ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùINNOVAZIONE

Aerospazio, eccellenze crescono. «Ora un ecosistema distrettuale»

Da Officina Stellare a Picosats e Microgate le aziende del territorio chiedono di superare la logica dei campanilismi. Centri di ricerca e università fondamentali per lo sviluppo delle start up

di Valentina Saini

Nel 2009 nasce a Sarcedo Officina Spaziale, oggi quotata in Borsa con una cinquantina di dipendenti

3' di lettura

Sarcedo, paese di cinquemila abitanti nel vicentino, può sembrare un luogo improbabile per un’azienda della new space economy.

Eppure qui ha sede Officina Stellare, quotata in borsa, una cinquantina di dipendenti, una produzione per un valore di 9,5 milioni. «Siamo nati nel 2009 come società per la commercializzazione di prodotti per uso astronomico – dice Giovanni Dal Lago, cofondatore e ad di Officina Stellare –. Negli anni ci siamo evoluti, spostandoci dal mercato non-professionale a quello più sofisticato, e non commercializzando più prodotti comprati all’estero, ma realizzando internamente telescopi che poi vendiamo in tutto il mondo».

Loading...

Se esistesse un G20 dello spazio, l’Italia ne farebbe senz’altro parte. La space economy sta decollando, e al nord come al sud ci sono distretti spaziali forti, ad esempio in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia. Il Nordest è un po’ più indietro, ma realtà d’eccellenza come Officina Stellare stanno aiutando questo territorio così operoso a colmare il gap. E in ogni caso, ricorda Dal Lago, «il Nordest ormai si sta muovendo deciso, anche grazie ad Air - Aerospace Innovation and Research: una rete regionale che riunisce le aziende per fare massa critica e valorizzare le competenze presenti in loco». Oggi Officina Stellare opera in tre settori: aerospazio, difesa, ricerca scientifica. «Ci concentriamo sulla produzione di sistemi optomeccanici (e cioè telescopi che vanno montati sui satelliti), di strumenti per la comunicazione ottica, di strumenti per la sorveglianza spaziale» dice Dal Lago nello stile asciutto tipico di tanti imprenditori vicentini.

Officina Stellare controlla anche due spin-off: uno è del Cnr e fa ottiche adattative, l’altro è dell’Università di Padova e opera nella crittografia e nella comunicazione quantistiche. Tanto dinamismo consente all’azienda di attirare cervelli dall’estero. «Abbiamo persone che sono rientrate dallo UK, dai Paesi Bassi, dove c’è lo European Space Research and Technology Centre dell’ESA, persino dal Giappone» dice Dal Lago, che aggiunge: «Stiamo crescendo, cerchiamo quindici persone: ingegneri aerospaziali e non solo».

Molto dinamica è anche la Picosats, Pmi innovativa triestina «specializzata nello sviluppo di sistemi di telecomunicazione molto performanti e miniaturizzati, per applicazioni satellitari» spiega Arianna Cagliari, responsabile dello sviluppo business di 27 anni che la sera studia per prendersi la seconda laurea, in ingegneria. «Il nostro prodotto principale è Radiosat, ricetrasmettitore operante in banda Ka sviluppato con il supporto dell’Esa», dice.

Fondata nel 2014 come spin-off dell’Università di Trieste, e insediata in Area Science Park, Picosats vanta un team di una quindicina di persone, e nel 2021 ha fatturato «circa 400mila euro, grazie alle commesse di R&D con le agenzie spaziali». Presto però l’azienda staccherà fattura al primo cliente privato, del Nordamerica, «per lo sviluppo di un prodotto customizzato». Cagliari nota: «Siamo in piena raccolta capitali perché vogliamo validare le nostre tecnologie in orbita e far crescere il business».

A suo parere, per cogliere le opportunità della New Space Economy occorre «favorire la costruzione di un ecosistema distrettuale. Serve fare network. Noi siamo abituati a farlo, creando collaborazioni con realtà del resto d’Italia e del mondo».

E se a Trento c’è un polo scientifico dello spazio di spessore, grazie a FBK e all’università, a Bolzano ci sono eccellenze hi-tech come Microgate, attiva nel settore elettronico: 11 milioni di fatturato (e altri 2 con lo spin-off Micro Photon Devices), produce anche sistemi di controllo per telescopi.

«E stiamo sviluppando sistemi legati alla comunicazione ottica tra la Terra e i satelliti in orbita» nota Roberto Biasi, socio fondatore e ad. Microgate cresce e assume. E tutto il Nordest può crescere con la New Space Economy, per Biasi, grazie a competenze di nicchia ma forti. A patto – ma il discorso vale per tutta l’Italia, e la Ue – che «ci si organizzi, e si superi la logica dei campanilismi».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti