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Affitti brevi alle stelle Con Eurovision Torino fa il pieno di turisti

di Marco Panzarella

3' di lettura

«La cultura è sempre stata in grado di veicolare messaggi di pace e la speranza è che anche l’Eurovision contribuisca ad allontanare i venti di guerra». Mimmo Carretta, assessore ai Grandi eventi del Comune di Torino, aveva immaginato un clima diverso per l’inizio del concorso canoro internazionale - ospitato dal 10 al 14 maggio al Pala Alpitour – divenuto cool dopo la vittoria, nella scorsa edizione, degli italiani Maneskin. Il conflitto in corso in Ucraina e la conseguente esclusione della Russia hanno smorzato l’entusiasmo iniziale, anche se l’evento non è mai stato messo in discussione. La decisione di tagliare fuori la Russia ha scatenato un dibattito fra chi ha giustificato il provvedimento e chi, invece, avrebbe preferito, proprio in nome della pace, fare esibire tutti, al di là delle bandiere. «Penso sia il momento di compiere gesti simili – spiega Carretta - pur sapendo che a pagarne le conseguenze saranno anche persone che magari hanno posizioni politiche differenti rispetto a quelle di Putin».
The show must go on e la città si prepara a un altro grande evento, dopo le fortunate Atp Finals di novembre. Anche in questo caso di tratta di una “conquista” della vecchia giunta guidata da Chiara Appendino, che la squadra del neo sindaco Stefano Lo Russo ha il compito di fare fruttare.
Le premesse sono buone: nonostante si tratti di una kermesse televisiva, sono attesi migliaia di arrivi in città, come dimostrano le prenotazioni sul noto sito Airbnb, con i prezzi degli affitti brevi che sono saliti alle stelle, tanto da spingere qualche residente a “rinunciare” per qualche giorno al proprio appartamento e metterlo a disposizione di turisti e addetti ai lavori. L’occasione per la giunta è ghiotta e per questo attorno all’Eurosong sono stati pensati una serie di eventi off che daranno la possibilità ai commercianti, dopo le apnee dovute al Covid, di incamerare introiti. «L’Eurosong è una vetrina importante – dice Carretta – basti pensare che sarà seguito da 190 milioni di telespettatori. Vogliamo coinvolgere tutta la città, il cuore è il village allestito al parco
Valentino, dove ogni sera si terranno concerti gratuiti per migliaia di persone».
L’obiettivo è ricreare, almeno in parte, l’atmosfera delle olimpiadi invernali del 2006. «In quell’occasione – aggiunge l’assessore – emerse una grande capacità organizzativa e il senso di ospitalità dei torinesi. Possiamo riproporre il modello olimpico e tirare fuori un orgoglio che negli ultimi anni si è un po’ sopito. Crediamo fortemente in un nuovo rinascimento, in una primavera torinese».
Torna così in auge la parola “sistema”, che prima della parentesi pentastellata il Pd aveva fatto propria. «Significa organizzare, ordinare, efficientare. Ultimamente è stata utilizzata nella sua accezione negativa, ora abbiamo il dovere di rispolverare e rimettere a lucido
questa attitudine».
Durante la legislatura dei Cinque stelle gli scontri con l’opposizione, anche feroci, non sono mai mancati. Acqua passata, ma basta un niente per riaccendere la polemica. «Quando mi dicono che sto facendo l’assessore con gli eventi degli altri – conclude Carretta – rispondo che mi sarebbe piaciuto fare l’assessore delle prossime olimpiadi invernali, che avremmo potuto ospitare. Nel 2006 i Giochi, oltre ad avere trasformato l’immagine dei torinesi nel mondo, ci hanno lasciato delle strutture come il Palaolimpico che è risultato determinante per l’organizzazione delle Atp, questo è bene non dimenticarlo».

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