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Coronavirus, aeroporti deserti: «Persi 130 milioni di passeggeri, urge l’aiuto del Governo»

Fabrizio Palenzona, presidente di Assaeroporti: «Nel 2020 perderemo circa 130 milioni di passeggeri». Le proposte anti-crisi? «Ammortizzatori sociali, fondo di solidarietà, fisco»

di Alessandro Graziani

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(IMAGOECONOMICA)

Fabrizio Palenzona, presidente di Assaeroporti: «Nel 2020 perderemo circa 130 milioni di passeggeri». Le proposte anti-crisi? «Ammortizzatori sociali, fondo di solidarietà, fisco»


5' di lettura

La pandemia da coronavirus ha sostanzialmente azzerato il traffico aereo nel nostro Paese, gettando l’intero settore in una situazione di estrema difficoltà. Gli aeroporti italiani, che hanno chiuso il 2019 con oltre 193 milioni di passeggeri e che avevano stimato per il 2020 il superamento dei 200 milioni di passeggeri, stanno fronteggiando uno scenario di crisi senza precedenti la cui durata è incerta, ma i cui effetti saranno prevedibilmente duraturi.
Sulla gravità della situazione del settore e sui possibili rimedi, parla il presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona.

I provvedimenti che hanno determinato la temporanea chiusura delle attività produttive nel nostro Paese hanno influito sulla mobilità di passeggeri e merci. Qual è la situazione attuale negli aeroporti italiani?
Mi faccia innanzitutto esprimere un profondo ringraziamento a tutti gli operatori aeroportuali che in questo periodo, seguendo le indicazioni del Ministero della Salute e della Protezione Civile, si sono impegnati per garantire la continuità del servizio di trasporto aereo, in un contesto molto difficile ed in continua evoluzione. È evidente che gli aeroporti stanno vivendo una situazione di grande criticità. Il traffico, nel giro di poche settimane, si è sostanzialmente azzerato. Lo scorso 12 marzo il Ministro dei Trasporti ha limitato il traffico aereo ai servizi minimi essenziali e ha concentrato l’operatività soltanto su 18 aeroporti situati lungo tutta la penisola - attualmente anche su questi scali il traffico è pressoché inesistente, ma l’infrastruttura è aperta ed operativa e continua a svolgere il servizio di trasporto pubblico. Le prime cifre parlano chiaro. Si stima per l’anno in corso una perdita di circa 130 milioni di passeggeri. Si prevede, allo stato, una riduzione del fatturato 2020 di oltre 1,6 miliardi rispetto all’anno precedente; per oltre il 90% del personale delle società di gestione è stata attivata o le aziende sono in procinto di attivare la cassa integrazione; i gestori aeroportuali devono comunque sostenere costi di struttura incomprimibili pari al 60% - 80% degli oneri totali, a fronte di entrate sostanzialmente nulle. Una situazione che determinerà a breve per molte società di gestione significativi problemi di liquidità per il superamento dei quali dovranno essere adottati idonei e urgenti provvedimenti governativi.

Quali provvedimenti chiedete al Governo a supporto del settore aeroportuale?
Proprio la scorsa settimana abbiamo inviato al Ministro De Micheli un corposo documento nel quale abbiamo inserito una serie di proposte, sia per il breve che per il medio periodo, per garantire la sopravvivenza e la ripresa del trasporto aereo. In primo luogo abbiamo richiesto di poter semplificare il ricorso agli ammortizzatori sociali, invocando procedure più rapide per il relativo accesso. In secondo luogo abbiamo evidenziato la necessità di incrementare la dotazione del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale e di assicurare che tutti i soggetti della filiera possano beneficiare delle prestazioni integrative erogate dal Fondo. Abbiamo fortemente ribadito che le nuove misure non dovranno beneficiare solo alcuni attori della filiera a discapito di altri: mi riferisco, ad esempio, alla richiesta delle compagnie aeree di ridurre i diritti aeroportuali, avanzata anche a livello europeo e fortemente contestata anche in tale sede.
Per quanto attiene al problema della liquidità abbiamo chiesto la sospensione di qualsiasi onere fiscale o contributo a carico dei gestori ed in particolare dei canoni concessori, nonché l’abrogazione della maggiorazione Ires, e ciò proprio per garantire un po’ di respiro alle imprese aeroportuali. Inoltre, abbiamo richiesto il differimento di modifiche non necessarie del quadro regolatorio in quanto, in questo momento drammatico, le società di gestione non sono in grado di affrontare cambiamenti di sorta nella gestione aziendale. Al fine poi di garantire la sopravvivenza dei piccoli aeroporti, con traffico inferiore ad un milione di passeggeri annui, e che svolgono una indubbia funzione sociale, abbiamo chiesto la semplificazione delle procedure, al fine di consentire una consistente riduzione dei costi di gestione. Il documento inviato al Ministro propone altri interventi per l’immediato ma quelle illustrate sono le richieste più significative.

