Imprese in crisi

Aerospazio, Invitalia entra nel capitale di Sicamb

La Sicamb di Latina, dopo la Corneliani, è a seconda azienda in crisi a beneficiare del Fondo statale “salva imprese”: Invitalia entra nel capitale

di C.Fo.

2' di lettura

La Sicamb di Latina, dopo la Corneliani di Mantova, sarà la seconda azienda in crisi a beneficiare del Fondo statale “salva imprese”. Lo schema di salvataggio è stato definito nei giorni scorsi al ministero per lo Sviluppo economico. Il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa interverrà nel salvataggio dell’azienda del settore aeronautico attraverso Invitalia, controllata al 100% dal ministero dell’Economia, che parteciperà a un aumento di capitale con 4,5 milioni.

I nuovi investitori

L’aumento di capitale sarà sottoscritto anche da partner privati stranieri: St Engineering Aerospace di Singapore (con 2 milioni), la britannica Killinchy Aerospace Holdings Ltd. (con 1,4 milioni) e Deltagroup Uruguay S.A. (con 1,5 milioni). Attualmente Sicamb (capitale sociale di 5,4 milioni) vede in maggioranza la famiglia italiana Klinger con Killinchy Aerospace al 43%.

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L’ok del comitato golden power

I contatti con i partner internazionali erano partiti a febbraio, dopo il deposito della domanda di concordato preventivo. Oltre all’aumento di capitale, la Sicamb ha negoziato un finanziamento bancario di 5 milioni e un finanziamento soci da parte di St Engineering Aerospace di 2 milioni. I nuovi investitori esteri hanno prestato le fidejussioni bancarie necessarie e hanno ottenuto un via libera senza prescrizioni dal comitato della presidenza del consiglio che si occupa del golden power, la normativa per l’esercizio dei poteri speciali su aziende strategiche. Invitalia, anche se in minoranza rispetto al blocco straniero, dovrà fare da “sentinella” degli interessi italiani.

I prossimi passi

Non tutto è definito ovviamente. La svolta è attesa per luglio. All’esito del voto favorevole della maggioranza dei creditori chirografari ci sarà il provvedimento di omologazione del concordato ed il perfezionamento dell’operazione societaria. Poi bisognerà concretizzare un piano industriale dal quale i sindacati hanno già fatto intendere di attendersi, oltre all’impegno sulla ricerca e sviluppo e sugli investimenti produttivi, garanzie chiare sulla salvaguardia completa dei livelli occupazionali.

La Sicamb impiega attualmente 290 lavoratori. Produce sedili eiettabili ed è attiva in altri rami della componentisca per l’aeronautica.

Il ruolo dello Stato

Per Alessandra Todde, viceministro per lo Sviluppo economico che durante il Conte-bis aveva seguito la nascita del Fondo salva imprese, «la salvaguardia del perimetro occupazionale è uno degli elementi di quest’operazione che, grazie all’individuazione di un partner industriale molto importante e alla presenza di Invitalia nel capitale a tutela dell’italianità dell’azienda, riporterà Sicamb ad essere competitiva».

La presenza di Invitalia negli organi societari, secondo il viceministro, è anche un elemento di garanzia perché lo Stato possa monitorare dall’interno il percorso di rilancio dell’azienda

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