Il mercato

Affitti brevi in ripresa a fine 2021, ma restano in calo rispetto al pre Covid

Prenotazioni in diminuzione del 19% rispetto al pre Covid. Perso un quinto di annunci

di Michela Finizio

(Adobe Stock)

3' di lettura

I soggiorni negli alloggi per vacanze sono in ripresa. Ad agosto Airdna, il più grande provider di dati sugli affitti short-term, ha registrato il numero più alto di notti vendute dall’inizio della pandemia. Le prenotazioni da settembre a novembre in Europa risultano ancora in calo in media del 19% rispetto allo stesso periodo del 2019, ma in netto miglioramento rispetto al 2020.

I segnali positivi sono confermati dalle stime per il 2021 di Scenari immobiliari: l’anno dovrebbe chiudersi con 650mila locazioni brevi, a fronte delle 400mila del 2020, ma ancora ben lontano dal giro d’affari del 2019 quando si stimavano un milione e 50mila affitti brevi su base annua.

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Richiesta interna spinge il trend in positivo

Se continua il trend della discesa dei contagi da Covid-19, secondo Airdna in Europa la domanda nei prossimi mesi potrebbe superare i livelli del 2019, soprattutto laddove risulta particolarmente incisiva la richiesta interna. La pandemia, però, ha duramente ridotto l’offerta: rispetto a febbraio 2019 la perdita di annunci presenti sui principali portali specializzati (Airbnb, Vrbo, Booking, ecc.) è stata del 20,6% in base ai dati europei riferiti ad agosto di quest’anno.

Il calo si è concentrato principalmente nelle maggiori città europee: hanno perso più del 50% della loro offerta Praga (-58%), Edimburgo (-56%), Budapest (-55%), Amsterdam (- 55%) e Mosca (-53%). Il calo di Roma si colloca tra il 45-50%, quello di Milano tra il 35-40 per cento.

Tariffe medie giornaliere in crescita

È interessante notare che la tariffa giornaliera media pagata da un ospite ad agosto 2021 è aumentata mediamente del 15,5% rispetto ad agosto 2019 (+9,2% rispetto ad agosto 2020). Le tariffe più elevate derivano da una varietà di fattori, tra cui una maggiore domanda di unità di lusso, oltre a prezzi leggermente più alti praticati dagli host nei mercati più attrattivi.

Anche gli operatori professionali attivi in Italia confermano i segnali di ripresa. Il gestore CleanBnB, ad esempio, ha registrato i migliori luglio e agosto di sempre, totalizzando prenotazioni sostanzialmente doppie rispetto ai consuntivi 2020.

Il portale Italianway, invece, dal primo gennaio 2021 ad oggi ha raggiunto un turnover di 18,5milioni, il 126% in più rispetto allo stesso periodo 2020 (nel 2019 era stato di 15 milioni), vendendo oltre 121mila notti, contro le 70mila del 2020, con un incremento del 70 per cento. Aumenta anche il valore delle prenotazioni raccolte, del 187% superiore allo scorso anno.

Da una rilevazione condotta sui primi novi mesi del 2021 risulta che il network Italianway (oltre 130 tra partner e franchisee che promuovono gli immobili e gestiscono l’omonimo portale di annunci) ha ricevuto ospiti provenienti da 108 Paesi differenti: il 47% dei viaggiatori di nazionalità non italiana, percentuale in calo rispetto al 58% del 2019, ma in recupero rispetto al 20% del 2020.

200mila annunci di alloggi italiani in meno

A fare stime sull’impatto della pandemia è anche Aigab, l’associazione italiana dei gestori professionali di affitti brevi: prima del Covid si contavano 700mila annunci di alloggi italiani sulle piattaforme online di affitto breve e ora siamo scesi sotto il mezzo milione. A Milano, ad esempio, a gennaio 2020 venivano pubblicizzati 20mila appartamenti, oggi circa 13mila, già in ripresa rispetto agli 8mila toccati nei periodi di lockdown. Il giro d’affari del comparto nel 2019 ha sfiorato i 10 miliardi di euro in Italia, di cui 6,5 miliardi intermediati dalle online travel agencies e 3,5 miliardi offline. Sempre secondo le stime Aigab, però, sono solo 200mila gli alloggi gestiti da operatori professionali qualificati.

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