trasporto aereo

Aeroporto di Rimini risorge dopo il fallimento: +137,5% nei primi tre mesi

di Natascia Ronchetti


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(Riccardo Squillantini / IMAGOECO)

2' di lettura

A oltre tre anni dal fallimento della precedente società di gestione Aeradria, il nuovo gestore dell’aeroporto di Rimini e San Marino “Federico Fellini”, Airiminum, marcia spedito verso i grandi obiettivi di crescita fissati dal piano di sviluppo pluriennale: dai 300 ai 340mila passeggeri già nel 2017, più voli di linea a partite dal 2018, l’ambizione di intercettare nuovamente tutti quei passeggeri potenziali della Romagna che fino a qualche anno fa potevano contare su due scali, oltre a quello di Rimini quello di Forlì, quest’ultimo ancora non operativo dopo la bancarotta della società di gestione Seaf.

Alla vigilia dell’inizio della stagione estiva, l’aeroporto riminese si presenta all’appuntamento con un forte aumento dei passeggeri - nel primo trimestre, a quota 27.992 unità, hanno avuto una impennata del 137,5% rispetto allo stesso periodo del 2016 – e con un fatturato di oltre 830mila euro, quasi quadruplicato sempre rispetto ai numeri relativi al primo trimestre dello scorso anno. Risultati ottenuti in due anni di gestione, dopo il rilascio della concessione da parte di Enac avvenuto nel marzo di due anni fa. Oggi lo scalo, strategico per il sistema turistico della Riviera romagnola, tra voli settimanali e voli stagionali garantisce collegamenti con la Russia, con la Germania, con il Nord Europa, il Lussemburgo, l’Albania e, new entry, con Israele: il debutto, con i primi due voli per Tel Aviv, è previsto il 7 aprile. Ed è questa la base di partenza, spiega Leonardo Corbucci, amministratore delegato di Airiminum, «per fare dello scalo romagnolo un hub capace di servire anche altre regioni del centro del Paese come le Marche, l’Umbria ma anche la Toscana».

In prospettiva ci sono il consolidamento di un mercato fondamentale come quello della Russia, la riconquista del Nord Europa, con una particolare attenzione per un bacino storico come quello della Germania, collegamenti con nuovi mercati. «Dopo Israele – dice Corbucci – il nostro grande obiettivo sarà la Cina». Il traguardo prefissato, entro il 2020, è quello della creazione di un network di rotte, tra charter e voli di linea, capace, prosegue Corbucci, «di fare dello scalo un punto di riferimento per un bacino di 1,5 milioni di passeggeri».

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