Non possiamo e non vogliamo pensare ad un blocco totale degli investimenti. Alcuni sono improcrastinabili e quindi, assieme al Governo, dovremo individuare forme di finanziamento

Uno dei timori che viene sottolineato dai vari settori economici è che questa situazione rischia di provocare un rallentamento degli investimenti. Riguarda anche voi?
Certamente. Il trasporto aereo italiano ha registrato una continua crescita nel corso degli ultimi anni in quanto finalmente, con lo sblocco delle tariffe avvenuto nel 2012, si è dato corso ad un programma di investimenti che ha riguardato tutti gli aeroporti il cui ammontare complessivo è stato di circa 2,5 miliardi di euro. Secondo i piani di investimento già approvati da Enac, gli aeroporti italiani, in periodo ante crisi, si accingevano a realizzare un ulteriore upgrade dei nostri scali. Sicuramente l’attuale pandemia costituisce un ostacolo a tali piani. Ciò nonostante non possiamo e non vogliamo pensare ad un blocco totale degli investimenti; alcuni sono improcrastinabili e quindi, assieme al Governo, dovremo individuare forme di finanziamento (per esempio attraverso l’accesso ai fondi strutturali europei o l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti), ovvero consentire il ricorso a garanzie agevolate per ottenere credito dal ceto bancario. In quest’ottica è fondamentale garantire la remunerazione del capitale investito per attrarre capitale di rischio. In secondo luogo, sarebbe opportuna una semplificazione relativa alle procedure di approvazione dei piani di investimento che conseguentemente andranno rivisti attraverso una loro rimodulazione.

Quali iniziative dovranno essere adottate per favorire la ripresa del trasporto aereo all’indomani della riapertura delle varie attività?
A nostro avviso, è necessario distinguere tra interventi immediati e misure prospettiche che potremmo definire «di sistema». Intanto chiariamo subito, per eliminare facili entusiasmi, che la ripresa delle attività sarà lenta e decorrerà presumibilmente dall’autunno prossimo e ciò perché dovremo riconquistare la fiducia dei passeggeri e, soprattutto, garantire adeguate misure per volare in sicurezza: con la salute di tutti non si scherza! Per favorire la ripresa del traffico abbiamo richiesto una serie di misure molto concrete: soppressione addizionale comunale sui diritti d’imbarco, erogazione di sussidi pubblici e incentivi a favore delle imprese del settore, sospensione delle tasse nazionali e locali sul trasporto aereo, esclusione di qualsiasi ulteriore imposta a carico del settore, fino all’integrale recupero della capacità persa. Ma non meno importante è la strategia futura da adottare di intesa con tutti gli operatori del settore. In una società globalizzata, con una domanda interna ancora molto debole, garantire la mobilità di persone e merci è un imperativo, se vogliamo favorire la ripresa della nostra economia. La politica deve comprendere che il trasporto e la logistica hanno la medesima importanza e dignità degli altri settori della vita produttiva del Paese, ecco allora che lo sviluppo dell’intermodalità, attraverso il coordinamento delle varie forme di mobilità, deve costituire una priorità per il Governo. Inoltre siamo convinti che i tempi siano maturi affinché il Mit promuova la realizzazione di un Piano nazionale dei trasporti di concerto con i principali attori del settore. Il trasporto aereo è una leva fondamentale per la ripresa dell’economia.

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