siderurgia

Aferpi inadempiente sull’ex Lucchini di Piombino

di Matteo Meneghello

(Ansa)

3' di lettura

Una richiesta di pagamento di una penale da 3 milioni di euro e l’avvio formale della procedura di inadempienza, con una lettera che sarà inviata con tutta probabilità già lunedì. Il ministero dello Sviluppo conferma la sua linea nei confronti di Aferpi - la società, controllata dal gruppo algerino Cevital, che ha rilevato due anni fa gli asset della ex Lucchini in amministrazione straordinaria - , in attesa di ottenere dettagli più qualificanti relativi ai memorandum of understanding annunciati via lettera da Algeri dalla stessa società nei giorni scorsi.

Il commissario straordinario della ex Lucchini, Piero Nardi, ha notificato l’atto di precetto legato alle penali prevista dagli accordi relativi alla cessione degli asset in amministrazione straordinaria. Si tratta di 500mila euro per ogni mese di fermo produttivo degli impianti di Piombino, fino a un massimo, appunto, di 3 milioni (l’attività produttiva toscana è praticamente ferma dall’inizio di quest’anno).

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Secondo fonti vicine alla procedura, ieri Nardi ha incontrato esponenti del Mise per procedere anche alla contestazione dell’inadempienza di Aferpi: la lettera ufficiale potrebbe essere inviata lunedì. Secondo i termini dell’addendum al biennio di vigilanza dell’amministrazione straordinaria, sottoscritto tra Cevital e Governo lo scorso 30 giugno, il gruppo algerino può essere dichiarato inadempiente se non è stato in grado di dare continuità al progetto di rilancio dell’acciaio piombinese presentando entro il termine del 31 ottobre scorso, un partner industriale o finanziario capace di realizzare un piano industriale credibile. Un interlocutore affidabile, in questi mesi, è stato giudicato Jsw, interessato con British steel a un ampio progetto di rilancio. La trattativa con Cevital, però, non è mai decollata.

LA PRODUZIONE

Produzione siderurgica in italia. (Fonte: Federacciai)

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Nelle scorse settimane Cevital ha però annunciato di avere trovato un altro partner per un nuovo progetto di rilancio, anche se lo stesso ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, secondo quanto hanno riferito i sindacati, avrebbe espresso la scorsa settimana perplessità sull’affidabilità di questo tentativo industriale (prevede la realizzazione di un forno elettrico in due anni e il riavvio dell’altoforno entro 7 mesi) chiedendo maggiore chiarezza sul progetto. Lo scorso 31 ottobre, a poche ore dalla scadenza dei termini previsti dall’accordo, Cevital ha fatto sapere di avere due memorandum of understanding firmati: uno con la cinese Sinosteel, relativo al rilancio della parte impiantistica di Piombino (nuovo forno elettrico e riavvio dell’afo), l’altro con un investitore con base a Dubai, interessato a rilevare il 50% di Aferpi.

LA CLASSIFICA

I principali produttori mondiali di acciaio. (Fonte: Worldsteel Association)

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Una serie di elementi aggiuntivi che non hanno, però, fino a oggi rassicurato il Governo. Per questo motivo si profila uno scontro giuridico tra il gruppo algerino e il Mise, che ora procederà con la notifica dell’inadempienza. Il testo del documento di contestazione, confermano fonti vicine alla procedura è pronto, e attende le ultime valutazioni. I nuovi elementi presentati da Cevital non sarebbero considerati sufficienti per chiarire l’affidabilità del futuro piano, e per questo si richiede ai vertici algerini di qualificare meglio la proposta.

L’uscita di scena di Issad Rebrab, leader di Cevital, richiederà tempi lunghi: una volta inviata la lettera, Nardi notificherà l’inadempienza al tribunale di Livorno (che dovrebbe essere il foro competente), chiedendo la risoluzione del contratto; il tribunale nominerà un giudice, chiamerà la controparte, chiederà memorie. Da qui innesta potenzialmente un contraddittorio, con giudizi di primo grado, di secondo grado ed eventualmente di cassazione.

I canali di dialogo restano aperti. Un’occasione di chiarimento e di confronto potrebbe essere l’assemblea di Aferpi, convocata per il 15 novembre, alla quale il commissario Piero Nardi, che ha in pegno una quota di azioni, dovrebbe partecipare.

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