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Aerospazio e automotive trainano la crescita dell’export nel Lazio

di Andrea Marini


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3' di lettura

Aerospazio e automotive hanno trainato le vendite all’estero del Lazio nel 2016. Secondo i dati Istat, l’export regionale è cresciuto rispetto al 2015 del 3 per cento, superando la media nazionale che si è fermata all’1,2%. Tuttavia di strada per la regione ce ne è ancora tanta da fare, dato che il Lazio pesa solo per il 4,6% sul totale delle esportazioni dell’Italia.

Frena il farmaceutico
L’export del Lazio resta dominato per quasi il 40% dalle multinazionali del polo della farmaceutica, a cavallo tra la parte a sud della provincia di Roma e i territori di Latina e Frosinone. Un comparto che nel 2016 ha registrato un calo delle vendite fuori Italia del 4,3 per cento. Anche se bisogna considerare che le esportazioni delle multinazionali farmaceutiche nel Lazio in realtà sono composte in massima parte da scambi tra aziende che, pur essendo in paesi diversi, fanno comunque parte di uno stesso grande gruppo internazionale. Ciò non toglie che proprio questo trend mostra la vitalità del settore «posizionato su un sentiero di crescita», come ha anche rilevato l’ultimo report sui distretti del Lazio di Intesa Sanpaolo

Più che raddoppiate le vendite dell’aerospazio
A trainare la crescita delle vendite all’estero di tutta la regione è stato il comparto dell’aerospazio (soprattutto nella provincia di Roma), con un export passato da 449 milioni a 1,1 miliardi in un anno (+151,7%). Da una parte hanno pesato gli effetti del rilancio di Leonardo (la ex Finmeccanica), che in regione ha 5.800 addetti su 29.500 in Italia. Ma non è solo questo, spiega Matteo Caroli, ordinario di Gestione delle imprese internazionali all’Università Luiss Guido Carli: «I dati dimostrano come si sia consolidata anche una filiera fatta di medie imprese». Il tema vero, per rilanciare l’export del Lazio, per Caroli è proprio questo: «Bisogna favorire la crescita dimensionale delle piccole aziende».

Il polo automotive di Cassino ha 15mila dipendenti tra Fca e l’indotto

Bene l’automotive, Unindustria apre una sede a Cassino
Anche l’automotive ha registrato performance eccellenti, grazie soprattutto al rilancio del polo di Cassino (Frosinone), con lo stabilimento di Fiat Chrysler Automobiles. L’export del comparto (per tre quarti in provincia di Frosinone), ha segnato un +63,5% (+117,9% in provincia di Frosinone), trascinando all’insù tutte le vendite all’estero della provincia di Frosinone, che con il suo +35,7% ha segnato un record superato a livello nazionale solo da Potenza e Milano. A testimoniare il ruolo cruciale che ha per la regione il settore, Filippo Tortoriello, presidente di Unindustria, ha inaugurato oggi a Cassino la nuova sede dell’associazione. All’evento ha partecipato anche Davide Papa, presidente per Unindustria del Comprensorio di Cassino: «Fca e l’indotto – spiega – contano 15mila dipendenti. Il polo è importante per tutta la regione: Lo stabilimento di Cassino produce ormai non solo per l’Italia ma per tutto il mondo».

In ripresa la ceramica a Civita Castellana
Per quel che riguarda i comparti tradizionali, la ceramica di Civita Castellana (in provincia di Viterbo), dà segnali di ripresa, dopo anni dominati dagli effetti della crisi internazionale e della concorrenza dei paesi emergenti. Il settore sta cercando di uscire dalle sabbie mobili puntando sui prodotti di qualità: nel 2016 l’export è cresciuto del 12,1 per cento. Un segnale incoraggiante, anche se ancora distante dai livelli del 2007, quando le vendite all’estero hanno raggiunto quota 126,3 milioni (contro i 98,6 milioni del 2016).

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