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Aeroporti, F2i compra Olbia e lancia il polo della Sardegna

Al fondo infrastrutturale l’80% dell’Aga Khan insieme a Fondazione Sardegna. Ravanelli: «In questa Regione la ripresa sarà più rapida» Resta aperto il dossier Aspi

di Carlo Festa

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(claudiuslower82 - stock.adobe.com)

Al fondo infrastrutturale l’80% dell’Aga Khan insieme a Fondazione Sardegna. Ravanelli: «In questa Regione la ripresa sarà più rapida» Resta aperto il dossier Aspi


3' di lettura

F2i accelera sul settore degli aeroporti e prende il controllo dell’aeroporto di Olbia. Al tempo stesso, sta alla finestra sul dossier Autostrade. Il gruppo guidato da Renato Ravanelli ha posto le basi per la creazione di un grande polo aeroportuale del Nord della Sardegna, visto che già possiede la quota di maggioranza della società di gestione dello scalo di Alghero.

Ma, allo stesso tempo, il nuovo polo sardo procede in parallelo al consolidamento già avviato nel resto d’Italia: il gruppo infrastrutturale, attraverso la holding 2i Aeroporti (controllata dal terzo fondo) detiene infatti anche partecipazioni negli scali di Milano, Napoli, Torino, Trieste, Bologna, e indirettamente Bergamo, con circa 62 milioni di passeggeri complessivi (32% del traffico nazionale) e 630 milioni di tonnellate di merce (57% del traffico cargo nazionale) nel 2019.

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L’acquisizione

Il 23 ottobre c’è stata l’ultima aggiunta al portafoglio di scali: F2i ha infatti acquisito da Alisarda dell’Aga Khan (affiancata nell’operazione da Houlihan Lokey) l’80% di Geasar, società di gestione dell'Aeroporto Olbia Costa Smeralda. Le Camere di Commercio di Sassari e di Nuoro e la Regione Sardegna rimarranno azioniste con circa il 20% del capitale. La Regione Sardegna è inoltre già partner di F2i Aeroporti 2 in Sogeaal (società di gestione di Alghero) con una quota, diretta e indiretta, del 29%, mentre il fondo ha il 71%.

F2i Aeroporti 2, che consoliderà le attività aeroportuali del Nord Sardegna (circa 4,4 milioni di passeggeri totali nel 2019), sarà controllata da due fondi gestiti da F2i (cioè il fondo Ania-F2i e il terzo fondo F2i) e da Fondazione Sardegna che, data la rilevanza dell’operazione per il territorio, ha scelto di affiancare F2i nell’investimento.

I numeri di Olbia

Con circa 3 milioni di transiti nel 2019, l’aeroporto di Olbia è il secondo per numero di passeggeri in Sardegna ed è uno dei principali hub in Europa per l’aviazione generale (soprattutto jet privati). La crescita di passeggeri dello scalo, nell’ultimo decennio, è stata superiore a quella del mercato italiano e presenta prospettive di sviluppo significative, a sostegno delle quali sono previsti investimenti di oltre 120 milioni volti ad espandere la capacità dei terminal e della pista.

L’operazione dimostra che F2i continua a guardare, malgrado la situazione sanitaria, con fiducia al Paese con il progetto di aggregare gli aeroporti regionali con una missione industriale. «F2i ha deciso di sostenere il potenziale di sviluppo aeroportuale del nord della Sardegna nonostante l’attuale situazione di emergenza. La crisi sanitaria ha duramente colpito tutto il settore a livello globale, con il traffico sostanzialmente azzerato nel periodo marzo-maggio 2020 ed ancora oggi fortemente ridimensionato. F2i ritiene, tuttavia, che la Sardegna presenti tutte le caratteristiche per beneficiare di una ripresa relativamente più rapida, grazie in particolare al suo posizionamento di destinazione turistica esclusiva» spiega Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i.

Alla finestra su Aspi

Nel frattempo, su Aspi il fondo infrastrutturale sta alla finestra: F2i conosce infatti bene il dossier, ma non è coinvolta nell’attuale struttura dell’operazione con Cdp, Macquarie e Blackstone. All’incontro di qualche giorno fa del ministro Roberto Gualtieri con alcuni investitori istituzionali italiani, questi ultimi hanno espresso interesse a partecipare alla operazione Aspi non direttamente, ma eventualmente solo tramite F2i.

Proprio sul fronte delle nuove risorse è stato approvato poche settimane fa il lancio di un nuovo fondo, il quinto di F2i, con un target di raccolta di circa 1,5 miliardi. Questo porterebbe F2i, con quasi 7 miliardi di masse gestite, a essere uno dei principali fondi infrastrutturali europei.

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