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Aeroporti: per Venezia l’Oriente parte da Brescia

di Barbara Ganz

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(Fotogramma)


3' di lettura

Il 2018 sarà l’anno del rilancio dell’aeroporto di Brescia, oggi a vocazione quasi totalmente merci anche se nel lungo periodo si pensa a una ripresa a 360 gradi. Il potenziamento dello scalo di Montichiari è fra le priorità del polo aeroportuale del NordEst concretato due anni fa quando Save, società di gestione degli scali di Venezia Tessèra e Treviso, è entrata con una quota del 40% in Catullo Spa, che controlla Brescia e Verona.

Il primo Piano industriale 2016-2019 ha puntato a «dare un nuovo e duraturo slancio allo scalo bresciano», privilegiando i voli cargo in modo da sfruttare a pieno le «enormi potenzialità» rimaste per anni inespresse.

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Oltre alla riqualificazione e allungamento della pista, sono previsti miglioramenti sulla viabilità e la costruzione di magazzini per facilitare il lavoro di handling agent e spedizionieri.

Un obiettivo più vicino visto che il sistema NordEst ha centrato nel corso del 2017 un altro traguardo: il raggiungimento del break even per Verona: Save è entrata a ottobre 2014, nella compagine societaria di Catullo e da allora — secondo l’aggiornamento del piano industriale voluto dai soci a inizio dicembre — «questo ha portato al progressivo risanamento della società e a un ritorno della crescita dei volumi di traffico. Il 2016 rappresenta l’anno in cui, dopo un radicale processo di revisione della strategia commerciale, è avvenuto il vero salto di qualità, con un forte recupero del traffico che, dal 2007 al 2014, aveva perso il 26% dei passeggeri. Il 2016 si è chiuso con 2,8 milioni di passeggeri, +8% rispetto all’anno precedente.

Il trend positivo è proseguito nel 2017, che chiude con 3 milioni di passeggeri, +10% sull’anno precedente, superiore alla crescita media nazionale che dovrebbe attestarsi intorno al 6%.

Determinanti per questi risultati sono stati l’aumento a tre aeromobili basati allo scalo di Volotea che da Verona opera su 17 destinazioni, l’incremento dei voli di Ryanair, i nuovi collegamenti di Csa per Praga e di Fly Ernest per Tirana, la crescita di Transavia su Parigi, il consolidamento di Neos sulle destinazioni del Mediterraneo e sul lungo raggio.

Per il 2018 si prevede una crescita in linea con quella del 2017, con la presenza di quattro nuovi vettori e nove nuove destinazioni. Dall’ingresso di Save alle previsioni a fine 2018 l’aeroporto di Verona crescerà complessivamente del 31%, con una media annua del +9%.

Il risultato consente di concentrare gli sforzi su Brescia. Secondo il documento per il rilancio del cargo aereo presentato a Roma nell’ottobre scorso, le principali regioni che esportano con questa modalità sono Lombardia (34,96% delle merci), Veneto e Emilia Romagna, entrambi con quote superiori al 15%. E Montichiari si candida a diventare polo di attrazione per i trasporti di colossi dell’e-commerce come Amazon e Alibaba.

Intanto i dati cargo dell’aeroporto bresciano relativi al primo semestre 2017 - si legge nella Relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2017 - evidenziano un andamento positivo del +29,5%, per oltre 15mila tonnellate movimentate sullo scalo. Il cargo via aerea, con quasi 4mila tonnellate di merce movimentata, ha evidenziato un aumento di oltre cinque volte rispetto ai volumi 2016. Il trend è legato all’inizio delle attività di Sw Italia e Silk Way West Airlines (gruppo Silk Way con base in Azerbaigian), che opera due voli settimanali tra Brescia e Hong Kong (via Baku) da marzo 2017.

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