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Aeronautica e difesa, Moody’s migliora le prospettive del settore

L’agenzia di rating ha modificato da negativo a stabile l’outlook per i prossimi 12-18 mesi. L’utile operativo è in calo del 42% nel 2020, con un recupero del 72% nel 2021

di Mara Monti

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L’agenzia di rating ha modificato da negativo a stabile l’outlook per i prossimi 12-18 mesi. L’utile operativo è in calo del 42% nel 2020, con un recupero del 72% nel 2021


2' di lettura

Prospettive in leggero miglioramento per il settore dell’aeronautica e della difesa secondo l’agenzia di rating Moody’s che hamodificato da negativo a stabile l’outlook del settore «perché si prevedono confortanti livelli di attività nei prossimi 12-18 mesi», scrive l’agenzia nell’ultimo report. La profonda crisi attraversata nel corso del primo trimestre del 2020, quando gran parte della flotta di aerei commerciali ha sostato nelle aeree di parcheggio a causa della pandemia, ha avuto come conseguenza il taglio della produzione e delle consegne dei velivoli con ricadute sull'attività di difesa che è stata moderatamente interrotta.

I rischi legati alla nuova ondata del virus

Nonostante il periodo buio sia stato in parte superato, il settore commerciale continua a operare a volumi sostanzialmente inferiori rispetto a prima della crisi mentre la difesa è quasi tornata all'attività pre-crisi. Moody’s si aspetta condizioni stabili, se non in miglioramento man mano che il traffico passeggeri aumenterà e soprattutto quando il Boeing 737 MAX tornerà in servizio.

L’agenzia di rating prevede un calo dell'utile operativo del 42% nel 2020, con un recupero del 72% nel 2021. Le incertezze sono legate a una nuova ondata del virus e ai tempi del ritorno del Boeing 737 MAX: escludendo Boeing, l'utile operativo diminuirà del 30% nel 2020 e aumenterà del 23% nel 2021, ma resterà 14% al di sotto dei livelli del 2019.

Boeing e Airbus hanno ridotto i tassi di produzione nel 2020 in risposta alla minore domanda di aerei, un trend che potrebbe intensificarsi nel corso di quest’anno per poi stabilizzarsi nel 2021 con l’unica eccezione del 737 MAX che potrebbe andare a stimolare la produzione. Tuttavia, la traiettoria incerta della pandemia è fonte di ulteriori rischi. Un nuovo lockdown che andrebbe ad indebolire ancora di più il traffico aereo già dell'86,5% al ​​di sotto dei livelli del 2019 nel giugno 2020, avrebbe come conseguenza di portare a ulteriori stress alle compagnie aeree.

Il settore della difesa tornato ai livelli pre-crisi

Il settore della difesa si mostra più robusto rispetto a quello dell'aeronautica commerciale grazie agli stanziamenti di bilancio fissati prima della pandemia dai governi, ma anche al riconoscimento dell'importanza strategica a lungo termine dei principali programmi di difesa e agli sforzi dei governi a sostegno del settore durante il lockdown. Moody’s si attende che la spesa per la difesa globale rimarrà stabile o cresca lentamente nei prossimi 18 mesi.

Il sostegno statale è destinato a rimanere elevato: Stati Uniti e Gran Bretagna hanno introdotto importanti agevolazioni mentre il governo francese è intervenuto direttamente stanziando un pacchetto di aiuti da 15 miliardi di euro a Air France e Airbus. Un aiuto specifico è stato fornito a Rolls-Royce mediante garanzie all’export mentre il governo Usa sarebbe pronto a sostenere Boeing, se richiesto. Tuttavia, la società produttrice al 30 giugno ha registrato 32 miliardi di cash a fronte di un consumo di cassa stimato di circa 9 miliardi di dollari nella seconda metà del 2020.

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