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Aeroporti, dopo il crollo dei voli Aviation Services dichiara 462 esuberi

di Marco Morino


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(ANSA)

2' di lettura

Il crollo dei voli legati all’emergenza coronavirus mette in ginocchio le società che forniscono i servizi di terra negli aeroporti italiani. Aviation Services, il colosso dei servizi a terra che opera agli aeroporti di Fiumicino, Ciampino, Bologna, Napoli e Venezia, avvia la procedura per lo stato di crisi: a rischio, dunque, i contratti di 25 dipendenti su 108 a Catania, 175 su 635 a Fiumicino, 27 su 167 a Ciampino, 30 su 103 a Bologna, 21 su 129 a Napoli, 85 su 288 a Venezia e 10 su 23 nella sede centrale.

A causa dello stop dei voli Aviation Services il 6 marzo ha dichiarato 462 esuberi, su oltre 1.700 dipendenti. La situazione sè è aggravata in questi giorni a causa dell'esclusione in interpretazione restrittiva delle società di handling aeroportuale (a differenza di quelle marittime) dai codici ateco previsti nel decreto Cura Italia, per cui non si potrebbe attivare la cassa integrazione a spese dello Stato ma le società di handling sarebbero costrette ad anticiparne i costi in una congiuntura economica assolutamente negativa che ne compromette la liquidità e la stessa continuità aziendale.

Aviation Services è una primaria società di handling italiana che opera sugli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino, Napoli, Catania e Bologna dal 1995 e nel 2018 ha assistito circa 85.000 partenze riportando un fatturato di 73,5 milioni di euro e un utile di 6 milioni di euro. A partire dal 5 marzo 2019, Aviation Services ha iniziato le attività di assistenza anche a Venezia ai vettori Lufthansa, Swiss, El Al, Turkish e AirDolomiti.

L'azienda ha mandato una nota ufficiale al ministero del Lavoro e ai sindacati: «Le cause che determinano lo stato di crisi aziendale – si legge nella nota del direttore generale Giulio Comerci – risiedono, in realtà, non solo al di fuori del perimetro aziendale, ma altresì al di fuori di qualsiasi ipotesi di previsione, in quanto connesse e derivanti dalla criticità generata dalla emergenza sanitaria del cosiddetto coronavirus, con i riflessi ormai più che noti ai mass media nazionali e internazionali».

«Ad oggi – scrive ancora l'azienda al ministero del Lavoro e ai sindacati – pur nell’oggettiva impossibilità di quantificare con esattezza l'entità della criticità aziendale, in termini di esuberi, atteso che gli effetti dell'emergenza sanitaria sulla cancellazione e sulla riduzione del volato negli scali aeroportuali si presentano come una componente variabile progressiva, voglia considerarsi con dose di prudenziale attendibilità una percentuale non inferiore al 31,8 per cento dell'intero organico aziendale».

La composizione societaria di Aviation Services è quasi tutta nelle mani della famiglia Sebastiani, con il padre ex ad Meridiana che detiene il 51% e ai figli il restante 49 per cento. L’amministratore delegato è Cristiana Sebastiani.

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