gli effetti sulle locazioni

Affitti brevi nella morsa del coronavirus

Il settore è bloccato. Disdette al 100% delle prenotazioni e timori per le vacanze. Le aziende chiedono aiuti

di Paola Dezza

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Milano. Colonne di san Lorenzo (Italy Photo Press)

Il settore è bloccato. Disdette al 100% delle prenotazioni e timori per le vacanze. Le aziende chiedono aiuti


3' di lettura

L'ondata di contagi da coronavirus in Italia si è abbattuta sugli affitti brevi, settore che in questa circostanza, senza argini, ha ceduto le armi. Siamo ormai arrivati a quasi il 100% di disdette delle prenotazioni per una vacanza in Italia, in ogni parte della Penisola. I timori del contagio sono oggi più forti del desiderio di un soggiorno in uno dei luoghi di vacanza italiani o in una città d'arte. Per il momento meglio soprassedere si dicono i potenziali turisti.

“Le case coinvolte in Italia sono circa 900mila, per un ricavo lordo annuo stimato in 11 miliardi di euro – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari -. Il rischio riguarda la stagione estiva, con le campagne promozionali di solito in corso in questo periodo. I quattro mesi estivi valgono la metà del giro d'affari annuo, quindi tra 5 e 6 miliardi di euro. Questa cifra comprende anche la quota retrocessa ai vari Airbnb”. Si capisce quanto la situazione sia grave. E quanto sarà necessario, passata l'emergenza, lavorare per recuperare immagine e turisti.
I cali delle compravendite di case, già nei conteggi dei primi mesi dell'anno (numeri che si vanno a sommare al fatto che anche l'ultimo trimestre del 2019 ha incorporato una decisa contrazione delle transazioni nelle grandi città), si potranno recuperare. Le disdette di questi mesi purtroppo no.

“Sono occasioni perse che non si ripresenteranno – dice Luca Dondi Dall'Orologio, direttore generale di Nomisma -. La situazione compromessa sta già evidenziando una pesante riduzione degli arrivi e la disdetta delle locazioni fissate. Vediamo già un minore accesso ai finanziamenti delle banche”. Dondi sottolinea di ritenere più pericoloso l'effetto indiretto in termini di rallentamento dell'economia. “E' inevitabile che ci sarà la riduzione della capacità reddituale di alcuni acquirenti” dice. E aggiunge: “Questa seconda ondata sarà più pericolosa in termini di impatto della prima”.

Gli esperti del settore contano comunque su una normalizzazione della situazione, si spera, da fine mese.

Tra gli effetti più duraturi ci sarà anche una discesa dei prezzi. “Sicuramente è inevitabile una riduzione dei volumi – dice ancora Dondi -, non si può ancora dire come questo si possa riflettere sui valori. A Milano l'euforia quasi eccessiva degli ultimi tempi viene modificata dai fatti recenti”. È dunque probabile che il calo dei prezzi sia visibile a partire dal secondo semestre dell'anno in corso.

Secondo le stime di Engel & Völkers, il settore immobiliare più esposto negativamente al Covid-19 è proprio quello delle locazioni a breve termine, con clienti in diminuzione su questo fronte e proprietari che stanno deviando su affitti a lungo termine e un calo significativo della domanda che caratterizzerà il settore almeno per i prossimi tre mesi. La carenza di clienti per le locazioni brevi impatta anche su chi investe in strutture di piccola e media metratura. Questo, nell'immediato, sta riequilibrando il rapporto tra domanda e offerta per quel che riguarda gli immobili più piccoli, prima fortemente sbilanciato a favore della domanda.

“Il turismo ha iniziato a rallentare da inizio febbraio – commenta Rocco Lomazzi, cofondatore di Sweetguest, società che si occupa di affitti brevi con 1.200 appartamenti in gestione -. Le cancellazioni il mese scorso hanno raggiunto l'80% delle prenotazioni. Se vogliamo dare qualche numero, possiamo dire che rispetto a marzo del 2019 i volumi sono in calo dell'80% e che ipotizziamo di chiudere l'anno con un risutato inferiore del 30-40% sul 2019.

Il team di SweetGuest sta lavorando con altre aziende del settore per gestire il rapporto con le Istituzioni. “Il mondo extra alberghiero esiste e ha bisogno di misure adeguate per ripatire – dice Lomazzi -. Ci sarà tutto da ricostruire, a partire dall'immagine del turismo in Italia in generale per arrivare a tutto l'indotto”.

Sweetguest, Altido, Italianway e Wonderful Italy, startup leader nel segment degli affetti brevi hanno chiesto con un appello firmato da tutte e quattro aiuti per l'intera filiera.

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