ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùsolo affitti e nomisma

Affitti, canoni in crescita del 2,1%. Rialzo record a Bologna, Roma in calo

Un report elaborato da Solo Affitti in collaborazione con Nomisma sottolinea come il livello dei canoni, spinto anche dalle locazioni brevi, stia tornando ai livelli pre-crisi.

di Emiliano Sgambato


default onloading pic
Secondo Solo Affitti a Bologna i canoni sono cresciuti in un anno di quasi il 10%

4' di lettura

A fronte di un mercato delle compravendite che ha accelerato per numero di transazioni, ma che è ancora al palo (con poche eccezioni) sul fronte prezzi, i canone d’affitto continuano a salire, soprattutto nelle grandi città. Secondo i dati forniti da Solo Affitti l’incremento medio nell’ultimo anno è stato del 2,1%.

Dopo il primo shock subito da tutto il settore all’inizio della crisi immobiliare, iniziata ormai più di dieci anni fa, l’affitto ha dimostrato una maggiore tenuta negil anni. Da un lato era una scelta quasi “forzata” per le famiglie che – tra difficoltà economiche e stretta al credito – non riuscivano a comprare casa o decidevano di rinviare nel tempo una scelta così importante; dall’altro i proprietari – seppur esposti al peso dell’Imu e al rischio morosità – non riuscivano a vendere per la troppa offerta in circolazione (e i prezzi molto al ribasso).

Negli ultimi tempi spingere il mercato ci ha pensato poi il fenomeno degli affitti brevi: la loro redditività più elevata (limitatamente alle città, soprattutto le più turistiche, e almeno in teoria, cioè a patto che si riesca a mantenere un elevato grado di occupazione dell’alloggio) ha spinto al rialzo anche i canoni tradizionali. Anche per questo rimane fondamentale per calmierare il mercato la cedolare al 10% per gli affitti concordati.

Secondo i dati forniti del network delle circa 300 agenzie Solo Affitti, nei capoluoghi l’opzione per la tassa piatta supera addirittura la quota del 70% dei contratti.

I trend di mercato
Negli ultimi mesi i canoni sono tornati vicini al livelli pre-crisi, «con prezzi medi mensili che si attestano a 616 euro contro i 641 euro del 2009», si legge nel Rapporto elaborato in collaborazione con Nomisma.

«Per colmare il divario rispetto al 2009 – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – mancano ormai solo 4 punti percentuali che corrispondono a circa 25 euro mensili. A impattare sulla risalita dei prezzi di affitto sono soprattutto dinamiche legate all’offerta di immobili, non sufficienti a soddisfare le richieste nel comparto residenziale, in particolare nelle zone centrali delle principali città. È soprattutto il fenomeno degli affitti brevi, particolarmente rilevante in città come Bologna, Firenze e Milano, a spostare appartamenti dal settore abitativo verso quello turistico, causando rialzi generalizzati».

AFFITTI TREND IN RIALZO

Indice canoni con base 100 al 2009. (Fonte Solo Affitti)

«Questa situazione di stasi – continua Spronelli – soprattutto nei quartieri centrali, fa pensare che nei prossimi mesi non ci saranno inversioni di tendenza rispetto ai trend che abbiamo rilevato».

Chi affitta un immobile arredato riesce a spuntare prezzi di affitto più alti anche del 15% rispetto a una casa non ammobiliata.
Ma la situazione a livello territoriale non è omogenea: i canoni crescono in maniera generalizzata al Centro Nord, mentre sono tendenzialmente stabili o in calo al Centro Sud e nelle Isole.

I canoni nelle grandi città
Gli incrementi maggiori dei canoni si registrano a Bologna (+9,8%), Bari (+6,9%) e Palermo (+6,8%), seguite a stretto giro da Milano (+6,3%) e Genova (+5,9%). I canoni di locazione crescono, anche se in misura minore, a Trento (+4,8%), Firenze (+3,8%), Trieste e Venezia (+3,7%) .

In decisa controtendenza Roma (-4,5%), «dove la revisione degli accordi territoriali – si legge in una nota – da un lato ha favorito l’incremento del numero dei contratti a canone concordato e dall’altro ha ridimensionato i prezzi a fronte di consistenti agevolazioni fiscali per i proprietari».
In calo anche Cagliari (-4,2%), Napoli (-3,2%), Catanzaro (-2,9%) e Ancona (-2,5%), Perugia (-2,1%) e Torino (-0,8%).

Milano, con una media di 1.234 euro al mese per le case arredate, si conferma il capoluogo più caro. Si allarga il divario con la Capitale (884 euro): dal +25% del 2018 al +39,6% di quest'anno.

Tra i capoluoghi più cari ci sono anche Bologna (793 euro) e Firenze (764 euro), Venezia (753 euro) e Trento (735 euro). Le richieste diventano progressivamente più accessibili a Napoli (630 euro), Cagliari (581 euro) e Trieste (563 euro). Catanzaro (368 euro), Perugia (409 euro) e Potenza (426 euro) sono i capoluoghi con gli affitti più a buon mercato.

Tempi di affitto più rapidi
L’incremento della domanda di affitto ha portato una riduzione dei tempi di ricerca: da una media di 1,9 mesi ai 1,7 quest’anno. Nel 2012 servivano mediamente 2,7 mesi.

I tagli più ricercati nel 2019 sono il bilocale (33,7%) e il monolocale (17,4%). I monolocali vanno per la maggiore soprattutto nelle zone di pregio (23,7%) e nei centri storici (24%).
«A beneficiare dell’incremento dei canoni di locazione – aggiunge però Silvia Spronelli – sono soprattutto trilocali (+2,4%) e quadrilocali (+2,2%), mentre i prezzi di mono e i bilocali sono cresciuti dell’1,8%».

L’identikit dell’inquilino
La prima motivazione dell’affitto resta l’abitazione principale (46,2%), seguita da lavoro (33,2%) e studio (18%), in linea con quanto rilevato lo scorso anno.

In testa sempre le famiglie senza figli (39%), in discesa di 2,5 punti percentuali. Poco più del 30% degli inquilini sono stranieri (18% extracomunitari e 13% comunitari). Chi va in affitto ricade soprattutto nella fascia di età 25-35 anni (37,4%) e 35-50 anni (34,6%, +3 punti percentuali), mentre calano gli under 25 (15,5%, -2,5 punti).

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...