Aviazione

Aerei, per Walsh (Iata) la metà dei piloti dovrebbero essere donne

Il manager, ex amministratore delegato di Iag e British Airways, è un ex pilota. Solo il 5% dei piloti nel mondo sono donne

di Gianni Dragoni

(ANSA)

I punti chiave

  • Il consiglio di Walsh
  • Obiettivo 50% donne piloti
  • Il piano Easyjet per arrivare al 20%

3' di lettura

Almeno metà dei piloti di aereo potrebbero essere donne. È l’auspicio di Willie Walsh, il manager ed ex pilota irlandese che dall’inizio del mese è direttore generale della Iata, l’associazione mondiale del trasporto aereo, cui aderiscono circa 290 compagnie, che rappresentano l’82% del traffico aereo globale.

Il consiglio di Walsh

Nella prima uscita pubblica da quando ha assunto l’incarico, da Ginevra, Walsh ha detto: «Non credo che essere stato un pilota mia dia vantaggi particolari in questo ruolo. Probabilmente mi rende più concentrato nel prendere decisioni. Sono entrato in quest’industria 41-42 anni fa. Si è parlato di carenza di piloti, di eccesso di piloti. Sono tutti discorsi che abbiamo superato. Quello che mi sento di dire è di consigliare alle ragazze, alle giovani donne di considerare una carriera futura da pilota».

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Obiettivo 50% donne piloti

«Abbiamo bisogno di attrarre persone competenti. L’industria supererà la crisi causata dal Covid, ci vorrà un po’ di tempo, ma ritorneremo ai livelli di traffico che avevamo raggiunto nel 2019. Avere un mix di piloti 50% uomini e 50% donne è un qalcosa su cui l’industria deve lavorare», ha detto Walsh.

La carriera di Walsh

Il manager, nato nel 1961 a Dublino, ha cominciato a lavorare alla comapgnia Aer Lingus come pilota cadetto nel 1979. È stato amministratore delegato della stessa compagnia dal 2001 al 2005, poi di British Airways dal 2005 al 2011. Quindi è stato a capo di Iag, la holding creata con la combinazione societaria di British Airways e Iberia, controllate da Iag, della quale fanno parte oggi anche Aer Lingus e Vueling. Walsh ne è stato amministratore delegato fino a settembre 2020.

Solo il 5% dei piloti sono donne

Quante sono le donne pilota? Secondo statistiche internazionali le donne pilota sarebbero 7.409, il 5% del totale. Questi dati sono riferiti al 2018, elaborati dalla International Society of women airline pilots. L’incidenza però cambia molto secondo le compagnie.

L’incidenza cambia con le compagnie: prima United, ultima Emirates
Tra le grandi compagnie, si va dal massimo di 7,4% di piloti donne per l’americana United e del 7% della Lufthansa al minimo dell’1,5% di Emirates, la compagnia di Dubai. Ancora meno le donne piloti di Norwegian, solo l’uno per cento. Ecco la situazione di altre grandi compagnie: 5,9% di piloti donne per British Airways, 5,5% per Air Canada, 5,2% per Klm, 5% per JetBlue e easyJet, 4,5% per Delta, 4,4% per American Airlines, 4,3% per Qantas, 3,7% per Southwest, 3,2% per Virgin Atlantic.

Alitalia ha 42 donne pilota

Alitalia ha 42 donne pilota su 1.400 piloti complessivi. In Italia la prima pilota di aerei di linea è stata Fiorenza de Bernardi, nata nel 1928. Fiorentina, avviata al mestiere dal padre, Mario, aviatore e colonnello dell’Aeronautica, al quale è intitolato l’aeroporto di Pratica di Mare. Ha ottenuto il primo dei tre brevetti di volo allora previsti nel 1951, volando per sport spesso in compagnia di Graziella Sartori. Ha cominciato a lavorare nel 1967 alla Aeralpi. Si racconta, ma non vi è certezza, che è stata la quarta o quinta donna pilota di linea nel mondo.

Il piano easyJet per arrivare al 20%

Nel 2018 la compagnia britannica easyJet ha lanciato un programma di assunzioni per arrivare ad avere il 20% dei piloti donne entro il 2020. Ma con l’esplosione della pandemia il piano è saltato. Secondo fonti del settore le donne pilota sono state in gran parte licenziate da easyJet.

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