Attentato

Afghanistan, bomba vicino a una moschea di Kabul. Una decina i morti

La responsabilità dell’attacco non è sinora stata rivendicata

Articolo aggiornato il 3 ottobre alle 15:49

L’ospedale di Emergency a Kabul dove sono stati portati i feriti dell’esplosione vicino alla moschea - Afp

2' di lettura

Un’esplosione è avvenuta vicino alla moschea Eidgah a Kabul, la capitale afghana. Lo hanno riferito i media locali, precisando che nella moschea era in corso una cerimonia in memoria della madre del portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid. A seguito dell’esplosione si sarebbe udita una sparatoria. Lo stesso Mujahid ha twittato spiegando che «una bomba è esplosa vicino all’ingresso della moschea Eidgah».

Il bilancio dell’esplosione è di almeno 12 morti e 32 feriti. Lo hanno riferito fonti dei Talebani citate dall’agenzia Sputnik, mentre secondo fonti citate dalla tv afghana Ariana, i morti sarebbero meno di una decina.

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Sospetti sull’Isis

La responsabilità dell’attacco non è sinora stata rivendicata. Tuttavia, da quando i talebani hanno ripreso il potere a metà agosto, gli attacchi dei militanti dello Stato islamico contro di loro sono aumentati, di conseguenza è cresciuto anche il rischio di un conflitto tra i due gruppi estremisti.

«Al momento 4 pazienti ricevuti nel nostro ospedale». Lo ha scritto su Twitter Emergency. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha dato notizia su Twitter di una bomba vicino alla moschea, parlando della «morte di vari civili».

Tre sospetti membri Isis-K giustiziati

Tre cadaveri sono stati esposti dai Talebani nella provincia del Nangarhar, nell’Afghanistan orientale. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Bakhtar. Un portavoce dei Talebani ha confermato la notizia all’agenzia Dpa sostenendo che non è chiaro chi sia dietro gli omicidi, mentre fonti locali hanno sostenuto che si tratti di tre sospetti affiliati ad Isis-K, il ramo afghano del sedicente Stato islamico, “giustiziati” dai Talebani. Due dei cadaveri sono stati impiccati a Jalalabad, il capoluogo della provincia, e un terzo nel distretto di Chaparhar. La scorsa settimana aveva suscitato orrore l’immagine dei corpi di altri quattro uomini, tutti accusati dai Talebani di essere dei rapitori, appesi in diverse località di Herat, nell’Afghanistan occidentale. Su uno dei cadaveri, i Talebani avevano messo un cartello di avvertimento: «Chiunque oserà rapire qualcuno verrà punito in questo modo»’.


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