo. Il problema è che il cargo rappresenta una porzione minoritaria dei ricavi totali delle compagnie, «in anni normali solo il 12 % dei ricavi delle compagnie viene dalle merci», spiega Brian Pearce, capo economista Iata. Pertanto i maggiori ricavi derivanti dalle merci nel 2020 non hanno compensato il crollo delle entrate da passeggeri, per i quali la domanda è diminuita del 66% in passeggeri per km trasportati. In totale, ha già detto la Iata , nel 2020 il bilancio globale delle compagnie mondiali si è chiuso con una stima di perdite nette aggregate per 118 miliardi di dollari.

Andamento differenziato per aree geografiche

Come è avvenuto per i passeggeri, il trasporto merci si è ridotto di più a livello internazionale rispetto al mercato domestico, -11,8% il trasportato globale e -24,1% la capacità offerta. In Europa il calo è stato del 16%, mentre in due aree geografiche c’è stato un aumento del traffico merci: in Nord America +1,1% e in Africa +1%, secodo i dati Iata. In America Latina la maggior contrazione, -21,3 per cento.

In Italia - 23,7% le tonnellate trasportate

Il mercato italiano ha registrato un calo maggiore rispetto alla media europea. I dati di Assaeroporti dicono che in tutti gli scali nazionali l’anno scorso c’è stato un calo del -23,7% delle merci trasportate, a un totale di 841.901 tonnellate. In questo caso si parla di tonnellate, non tonnellate per km come nelle statistiche Iata. A Malpensa il calo delle merci trasportate è stato limitato al -7,5% (516.740 tonnellate). Più pesante il calo delle merci trasportate negli altri scali, Fiumicino -60,8% a 76.266 tonnellate, Bergamo -56,7% a 51.543 tonnellate. Il quarto scalo italiano nella classifica delle merci è Venezia con 41.134 tonnellate (-35,7%). Quinto Brescia, con un aumento del 27,8% a 39.234 tonnellate, davanti a Roma Ciampino con 19.338 (+5,1%).

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